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Operazione Peter Pan: un’altra falsa campagna “#SavetheChildren” della CIA

Internationalist 360°, 11 ottobre 2020

Peter Pan fu una prodezza pubblicitaria cinica che sarebbe stata invidiata dallo stesso Goebbels, ministro della propaganda nazista“. Fidel (2009)

Il 26 ottobre 1960 iniziò una delle campagne ideologiche più crudeli e oscure nel contesto della Guerra Fredda contro la Rivoluzione Cubana. Alle 20:00, sulle onde radio della stazione Radio Cuba Libre (Radio Swan), il programma Noticiero para el Caribe (Caribbean News), diretto da Francisco Gutiérrez, presentò in anteprima tale messaggio: “Madre cubana, ascolta questa, la prossima legge del governo sarà quella di portare via i tuoi figli dai 5 ai 18 anni. Madre cubana, non lasciarti portare via tuo figlio! Questa è la nuova legge del governo (…), quando questo accadrà saranno mostri del materialismo. Fidel diventerà la madre suprema di Cuba”. Per diversi mesi ripetutamente trasmisero questo e altri messaggi simili, come “Attenzione, cubani! Va in chiesa e segui la guida del Clero”. La campagna che originò l’Operazione Peter Pan apparve nell’autunno del 1960 nel contesto della creazione, a Miami, del Programma per i bambini rifugiati cubani non accompagnati come progetto iniziale, mentre l’Operazione Mongoose emersa poco dopo con maggiore specializzazione nelle forme e metodi da sviluppare.
Permessa dal governo degli Stati Uniti, tramite la CIA, l’operazione fu condotta tra il 26 dicembre 1960 e il 23 ottobre 1962, seminò terrore in alcuni settori della società cubana con la campagna contro la perdita della potestà genitoriale. “Ciascuno dei 14000 bambini coinvolti nel dramma segu’ un percorso traumatico. Venivano principalmente dalle classi medie. Non erano figli di proprietari terrieri o della grande borghesia, non c’era motivo di coinvolgerli in tale trauma. Al tempo c’era un’ambasciata yankee che concedeva il permesso di entrare negli Stati Uniti. Quelle che corrispondevano ai figli di Peter Pan venivano spedite a pacchi che in seguito furono riempiti a Cuba coi nomi dei piccoli. Nessuno dei bambini aveva bisogno di essere salvato”, rifletté Fidel nel 2009. Oltre ai messaggi radio, redassero un falso Parental Rights Act, presumibilmente emesso dal governo cubano, che sarebbe stato distribuito clandestinamente tra la popolazione. Il testo di tale legge fasulla fu scritto negli Stati Uniti e introdotto nell’Isola dall’agente capo della CIA a Cuba José Pujals Mederos. Come ammise in seguito Angel Fernandez Varela, anche lui agente della CIA, era uno responsabili della stesura di tale falsa legge, presumibilmente firmata da Fidel e Dorticós, che diceva: “Articolo uno: i capitoli 1, 2, 3, 4 e 5 e il titolo 7 che regolano le istituzioni della custodia e dell’adozione sono abrogati, abroga il codice civile e gli articoli da 154 a 180 … Articolo 3: dalla data di entrata in vigore della presente legge, la potestà genitoriale delle persone di età inferiore a 20 anni sarà esercitata dallo Stato attraverso persone o organizzazioni a cui questa autorità è delegata”.
Alla fine di maggio 2009, scriveva Fidel, Alvaro F. Fernandez, figlio di Fernandez Varela, riportava sulla rivista digitale Progreso Semanal che “… pochi anni prima della morte a Miami, mio padre ci riunì alla presenza di mia madre, mia sorella Maria, suo marito ed io, e ci disse che fu uno dei responsabili della stesura della falsa legge che causò isteria sull’ eliminazione della potestà genitoriale”. Ecco perché so, senza ombra di dubbio, che l”Operazione Peter Pan fu una sinistra mossa di immoralità ideata e concepita dalla CIA prima dell’invasione della Baia dei Porci”.
Come scrisse Ricardo Alarcón nell’introduzione al libro “Operazione Peter Pan, un caso di guerra psicologica contro Cuba”: “La rozza bufala, secondo cui il governo rivoluzionario avrebbe portato via i figli dei genitori, privandoli dei loro i diritti fu fatta circolare da CIA e controrivoluzione dopo che le autorità rivoluzionarie avevano fatto esattamente l’opposto per diversi mesi: la legge 797 del 20 maggio 1960 aveva autorizzato il Ministero della Giustizia ad effettuare, in modo totalmente gratuito, la registrazione e trascrizione di nascite e celebrare matrimoni prima non legali”. I rappresentanti di Diario de la Marina, Prensa Libre e Avance erano presenti a Cuba in tale gioco mediatico della guerra psicologica. All’estero, La Voz de los Estados Unidos de América, stazione radio ufficiale di quel Paese, e Radio Swan, tutte finanziate dalla CIA, fecero lo stesso. Il libro descrive anche quegli inizi così’: “Gli agenti della Sicurezza di Stato cubana, Sergio Fernández (agente Félix) e Oscar Madruga (agente Julito), controrivoluzionari attivi in quegli anni, dissero che una coalizione di cinque organizzazioni controrivoluzionarie alleate coi democristiani stampò e diffuse tale propaganda sulla potestà genitoriale, insieme ad alcuni ecclesiastici della Chiesa cattolica. In tale attività erano coinvolte anche bande di ribelli dell’Escambray”. Come curiosità, va ricordato che quando le autorità scoprirono il luogo, accanto alla legge, vi erano foto e testi pornografici a basso costo tipici dei romanzi popolari del tempo libero dell’epoca, attività a cui i proprietari della tipografia erano dediti quando non occupati a stampare propaganda controrivoluzionaria.
Chi diffuse la calunnia nel Paese avevano contemplato, senza una parola di avvertimento, una società in cui, per una parte sostanziale della popolazione immersa nella più grande miseria, quella possibilità non era mai esistita, e era in armonia pastorale con governanti corrotti che non fecero nulla per risolvere il dramma di tante famiglie cubane”. Ricardo Alarcón
“Ricordo quando andai a salutare mio fratello all’aeroporto, era un ragazzo di sette anni, ricordo il suo sguardo quando diceva addio, la faccia di mia madre che fingeva che non succedesse niente. Non sapevo allora che non avrei mai più rivisto mio fratello, quella era l’ultima immagine”, racconta la regista cubana Marina Ochoa sulla sua storia personale nel documentario Never Ever Peter Pan. L’altra parte dell’operazione fu la creazione delle condizioni da parte dell’ambasciata nordamericana all’Avana per trattare visti speciali e partenze dei bambini verso il destino incerto negli Stati Uniti, dove furono collocati in case ed istituzioni organizzate dalle autorità con la complicità dei reazionari del clero nazionale e di Miami. Il progetto iniziale dell’operazione Peter Pan fu preparato dal prete cattolico di Miami e direttore esecutivo del Catholic Welfare Bureau, Bryan O. Walsh, e dall’allora direttore della Ruston Academy dell’Avana, lo statunitense James Baker. Consisteva nell’ottenere visti nordamericani (I-20) per gli studenti, quindi era necessario trovare un centro scolastico negli Stati Uniti che certificasse l’ammissione dei giovani cubani. Durante l’Operazione, diverse ambasciate straniere svolsero un ruolo fondamentale non solo mettendo a disposizione delle reti della CIA i canali diplomatici per trasmettersi l’intelligence che circolavano da esse, ma molti di tali diplomatici addirittura si rivolsero a Grau per risolvere questi speciali per amici, familiari e dipendenti di tali sedi. Di conseguenza, circa 14000 minori partirono dal 1960 al 1962, quando l’operazione terminò, secondo le informazioni fornite dai partecipanti al programma. Un rapimento di massa di bambini senza precedenti 60 anni fa, di cui continueremo a raccontare dettagli e ricordi su Cubadebate.

Traduzione di Alessandro Lattanzio