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Gli Stati Uniti non trovano alleati per la guerra alla Cina

Moon of Alabama

Gli Stati Uniti vogliono contrastare la crescente posizione economica e politica della Cina nel mondo. L’amministrazione Obama tentò il “perno verso l’Asia” costruendo una zona economica dai bassi dazi con la Trans Pacific Partnership (TPP). Avrebbe escluso la Cina. L’amministrazione Trump la respinse e si ritirò, lanciando la guerra economica contro la Cina aumentando i dazi sui prodotti cinesi, vietando le forniture di alta tecnologia ai produttori cinesi e negando alle aziende cinesi l’accesso al suo mercato. Cercò anche di costruire una coalizione militare per minacciare la Cina. Rilanciò il dialogo quadrilatero sulla sicurezza 2007-2008 ribattezzandolo Quad delle consultazioni USA-Australia-India-Giappone. L’obiettivo era farne la NATO asiatica sotto il comando degli Stati Uniti: Il diplomatico n°2 del dipartimento di Stato degli Stati Uniti disse che Washington mira a “formalizzare” i crescenti legami strategici con India, Giappone ed Australia nel forum noto come “Quad”, mossa che secondo gli esperti è implicitamente volta a contrastare la Cina nella regione Indo-Pacifica. “È una realtà che la regione indo-pacifica sia priva di forti strutture multilaterali. Non ha nulla della NATO o dell’Unione europea”, aveva detto il vicesegretario di Stato nordamericano Stephen Biegun in un seminario online a margine del Forum di partenariato strategico USA-India. “C’è sicuramente un invito a un certo punto a formalizzare una struttura come questa”, aggiunse. Ma si scopre che né Australia, né Giappone né India hanno alcun interesse in una posizione dura nei confronti della Cina. Tutti guardano alla Cina come importante partner commerciale. Sanno che qualsiasi conflitto con essa gli costerebbe caro.
Il 6 ottobre il segretario di Stato Mike Pompeo volò a Tokyo per incontrare gli altri ministri degli Esteri del Quad. Ben presto scoprì che nessuno si sarebbe unito a lui nel suo discorso aggressivo: “In un incontro coi ministri degli Esteri di Giappone, India e Australia a Tokyo, il segretario di Stato Mike Pompeo esortava a rafforzare il quartetto di democrazie per resistere a una Cina sempre più assertiva… Se, come sembrava, Pompeo istigava gli altri membri del Quad a schierarsi dalla parte degli Stati Uniti nello scontro con la Cina, non otteneva alcun apprezzamento pubblico chiaro e le sue osservazioni si scontravano con quelle del suo ospite. Pompeo accusava il Partito Comunista Cinese in un discorso prima che i massimi diplomatici delle quattro nazioni si sedessero a parlare. “Come partner di questo Quad, è più importante che mai collaborare per proteggere il nostro popolo e i nostri partner da sfruttamento, corruzione e coercizione del PCC”, aveva detto. Ma il portavoce del governo del Giappone, Katsunobu Kato, insisteva in conferenza stampa: “Questa riunione del Quad non si terrà pensando ad alcun Paese in particolare”. Anche Australia ed India erano riluttanti a dire qualcosa che potesse offendere la Cina.
L’iniziativa di Pompeo falliva. L’ex-ambasciatore indiano M. K. Bhadrakumar spiegava perché il Quad non decolla: £La Cina non può essere sconfitta poiché, a differenza dell’URSS, fa parte della stessa società globale degli Stati Uniti. Guardate l’ampiezza dei campi di battaglia USA-Cina: governance globale, geoeconomia, commercio, investimenti, finanza, utilizzo della valuta, gestione della catena di approvvigionamento, standard e sistemi tecnologici, collaborazione scientifica e così via. Parla della vasta portata globale della Cina. Questo non fu il caso dell’URSS. Soprattutto, la Cina non ha un’ideologia messianica da esportare e preferisce impostare un modello in virtù delle prestazioni. Non ha il compito di istigare un cambio di regime in altri Paesi, e in realtà va piuttosto d’accordo con le democrazie… Gli Stati Uniti hanno creato l’ASEAN ma oggi alcun partner asiatico per la sicurezza vuole scegliere tra USA e Cina. L’ASEAN non può essere riproposta per formare una coalizione per contrastare la Cina. Pertanto, alcun pretendente contro la Cina nel Mar Cinese Meridionale è pronto ad unirsi agli Stati Uniti nella loro rissa navale con la Cina. La Cina ha risorse, denaro compreso, da offrire ai partner, mentre il bilancio degli Stati Uniti è in deficit cronico e anche le operazioni governative di routine devono ora essere finanziate col debito. Devono trovare le risorse necessarie per mantenere la loro infrastruttura umana e fisica a livelli competitivi con quelli della Cina e di altre grandi potenze economiche. Perché mai l’India dovrebbe rimanere invischiata in tale caos il cui culmine è una conclusione scontata?… La Cina non ha bisogno di combattere le guerre quando sta già vincendo”.
Gli Stati Uniti cercarono d’istigare gli alleati della NATO a mettersi contro la Cina: “Il segretario generale della NATO Jens Stoltenberg avvertiva che la crescente influenza della Cina ha creato un “cambiamento fondamentale negli equilibri di potere globale” che non va trascurato. In un’intervista al quotidiano tedesco Welt am Sonntag, rilasciata in anticipo, il funzionario norvegese affermava che Pechino aveva il secondo bilancio per la difesa al mondo dopo gli Stati Uniti e investiva pesantemente in armi nucleari e missili a lungo raggio che raggiungerebbero l’Europa. “Una cosa è chiara: la Cina si avvicinando sempre più alle porte dell’Europa”, aveva detto. “Gli alleati della NATO devono affrontare insieme questa sfida”. Tale iniziativa affonderà in Europa con la stessa velocità con cui il Quad è affondato in Asia, e per le stesse ragioni. La Cina non è un pericolo ideologico o militare per l’Europa. È un colosso economico e il rapporto con esso va gestito con attenzione. Richiedono rispetto e discorsi e non rumor di sciabole.
La Cina ha superato gli Stati Uniti come principale partner commerciale dell’UE: “Nei primi sette mesi del 2020, la Cina ha superato gli Stati Uniti divenendo il principale partner commerciale dell’Unione europea (UE), affermava Eurostat, l’organizzazione statistica dell’UE…. Le importazioni dell’UE dalla Cina sono aumentate del 4,9% su base annua nel periodo gennaio-luglio, osservava Eurostat. Secondo l’Ufficio federale di statistica della Germania, la più grande economia dell’UE, la Cina, il maggiore partner commerciale della Germania dal 2016, superava per la prima volta gli Stati Uniti nel secondo trimestre di quest’anno, divenendo il primo mercato di esportazione della Germania e le esportazioni della Germania in Cina a luglio rimbalzavano quasi al livello dello scorso anno”.
È tempo che gli Stati Uniti si guardino allo specchio e si risveglino. Sono un Paese assai indebitato con un esercito costoso ma inefficace. Negli ultimi decenni il suo ruolo economico nel mondo è costantemente diminuito. La continua aggressività e l’atteggiamento del “fai come diciamo” gli hanno alienato gli alleati. Senza alleati, gli Stati Uniti non hanno possibilità di sconfiggere la Cina in qualsiasi possibile conflitto. Ciò che gli Stati Uniti potrebbero ancora fare è competere onestamente con la Cina. Ma ciò richiederebbe umiltà, forte politica industriale e forza lavoro ben retribuita e competitiva. Nulla di ciò è in vista.

Traduzione di Alessandro Lattanzio