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Perché Amnesty, Bellingcat e White Helmets sabotano Roger Waters?

Max Blumenthal, The Gray Zone, 12 ottobre 2020The Greyzone ha ottenuto l’audio di un appello in cui Roger Waters affrontava i capi di Amnesty International sugli sforzi compiuti dagli agenti per il cambio di regime in Siria, compreso proprio personale, per sabotare un webinar su Amazon Watch sull’inquinamento della Chevron in Ecuador.
Il responsabile della campagna di Amnesty International UK, Kristyan Benedict, sembra aver rimosso un tweet di Amnesty International che annunciava il webinar su Amazon Watch per aumentare la consapevolezza dell’inquinamento della Chevron di una regione indigena dell’Ecuador che la spietata persecuzione della società contro l’avvocato ambientalista Steven Donzinger. Intransigente sostenitore dell’intervento occidentale in Siria, Benedict chiaramente cancellava l’annuncio a causa della partecipazione del co-fondatore dei Pink Floyd, Roger Waters, all’evento. Oltre ad essere il più importante sostenitore pubblico di Donzinger, Waters è un schietto oppositore della politica di cambio di regime di Stati Uniti eRegno Unito nei confronti della Siria. Donzinger, da parte sua, è un auto-definito “prigioniero politico aziendale” la cui persecuzione iniziò nel 2011 dopo aver vinto una causa miliardaria contro la Chevron per inquinamento tossico del gigante petrolifero della regione indigena del Lago Agrio in Ecuador. È accusato di oltraggio alla corte per aver rifiutato l’ordine di un giudice federale di consegnare cellulare e computer alla Chevron. Con l’ordine ancora in appello per motivi costituzionali, Donziger rifiutava di obbedire. Chevron non ha mai pagato i 9,5 miliardi di dollari che deve in danni. Invece, reagiva con una campagna milionaria per demonizzare Donzinger, assumendo un enorme team di avvocati aziendali per supervisionare un tentativo di far licenziare l’avvocato e congelarne i conti bancari personali.
Nell’agosto 2019, un giudice federale ordinò che Donzinger fosse posto agli arresti domiciliari in attesa dell’udienza per l’oltraggio e lo confinava nell’appartamento di New York City. “Sono come un prigioniero politico aziendale”, aveva detto Donzinger alla giornalista Sharon Lerner a gennaio. “Cercano di distruggermi totalmente”. Roger Waters lavora dal 2012 per attirare l’attenzione sulla persecuzione di Donzinger e le sofferenze delle vittime delle pratiche tossiche della Chevron in Ecuador. Il webinar su Amazon Watch che Amnesty sosteneva doveva essere uno degli eventi più importanti sulla questione quest’anno. Sebbene l’evento in sé non venisse annullato, la partecipazione fu senza dubbio limitata grazie alla censura avviata dai fanatici del cambio di regime irritati dalle opinioni di Waters sulla Siria. Attivista contro la guerra, Waters fu veemente critico sull’intervento dei governi statunitense e britannico in Siria, e in particolare sul finanziamento delle forze di ascari estremisti per promuovere la politica destabilizzante del cambio di regime. Alla fine della prima settimana dell’aprile 2018, Washington affermò che il governo siriano aveva lanciato un attacco chimico nel sobborgo di Damasco, Duma, appena ripulito dalle forze estremiste sostenute dai sauditi da una drammatica vittoria dell’esercito nazionale. La prova centrale che rafforzava le dubbie affermazioni degli Stati Uniti era un video che circolava sui social media e prodotto da un’organizzazione creata da Stati Uniti e Regno Unito chiamata White Helmets. Waters disse a The Grayzone che “sentiva puzza, fece qualche ricerca, e capì che il video non era credibile e decise di parlare”. Dal palco del concerto “Us and Them” a Barcellona, in Spagna, il 13 aprile, il co-fondatore dei Pink Floyd denunciò i White Helmets finanziati da Stati Uniti e Regno Unito come “falsa organizzazione che esiste solo per creare propaganda per jihadisti e terroristi”. A quel punto, Stati Uniti, Regno Unito e Francia indicavano l’intenzione di bombardare la Siria come rappresaglia per il presunto attacco chimico. Waters implorò il pubblico “di incoraggiare i governi di USA, Regno Unito e Francia a indagare adeguatamente sui presunti attacchi prima di sganciare bombe sul popolo siriano”.
Ad agosto, quando i lobbisti del cambio di regime in Siria negli Stati Uniti e nel Regno Unito appresero della partecipazione di Waters all’evento Amazon Watch sostenuto da Amnesty International con Donzinger, lanciarono una campagna coordinata di pressione su Amnesty affinché annullasse il sostegno. In poche ore, l’annuncio dell’evento su twitter di Amnesty misteriosamente scomparve. “Sì, non va affatto bene, fu cancellato”, assicurava Benedict a diversi alleati dopo che il tweet che promuoveva l’evento Amazon Watch di Waters con Donzinger fu cancellato. Tra chi si lamentava a gran voce sulla partecipazione di Waters con Amnesty USA era Eliot Higgins, il fondatore dell’operazione mediatica ‘open source’ finanziata dai governi di USA e Regno Unito Bellingcat, tra i primi media occidentali ad accusare il governo siriano di attacchi col cloro a Duma nell’aprile 2018. In un tweet indirizzato ad Amnesty USA, Higgins denigrò Waters definendolo “famoso negazionista dei crimini di guerra”. Un minuto dopo, accusava Waters di “aver diffuso [ing] teorie del complotto sugli attacchi chimici”. Benedict rispose assicurando al fondatore di Bellingcat che il “tweet è stato cancellato poche ore fa”. Il tentativo coordinato di cancellare o minare un evento su illeciti societari e l’ambiente era solo l’ultimo esempio di un gruppo eterogeneo di agenti del cambio di regime in Siria che sabotano un’organizzazione di sinistra o per la giustizia sociale. Lo stesso gruppo di fanatici del cambio di regime cercò cercato di dividere il movimento di solidarietà con la Palestina, incoraggiando il movimento a rivoltarsi contro qualsiasi attivista che contraddisse la linea dell’opposizione siriana, anche la linea ufficiale del dipartimento di Stato nordamericano che la sponsorizzava. Tale quadro del cambio di regime inoltre attaccò brutalmente i critici della politica ostile di Washington nei confronti di nazioni sovrane come Venezuela, Nicaragua, Russia e Cina.
Kristyan Benedict, da parte sua, è una figura centrale nella propaganda degli agenti del cambio di regime. Negli ultimi anni, organizzò diverse azioni per promuovoere l’intervento militare occidentale e sanzioni economiche contro Damasco. Alla domanda su Twitter di questo giornalista se fosse responsabile dell’eliminazione del tweet che pubblicizzava l’evento sugli abusi della Chevron, lo staff di Amnesty UK si rifiutava di rispondere. The Greyzone ottenne l’audio di una telefonata tra Waters e Tamara Draut, Chief Impact Officer di Amnesty International, in cui Draut ha affermato che la sua organizzazione aveva subito pressioni per ritirare il sostegno all’evento da “gente coi caschi bianchi”, nonché da “attivisti per i diritti umanitari siriani”, che dissero di essere “feriti da quella che vedono come promozione [da Amnesty]” di Waters. “Cosa diavolo ha a che fare questo con un webinar sulla difficile situazione degli abitanti della foresta pluviale nel nord dell’Ecuador?” chiese Roger Waters. “Perché la tua posizione sui White Helmets e quella [di Amnesty USA] sui White Helmets sono diverse”, rispose Draut, “la gente ha interpretato la nostra promozione di un evento in cui parli come promozione della tua posizione sui White Helmets”. Draut fece carriera in organizzazioni non profit liberali e scritsse diversi libri sull’economia statunitense; non sa nulla di politica estera o del Medio Oriente. Draut fu raggiunta durante la telefonata dal capo delle relazioni cogli artisti di Amnesty USA Matt Vogel, una recluta dell’industria discografica che non ne sa poco di affari internazionali. Senza nominare Benedict, Draut sembrava prendere le distanze da lui e dall’organizzazione per le sue chiare azioni. “A volte il personale cerca di risolvere i problemi da sé. Non avrei rimosso questo tweet”, disse Draut a Waters. “Non è la politica che mi piace seguire su twitter. Invece, avrei preferito affrontarlo direttamente e onestamente, invece di far sparire il tweet”. Draut si scusò privatamente con Waters durante la telefonata. Waters rispose chiedendo scuse pubbliche a Draut per il ritiro del sostegno di Amnesty USA dall’evento su Amazon Watch per liberare Donzinger e sostenere la popolazione indigena dell’Ecuador. Dalla conversazione del 25 settembre, né Draut né nessuno affiliato ad Amnesty espresse rammarico per le azioni dell’organizzazione. Inoltre, non chiarirono il ruolo di Benedict nel minare l’evento Amazon Watch.

Lo staff di Amnesty fa pressioni sui governi occidentali per la guerra del cambio di regime
Mentre Amnesty International afferma che la sua “missione è intraprendere ricerche e azioni incentrate sulla prevenzione e la fine di gravi abusi dei diritti umani”, Kristyan Benedict s’impegnava in una serie di azioni volte a spingere i governi occidentali ad attuare politiche interventiste violando in modo chiaro i diritti dei siriani. Benedict di Amnesty UK fu una dei principali cheerleader del cambio di regime e dell’intervento occidentale in Siria. In effetti, il suo capitolo sponsorizzò un raduno del 2016 a Londra chiedendo che la NATO imponesse la No Fly Zone sul Paese. L’ex-segretaria di Stato Hillary Clinton ammise in privato nel 2013 che una No Fly Zone avrebbe portato a una guerra che “avrebbe ucciso molti siriani”. Benedict sostiene le cosiddette Sanzioni Caesar che il Congresso degli Stati Uniti e l’amministrazione Trump hanno imposto alla Siria, ponendo il Paese sotto un blocco economico che limita le forniture mediche vitali, come farmaci contro il cancro, e innescando carenze critiche di pane e petrolio. Come riconosceva il Financial Times il 24 giugno, “Il primo e più grande atto del Caesar Act fu sentito non dagli addetti ai lavori del regime, ma dai siriani comuni, che videro i prezzi aumentare mentre la minaccia di sanzioni agitava il mercato valutario del Paese”. Nel 2015, Benedict partecipò a un evento londinese sponsorizzato dalla Coalizione Nazionale della Rivoluzione Siriana e delle Forze di Opposizione, sostenuta da Arabia Saudita e Qatar, per promuovere il blocco economico della Siria. Ad unirsi allo staff di Amnesty UK sul palco c’erano due dei principali lobbisti di Washington delle sanzioni: Stephen Rapp, allora “ambasciatore in libertà per i crimini di guerra” del dipartimento di Stato, che presiedeva agli sforzi legali degli Stati Uniti contro la Siria; e Muaz Mustafa, il lobbista dell’opposizione siriana che scortò il defunto senatore John McCain al famigerato servizio fotografico del 2013 in Siria con insorti sostenuti dalla CIA rivelatisi dei terroristi e rapitori.
Le cosiddette Caesar Sanctions furono il risultato di un’elaborata propaganda in cui un presunto fotografo militare ignoto fu fatto uscire dalla Siria e consegnato alla CIA insieme a migliaia di fotografie che mostravano vittime della guerra per procura in Siria. Una squadra di avvocati fu assunta dal governo del Qatar, uno dei principali sponsor dell’opposizione armata siriana, per verificarle e analizzarle. Mentre la misteriosa figura di “Cesare” veniva portata in giro a Washington da Muaz Mustafa, invariabilmente coperta da un velo blu per proteggerne l’identità, una manciata scelta delle presunte foto fu illustrata in eventi come quello di Amnesty cui partecipò Benedict a Londra. Infatti, come riportato da The Grayzone, quasi la metà delle foto raffigurava siriani uccisi dai rivoltosi antigovernativi, confermando inavvertitamente le violenze dell’opposizione siriana. Questo fatto estremamente scomodo fu nascosto al pubblico britannico e nordamericano dagli agenti che fecero comparire il cosiddetto dossier Caesar. Mentre i lobbisti del cambio di regime come Benedict istigavano l’intervento in Siria in nome dei diritti umani, furono costretti sulla difensiva dopo aver affermato con sicurezza che un presunto attentato a Duma, in Siria, il 7 aprile 2018, era un attacco chimico effettuato dal governo siriano .

Punizione per aver lanciato l’allarme su Duma
La storia ufficiale dell’incidente a Duma da allora fu ribaltata da diversi investigatori dell’Organizzazione per la Proibizione delle Armi Chimiche (OPCW), inclusi due dei membri più importanti della missione conoscitiva dell’organizzazione a Duma. In una testimonianza al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite a gennaio, l’ex capo del gruppo di ispezione dell’OPCW ed esperto di ingegneria Ian Henderson dichiarò che l’indagine dell’organizzazione a Duma, in Siria, indicava in termini chiari che non vi fu alcun attacco chimico e che l’incidente fu probabilmente organizzato dall’opposizione siriana per innescare l’intervento militare occidentale. Henderson e altri tre investigatori dell’OPCW affermarono che il rapporto iniziale dell’organizzazione su Duma fu censurato dalla direzione su pressione dei governi di Stati Uniti e Regno Unito. Roger Waters emerse come il sostenitore più noto degli informatori dell’OPCW, utilizzando la sua piattaforma pubblica per chiedere responsabilità di ciò che appare un inganno cinico volto a giustificare un attacco militare alla Siria e che quasi portava a un’altra disastrosa guerra di cambio di regime. Ma ben prima che lo staff dell’OPCW rendesse pubblico la prova che la leadership dell’organizzazione filo-Stati Uniti censurasse il rapporto, Waters rilasciò la sua drammatica dichiarazione sul palco a Barcellona condannando l’organizzazione White Helmets che guidava l’evidente inganno a Duma.

Spacciarli come eroi pacifisti, per innescare l’intervento militare
Allora chi sono i White Helmets e perché erano degni di tanto sospetto? I White Helmets furonoi istituiti con 55 milioni di sterline in finanziamenti dal British Foreign Office, 23 milioni o più dall’Ufficio delle Iniziative di Transizione dell’Agenzia degli Stati Uniti per lo Sviluppo Internazionale (USIAD), il braccio del dipartimento di Stato per il cambio di regime, e milioni e milioni dal Regno del Qatar, che sosteneva l’assortimento di gruppi estremisti in Siria, tra cui al-Qaida. Un ex-ufficiale britannico divenuto mercenario, James Le Mesurier, fondò i White Helmets nel sud della Turchia nel 2014. Le Mesurier morì per apparente suicidio nella casa di Istanbul l’11 novembre 2019. Il quotidiano olandese NL Times rivelò che aveva derubato milioni donati dai governi occidentali ai White Helmets per finanziarsi uno stile di vita sontuoso, e che alcuni dei governi finanziatori guardavano dall’altra parte mentre il denaro scompariva in una rete di conti. Spacciato come banda di soccorritori disinteressati, i Caschi Bianchi di Le Mesurier operavano esclusivamente in aree controllate dai terroristi salafiti, tra cui l’affiliata locale di al-Qaida Jabhat al-Nusra e SIIL. I membri furono filmati mentre partecipavano a diverse esecuzioni pubbliche documentate e aiutavano gli estremisti a far sparire i cadaveri di chi uccidevano decapitandoli. Durante la guerra per procura in Siria, filmati e testimonianze dei White Helmets furono la scusa per le accuse occidentali di attacchi chimici del governo contro civili. e di altri crimini di guerra. Quando il segretario alla Difesa James Mattis citò i “social media” al posto delle prove scientifiche sull’attacco chimico a Duma, si riferiva all’ormai famigerato video girato dai White Helmets. Allo stesso modo, quando la portavoce del dipartimento di Stato Heather Nauert cercò di spiegare perché gli Stati Uniti bombardarono la Siria prima che gli ispettori dell’OPCW potessero produrre un rapporto sul campo, affermò: “Abbiamo la nostra intelligence”. Sembrava riferirsi al materiale sui social media pubblicato dai White Helmets. Tuttavia, i resoconti dei White Helmets sull’attacco al cloro a Duma nell’aprile 2018 furono immediatamente contestati dai giornalisti occidentali sul campo e da testimoni oculari siriani. Quando la polvere sparì, fu sempre più evidente che gli estremisti armati cacciati da Duma dall’Esercito arabo siriano avevano organizzato un falso attacco chimico nella speranza di istigare l’intervento militare dei governi occidentali.

Il tentativo dei White Helmets di reclutare Roger Waters fallì
Durante il concerto a Barcellona, Waters implorò il pubblico ad essere critico: “Se ascoltassimo la propaganda dei White Helmets ed altri, incoraggeremmo i nostri governi a sganciare bombe sul popolo in Siria. Questo sarebbe un errore monumentale per noi esseri umani”. Come riportato da The Grayzone giorni dopo, un eccentrico fotoreporter francese fece pressioni su Waters nei giorni precedenti il concerto per consentirgli di inviare un messaggio a nome dei White Helmets e dei “bambini della Siria” dal palco di Barcellona. Disse a Waters di rappresentare una “potente rete siriana”. Fu in risposta a tale pretesa che Waters disse di aver fatto la sua dichiarazione pubblica. Più di un anno prima, nell’ottobre 2016, una società di pubbliche relazioni di Londra che rappresentava i White Helmets, chiamata The Syria Campaign, tentò di reclutare Waters invitandolo a una sontuosa cena organizzata dal miliardario saudita-britannico Hani Farsi. Al fondatore dei Pink Floyd fu detto che sottoscrivendo la missione dell’organizzazione, avrebbe potuto aiutare “ad alzare le voci degli eroi pacifici della Siria”. Piuttosto che firmare un programma di pubbliche relazioni interventiste umanitarie come tante altre celebrità, Waters salì sul palco a Barcellona alla vigilia della guerra e incoraggiò il pubblico a vedere oltre il muro della disinformazione. “Quello che dovremmo fare è convincere i nostri governi a non sganciare bombe sulle persone”, proclamò Waters, suscitando l’applauso della folla. “E certamente non finché non avremo fatto tutte le ricerche necessarie per avere un’idea chiara di ciò che realmente accade. Perché viviamo in un mondo in cui la propaganda sembra più importante della realtà”.
Con la sua geremiade anti-interventista a Barcellona, Waters divenne il critico più eminente della catastrofica campagna di cambio di regime dell’occidente in Siria, e uno dei principali obiettivi delle forze dietro di essa. Disse a The Grayzone di aver visto l’indebolimento del suo evento sui diritti umani su Amazon Watch come parte di un fenomeno molto più ampio di censura e diffamazione dei personaggi pubblici che sfidano la narrativa ufficiale sulla Siria. Indicò i governi di Stati Uniti, Regno Unito e Francia che vietarono il primo direttore generale dell’OPCW, Jose Bustani, dal testimoniare alle Nazioni Unite sull’occultamento da parte dell’organizzazione della propria indagine originale su Duma, come esempio particolarmente inquietante. “Quello che è successo con Jose Bustani è diventato pubblico e The Greyzone ha dovuto pubblicare la dichiarazione che voleva fare di persona al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, perché Stati Uniti e loro alleati glielo impedirono, ciò è più o meno la stessa cosa che spinse Kristyan Benedict a fare cancellare il tweet di Amnesty a sostegno degli indigeni in Ecuador”, rifletteva Waters. “Si tratta di coprire Duma e conservare le bugie che portarono agli attacchi missilistici su un Paese sovrano quasi portandoci in guerra di nuovo”.Traduzione di Alessandro Lattanzio