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L’ascesa della Cina: ispirazione per la Bolivia nella lotta contro povertà e umiliazioni dagli Stati Uniti

Fiona Edwards, Internationalist 360°, 14 ottobre 2020La determinazione dell’imperialismo statunitense a dominare l’intero globo precipita l’umanità in una nuova e pericolosa guerra fredda. La classe dirigente degli Stati Uniti si dispera assolutamente nel fermare l’ascesa della Cina e aumenta l’aggressività su molti fronti per raggiungere tale obiettivo, dalla guerra economica a circondare militarmente la Cina. Se gli Stati Uniti dovessero andare oltre la guerra fredda, le conseguenze sarebbero devastanti non solo per il popolo cinese ma per l’umanità. Tale realtà è ampiamente compresa dalla sinistra in America Latina, dove la differenza tra come Stati Uniti e Cina interagiscono coi Paesi dell’America Latina è evidente e profonda, la prima basata su rapporti di dominio e subordinazione e la seconda su cooperazione e beneficio reciproco. Gli Stati Uniti hanno una lunga storia di interventi in America Latina per promuovere spietatamente i propri interessi: dalla sponsorizzazione dei colpi di Stato militari, al sostegno i dittature e sovvertimento del processo democratico, al lancio di guerre economiche coll’obiettivo di impoverire intere società al fine di aprire la via al cambio di regime. Gli Stati Uniti considerano l’America Latina come loro “cortile” e continuano a opporsi violentemente a tutti i movimenti del continente che lottano per l’indipendenza, la sovranità e lo sviluppo nazionale.
La Cina offre all’America Latina un modello diverso di relazioni internazionali, basato sul rispetto del diritto degli altri Paesi a determinare i propri affari e sulla cooperazione “vantaggiosa per tutti”. Mentre la politica estera degli Stati Uniti è che tutta l’umanità si sottometta agli interessi della classe dirigente statunitense, la dottrina della politica estera cinese è costruire un “futuro condiviso per l’umanità” basato su cooperazione e multilateralismo. Questa grande differenza tra le dottrine in politica estera di Stati Uniti e Cina nei confronti dell’America Latina fu spiegata chiaramente dal giornalista boliviano Ollie Vargas nell’eccezionale discorso al Forum internazionale per la pace ospitato dalla campagna internazionale No Guerra Fredda del 26 settembre 2020, condiviso di seguito. Secondo Vargas: “Penso che abbiamo molto da imparare dal modo in cui la Cina interagisce col mondo in termini pacifici, cercando partner alla pari, cercando la cooperazione piuttosto che il dominio, piuttosto che la dipendenza. La Cina è un’ispirazione per Paesi come la Bolivia, un’ispirazione per come uscire da una posizione di povertà non dignitosa e di dipendenza coloniale”. Per la sinistra essere neutrale di fronte alla guerra fredda degli Stati Uniti contro la Cina, presentare Stati Uniti e Cina come due mali gemelli e quindi adottare lo slogan “né Washington né Pechino” è totalmente assurdo e non mette a nudo alcun rapporto con la realtà. Sono gli Stati Uniti, non la Cina, a rappresentare una minaccia per l’umanità.

Discorso di Ollie Vargas al Forum internazionale per la pace senza guerra fredda tenutosi il 26 settembre 2020
Questo è un problema che riguarda tutta l’umanità. Colpisce Paesi come la Bolivia, come il Venezuela, come Cuba. La Bolivia è l’ultimo Paese ad aver subito gli Stati Uniti, ad aver abbandonato la via della sovranità e dello sviluppo nazionale e ad adottare il modello statunitense di distruzione del mercato libero e dipendenza coloniale. Quello che è successo in Bolivia è ciò che gli Stati Uniti vogliono imporre in Cina, a Cuba e in quei Paesi che hanno resistito con successo all’imperialismo statunitense per così tanti anni.
Cosa è successo in Bolivia? Abbiamo visto la maggior parte dei popoli indigeni, la maggior parte della classe operaia del Paese esclusa dal potere dove un tempo poteva partecipare al governo politico del Paese. Ora sono esclusi, discriminati in base alla razza, alla cultura.
Nell’economia, gli effetti sono stati ancora più disastrosi. Dopo pochi mesi di riforme neoliberiste: paralizzati i programmi di sviluppo a guida statale avviati con Evo Morales; privatizzare le industrie statali nazionalizzate da Evo Morales; e distruggere la spesa pubblica e sociale possibile grazie allo sviluppo socialista di cui la Bolivia aveva goduto negli ultimi 14 anni. Tutto questo è stato distrutto. La disoccupazione è ora triplicata, la povertà è salita ai livelli di 15 o 20 anni fa, quando la Bolivia era il Paese più povero della regione. La Bolivia è tornata sulla via della dipendenza, dell’assunzione del ruolo nella divisione globale del lavoro in cui il paese esporta materie prime senza poter alleviare la povertà che soffre.
La Cina rappresenta un’ispirazione per i Paesi dell’America Latina e del sud del mondo. La Cina è un Paese che ha rifiutato di accettare il destino di Paese colonizzato. La Cina è un Paese che ha subito un secolo di umiliazioni, un Paese le cui grandi città sono state divise per molti anni tra numerose potenze coloniali. Cosa è successo in Cina adesso? La Cina ha rifiutato di accettare quella posizione e intrapreso la strada dello sviluppo nazionale usando lo Stato come motore attraverso cui costruisce le forze produttive del Paese e togliere il popolo da umiliazione e povertà, dargli gli strumenti con cui vivere una vita umana con internet, elettricità, acqua corrente, case che non crollano ogni volta che piove. E questo è il percorso che anche Paesi come la Bolivia intrapresero per 14 anni, iniziando a svilupparsi e che da allora è stato distrutto. Il modello cinese è fonte di ispirazione per i Paesi di tutto il mondo. È importante ricordare che la Cina non è un Paese che cerca di imporre il suo modello al mondo; non cerca di invadere Paesi, promuovere colpi di Stato, installare burattini nel mondo. Qui in America Latina la Cina ha relazioni estremamente strette sia con Venezuela che con Colombia, due Paesi con ideologie ufficiali completamente diverse e divergenti. Ma la Cina ha ancora legami commerciali con entrambi i Paesi. La Cina aveva legami commerciali col governo neo-liberale di destra argentino di Mauricio Macri e qui in Bolivia col governo di Evo Morales. La Cina non cerca di imporre il proprio stile di vita, la propria cultura, il proprio modello economico a coloro con cui interagisce.
Anche se il modello cinese non viene esportato, va studiato perché è il modello che può portare la pace nel mondo. Se gli Stati Uniti si impegnassero col mondo, se cercassero partner nello sviluppo, se cercassero di lavorare coi Paesi alla pari, il mondo sarebbe un posto molto più pacifico. Se facessero come fa la Cina, cooperando coi Paesi per il mutuo vantaggio economico e il mutuo sviluppo economico, il mondo conoscerebbe la prosperità, la pace. Qui in Bolivia, la Cina è stata coinvolta in una serie di programmi di sviluppo statale che portavano enormi benefici alla popolazione boliviana. La connessione Internet con cui parlo in questo momento è grazie alla cooperazione Bolivia-Cina col governo di Evo Morales. Prima di Evo Morales, la Bolivia aveva un modello neoliberista che creava povertà e il Paese non aveva quasi connessioni. Nelle zone rurali e popolari della città non c’erano segnali telefonici o connessione internet. E cosa successe quando Evo Morales prese il potere? Lavorò con la Cina per costruire un satellite, il Tupac Katari, dal nome di un leader indigeno che combatté l’Impero spagnolo qui in Bolivia. La Bolivia è un piccolo Paese, non ha le competenze per lanciare un missile nello spazio, così ha collaborato con la Cina per lanciare il satellite che ora fornisce internet e segnale telefonico a tutti gli angoli del Paese, dall’Amazzonia alle Ande, e qui nelle aree popolari delle grandi città.
Da questo esempio di cooperazione possiamo imparare molto perché, sebbene la Cina abbia portato esperienza e molti investimenti, non ha cercato di assumere la proprietà del prodotto finale. Quel satellite appartiene alla Bolivia, al popolo boliviano e la Cina ha aderito al progetto come partner, come pari per reciproco vantaggio economico. È questo il modello che gli Stati Uniti adottano? No. Gli Stati Uniti cercano di avere la proprietà delle risorse naturali del Paese, del governo del Paese e quel modello porterà sempre alla guerra perché annulla il diritto all’autodeterminazione del popolo. Quindi, ovunque il popolo chieda di governarsi, pretende indipendenza e sovranità nazionale, si scontra sempre col modello che cerca di schiacciarlo. Penso che abbiamo molto da imparare dal modo con cui la Cina interagisce col mondo in termini pacifici, cercando partner alla pari, cercando la cooperazione piuttosto che il dominio, piuttosto che la dipendenza. La Cina è un’ispirazione per Paesi come la Bolivia, un’ispirazione per come uscire da una posizione di povertà indegna e di dipendenza coloniale. Abbiamo molto da imparare.

Traduzione di Alessandro Lattanzio