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Presidente Assad a Rossija Segodnja: la guerra non è finita

SANA 8 ottobre 2020

Damasco, il Presidente Bashar al-Assad ha affermato che la guerra al terrorismo non è finita poiché abbiamo terroristi che occupano alcune aree del nostro Paese e commettono diversi tipi di crimini e omicidi. Il presidente aggiungeva nell’intervista rilasciata all’agenzia Rossija Segodnja che la presenza statunitense e turca sul territorio siriano è un’occupazione che va eliminata. Di seguito il testo completo dell’intervista;

Domanda 1: Signor Presidente, grazie mille per averci dato l’opportunità di avere questa intervista in questi giorni in cui ricordiamo come cinque anni fa l’assistenza russa arrivava in Siria. Quindi, dopo cinque anni di operazioni militari russe, oggi si può dire che la guerra in Siria è finita?
Presidente Assad: No, assolutamente no. Finché ci sono terroristi che occupano alcune aree del nostro Paese e commettono diversi tipi di crimini, omicidi e altri crimini, non è finita, e penso che i loro supervisori siano desiderosi di continuare per molto. Questo è ciò che crediamo.

Domanda 2: E quali momenti di eroismo russo ricordi e ha nel cuore? Chi ritiene degno di essere raccontato ai suoi nipoti, diciamo?
Presidente Assad: Ce ne sono così tanti, e ne ricordo alcuni, ovviamente. Dopo cinque anni di questa cooperazione tra Esercito arabo siriano e russo in una guerra feroce, penso che l’eroismo sia un atto collettivo; non individuale, non sono solo alcuni casi di eroismo che ricordo. Ad esempio, se pensa ai piloti militari: l’aviazione, i piloti russi continuavano a sorvolare i terroristi ogni giorno, rischiando la vita, e ci furono alcuni aerei abbattuti dai terroristi. Se parla degli altri ufficiali, sostengono l’Esercito arabo siriano non nelle retrovie, ma in prima linea e di conseguenza abbiamo avuto dei martiri. Quello che un giorno dirò ai miei nipoti non riguarda solo questo eroismo,ma parlerò anche di questi valori comuni che abbiamo in entrambi i nostri eserciti, che ci hanno reso fratelli in questa guerra; questi nobili valori, fedeli alla causa, difendendo i civili, gli inermi. Molte cose di cui parlare di questa guerra.

Domanda 3: E quale momento per Lei simboleggia la svolta in questo conflitto, durante questa guerra?
Presidente Assad: Sono passati quasi dieci anni dall’inizio della guerra, quindi abbiamo molti punti di svolta da menzionare, non solo uno. Il primo è nel 2013, quando iniziammo a liberare molte aree, in particolare nel centro della Siria, da al-Nusra. Poi nel 2014, fu la volta opposta quando lo SIIL apparve all’improvviso col sostegno nordamericano occupando una parte molto importante della Siria e dell’Iraq; questo è quando i terroristi iniziarono a occupare altre aree, perché lo SIIL poté distrarre l’esercito siriano dal compiere la missione di liberare la parte occidentale della Siria. Poi l’altra svolta fu quando i russi arrivarono in Siria nel 2015 e iniziammo a liberare insieme molte aree. In quella fase, dopo che i russi giunsero in Siria a sostenere l’esercito siriano, direi che il punto di svolta fu liberare la parte orientale di Aleppo; è qui che da quel punto iniziò la liberazione di altre aree della Siria. Era importante per l’importanza di Aleppo, e perché fu l’inizio della liberazione, la grande liberazione che continuò a Damasco, nel resto di Aleppo di recente e in altre aree nella parte orientale e nella parte meridionale della Siria. Quindi, questi sono i principali punti di svolta. Se li mettiamo insieme, sono tutti strategici e tutti hanno cambiato il corso di questa guerra.

Domanda 4: Passo ora ad alcune notizie, e noi in Russia seguiamo quello che accade nella regione del conflitto armeno e azero, e sicuramente la Turchia vi gioca un ruolo. È negativo o positivo, non sta a me giudicare, ma vorrei chiederle della politica della Turchia e di Erdogan. Quindi, negli ultimi anni, la Turchia cercava di massimizzare la sua influenza internazionale. Vediamo tutti la sua presenza in Libia, il suo intervento in Siria, le controversie territoriali con la Grecia e l’ormai aperto sostegno all’Azerbaigian. Cosa ne pensate di tale comportamento di Ankara ed Erdogan personalmente, e la comunità internazionale dovrebbe prestare maggiore attenzione a tale neo-ottomanismo?
Presidente Assad: Siamo schietti e chiari; Erdogan ha sostenuto i terroristi in Siria, e in Libia, e fu il principale istigatore ed iniziatore del conflitto in corso nel Nagorno-Karabakh tra Azerbaigian e Armenia. Quindi, riassumerei il suo comportamento come pericoloso, per diversi motivi. Prima di tutto perché riflette il comportamento dei Fratelli Musulmani; la Fratellanza Musulmana è un gruppo terrorista estremista. Secondo, perché porta la guerra in diverse aree per distrarre l’opinione pubblica in Turchia dal concentrarsi sul suo comportamento all’interno, soprattutto dopo le scandalose relazioni con lo SIIL in Siria; tutti sanno che lo SIIL vendeva petrolio siriano attraverso la Turchia sotto l’egida delle forze aeree nordamericane e, naturalmente, col coinvolgimento dei turchi in tale vendita. Quindi, questo è il suo obiettivo, ed è pericoloso. Quindi, che la comunità internazionale debba esserne consapevole o meno, la parola “comunità internazionale” in realtà è solo pochi paesi: le grandi potenze e i Paesi ricchi, e chiamiamoli gli influencer sull’arena politica. La maggior parte di tale comunità internazionale è complice della Turchia nel sostenere i terroristi. Quindi, sanno cosa fa la Turchia, sono felici di ciò che fa e la Turchia è un braccio di essi nel realizzarne le politiche e i sogni in questa regione. Quindi no, non possiamo assolutamente scommettere sulla comunità internazionale. Puoi scommettere sul diritto internazionale, ma non esiste perché non esiste un’istituzione per attuarlo. Quindi, dobbiamo dipendere da noi stessi in Siria e dal sostegno dei nostri amici.

Domanda 5: Quindi, altro su questo conflitto. C’erano notizie secondo cui alcuni terroristi dei gruppi che combattevano in Siria sono ora trasferiti nella zona di conflitto tra Armenia e Azerbaigian. Può confermarlo? Hai qualche informazione sui combattenti che vanno dalla Siria a …?
Presidente Assad: Possiamo sicuramente confermarlo, non perché abbiamo prove, ma a volte se non si hanno prove si hanno indizi. La Turchia ha utilizzato terroristi provenienti da diversi Paesi in Siria. Ha usato lo stesso metodo in Libia; usando terroristi siriani in Libia, forse di altre nazionalità. Quindi, è ovvio e molto probabile che usino tale metodo in Nagorno-Karabakh, perché come ho detto, sono loro che hanno creato tale problema, questo conflitto; incoraggiato tale conflitto. Vogliono ottenere qualcosa e useranno lo stesso metodo. Quindi, possiamo dire con certezza che usano terroristi siriani e di altre nazionalità nel Nagorno-Karabakh.

Domanda 6: Passiamo ora alle relazioni tra i nostri Paesi, Russia e Siria. Ci sono piani di vostri contatti o incontri col Presidente Putin?
Presidente Assad: Abbiamo contatti regolari, principalmente al telefono, ogni volta che accade qualcosa di nuovo o ogni volta che c’è bisogno di conversazioni. Certo, parleremo in futuro, ci incontreremo in futuro, ma questo dipende dalla situazione politica sulla Siria. E come sapete ora a causa del Coronavirus il mondo è paralizzato, quindi nel prossimo futuro penso che la conversazione sarà al telefono.

Domanda 7: E solleverete la questione dei nuovi crediti per la Siria? Per nuovi prestiti?
Presidente Assad: Nella nostra situazione economica, è molto importante chiedere prestiti, ma allo stesso tempo non si dovrebbe fare questo passo senza essere in grado di rimborsarli. Altrimenti sarà un peso e un debito. Quindi, si hanno due aspetti. Parlare di prestiti è nei nostri pensieri e ne abbiamo discusso con le controparti russe, ma dobbiamo prepararci a un simile passo prima di prenderlo sul serio, o praticamente, diciamo.

Domanda 8: Recentemente è arrivata la delegazione dalla Russia e il Viceprimo Ministro Borisov era qui. Ora la Siria è interessata all’acquisto di sistemi antiaerei come l’S-400 o alla richiesta di ulteriori S-300?
Presidente Assad: In realtà, due anni fa avviammo un piano per potenziare il nostro esercito ed è ovvio che lo faremo in collaborazione col Ministero della Difesa russo, perché ormai da decenni il nostro esercito dipende completamente dagli armamenti russi. Ma ci sono delle priorità, non sono necessariamente i missili, forse altre priorità sul conflitto sul terreno. Quindi, c’è un piano ampio, ma dobbiamo muoverci secondo queste priorità. Di solito non parliamo dei dettagli dei nostri piani militari, ma in generale, come ho detto, si tratta di potenziare l’esercito in ogni aspetto militare.

Domanda 9: Sicuramente segue la campagna presidenziale negli Stati Uniti. E spera che il nuovo presidente degli Stati Uniti, indipendentemente dal nome del vincitore, rivedrà la politica sanzionatoria nei confronti della Siria?
Presidente Assad: Di solito non ci aspettiamo presidenti alle elezioni nordamericane, ci aspettiamo solo amministratori delegati; perché c’è un consiglio, questo consiglio è composto dal lobby e grandi società come banche, armamenti e petrolio, ecc. Quindi, quello che c’è è un amministratore delegato, e questi non ha il diritto o l’autorità di rivedere; deve attuare. Ed è quello che è successo a Trump quando divenne presidente dopo le elezioni.
Giornalista: fu amministratore delegato per molti anni prima.
Presidente Assad: Esatto! E comunque è un CEO. Voleva seguire o perseguire una sua politica, e stava per pagarla, si ricordi la questione dell’impeachment. Ha dovuto rimangiarsi ogni parola che disse prima delle elezioni. Quindi, ecco perché dico che non mi aspetto un presidente, ma solo un CEO. Se vuole parlare di cambiare la politica, c’è il CdA: lo stesso CdA non cambierà la sua politica. Il CEO cambierà ma il consiglio è sempre lo stesso, quindi non aspettatevi nulla.

Domanda 10: chi è questo gruppo? Chi è questa gente?
Presidente Assad: Come ho detto, questo consiglio è composto dalle lobby, quindi implementano tutto ciò che vogliono e controllano il Congresso e altro, media, ecc. Quindi, c’è un’alleanza tra tali diversi interessi personali e aziendali negli Stati Uniti.

Domanda 11: Quindi, Trump si era impegnato a ritirare le truppe americane dalla Siria, ma non l’ha fatto. Ora è stato nominato al Premio Nobel per la Pace. Pensa che se riuscirà a riportare a casa le truppe nordamericane, gli verrà assegnato il premio Nobel per la pace?
Presidente Assad: è nominato?
Giornalista: è nominato.
Presidente Assad: Non lo sapevo. Se vuole parlare di nomina per la pace, la pace non riguarda solo il ritiro delle sue truppe; è un passo, è un buon passo e necessario. Ma la pace riguarda la politica, riguarda il suo comportamento. Significa smettere di occupare terre, di far cadere i governi solo perché non sono con lui, di creare caos in diverse aree del mondo. La pace è seguire il diritto internazionale e sostenere la Carta delle Nazioni Unite, ecc. Questa è la pace, questo è il momento in cui si merita il Premio Nobel per la Pace. Obama ebbe tale premio; era appena stato eletto e non aveva fatto niente. L’unico risultato che aveva al momento, forse, fu che si trasferì da casa sua alla Casa Bianca, e gli fu assegnato il premio Nobel. Quindi, lo darebbero a Trump per qualcosa di simile. Non so cosa sia, ma sicuramente non la pace.

Domanda 12: Quindi, Trump riconosceva di recente che intendeva eliminarla personalmente e che il capo del Pentagono Mattis lo convinse a non farlo. Lo sapeva al tempo e furono intraprese misure per impedirlo?
Presidente Assad: L’assassinio è il modus operandi nordamericano, è ciò che fanno sempre, da decenni, ovunque, in diverse aree di questo mondo, non è una novità. Quindi, si deve ricordare che tale tipo di piano è sempre esistito per motivi diversi. Dobbiamo aspettarcelo nella nostra situazione in Siria, con questo conflitto, cogli statunitensi che occupano la nostra terra e sostengono i terroristi. È previsto; anche se non si dispone di alcuna informazione, dovrebbe essere evidente. Come si impedisce? Non si tratta dell’incidente in sé, di tale piano riguardante questa persona o questo presidente, si tratta del comportamento. Niente potrà dissuadere gli Stati Uniti dal commettere ogni tipo di azioni o atti criminali a meno che non ci sia l’equilibrio internazionale in cui gli Stati Uniti non possano farla franca sui loro crimini. Altrimenti, continueranno tali atti in aree diverse e niente li fermerà.

Domanda 13: E ci furono altri attentati contro di lei durante la sua presidenza?
Presidente Assad: Non ho saputo di alcun attentato, ma come ho detto, è ovvio che ce ne siano molti, o forse s’intende essere più preciso. Voglio dire, diciamo, erano attivi o in attesa? Nessuno lo sa.

Domanda 14: Ora torno alla situazione in Siria, si candiderà alla presidenza nel 2021?
Presidente Assad: E’ ancora presto per parlarne perché abbiamo ancora qualche mese. Posso decidere all’inizio del prossimo anno.

Domanda 15: Interessante. E si è congratulato col signor Aleksandr Lukashenko per la sua nomina in Bielorussia, e probabilmente vede somiglianze tra le tecniche politiche utilizzate da Regno Unito e Stati Uniti per sostenere l’opposizione bielorussa e quei metodi usati contro la Siria e lo Stato siriano? Nella guerra dell’informazione?
Presidente Assad: Inviai una lettera di congratulazioni al Presidente Lukashenko ed è normale. Per quanto riguarda ciò che accade in Bielorussia: indipendentemente dalle somiglianze tra i due Paesi, Siria e Bielorussia, o dalle differenze, indipendentemente dal fatto che si sia un conflitto reale o artificiale in un Paese, l’occidente, finché non cambia la sua politica egemonica nel mondo, interferirà in qualsiasi parte del mondo. Se c’è un problema reale in un Paese, piccolo o grande che sia, interferirà. E se è nazionale, lo renderanno internazionale solo per interferire e immischiarsi nei suoi affari. Se non ha problemi, faranno di tutto per crearli e renderli internazionali per intromettersi nei suoi affari. Questa è la loro politica. Quindi, non si tratta di ciò che accade in Bielorussia. Come ogni altro Paese, la Siria, la Bielorussia, il suo Paese, ogni Paese ha propri problemi. L’occidente ha il diritto di interferire o no? Questo è ciò a cui dobbiamo opporci. Quindi, tornando alla sua domanda, sì, è lo stesso comportamento, è la stessa strategia, è la stessa tattica. L’unica differenza è il marchio dei prodotti, titoli diversi. Usano alcuni titoli per la Russia, altri per il Venezuela, un altro per la Siria e così via. Quindi, non si tratta della Bielorussia; riguarda il comportamento dell’occidente e la sua strategia futura, perché pensano che coll’ascesa della Russia, della Cina, di altre potenze nel mondo, questa gli sia una minaccia esistenziale, quindi l’unico modo per opporsi o affrontare questa minaccia è creare il caos nel mondo.

Domanda 16: Quindi, ha già menzionato il Coronavirus che ha colpito tutta l’umanità. Qualcuno del governo è stato infettato o forse Lei personalmente?
Presidente Assad: Grazie a Dio, no. E non credo che nessuno del nostro governo sia stato infettato.

Domanda 17: Questa è una buona notizia. E personalmente vorrebbe il vaccino russo?
Presidente Assad: Certamente, in queste circostanze chiunque vorrebbe essere vaccinato contro tale pericoloso virus. Ma penso che non sia ancora disponibile sul mercato internazionale, ma ne discuteremo coll’autorità russa quando sarà disponibile a livello internazionale per il mercato siriano. È molto importante.
Giornalista: Sì, e i russi hanno già suggerito che può essere disponibile ai nostri partner internazionali…
Presidente Assad : Hanno detto che a novembre sarebbe disponibile.

Domanda 18: Quindi chiederà il vaccino russo?
Presidente Assad: Sì, decisamente, è una necessità in questi momenti.

Domanda 19: E in che quantità?
Presidente Assad: Dipende da quanto ne sarà disponibile e dobbiamo discutere la quantità di cui abbiamo bisogno coll’autorità sanitaria in Siria.

Domanda 20: Quindi, avrà negoziati in dettaglio con le autorità russe.
Presidente Assad: Sicuramente, ovviamente. Tutti in Siria chiedono informazioni sul vaccino russo e quando sarà disponibile.

Domanda 21: Ora, sullo sfondo della pandemia, esiste ancora la richiesta pubblica di cambiare la costituzione? Perché il Coronavirus ha creato un nuovo paradigma nel mondo, e sicuramente in politica. Quindi, i problemi e le trattative di Ginevra mettono in dubbio la questione se esista ancora la necessità di cambiare la costituzione. Cosa ne pensa?
Presidente Assad: No, non c’è alcuna relazione tra Coronavirus e costituzione. Abbiamo cambiato la costituzione nel 2012 e ora ne discutiamo nei colloqui di Ginevra. Abbiamo avuto negoziati quasi un mese fa. Quindi, il Coronavirus li ha ritardato, ma non li ha fermati. In definitiva, i negoziati di Ginevra sono un gioco politico, non è ciò su cui si concentra l’opinione pubblica, i siriani. Il popolo siriano non pensa alla costituzione, nessuno ne parla. Le sue preoccupazioni riguardano le riforme che dobbiamo attuare e le politiche che dobbiamo cambiare per garantire che le necessità siano soddisfatti. Questo è ciò di cui discutiamo in questo momento, dove sono le nostre preoccupazioni e dove il governo concentra gli sforzi.

Domanda 22: Quindi, Lei dice che i colloqui di Ginevra dovrebbero continuare, e la costituzione è all’ordine del giorno, e ancora dovrebbero esserci ulteriori discussioni?
Presidente Assad: Sì, naturalmente. Abbiamo iniziato e continueremo nelle prossime settimane.

Domanda 23: La Siria deciderà di processare i Caschi Bianchi e pensa che debba esserci un’indagine internazionale sulle loro attività, probabilmente sotto l’egida delle Nazioni Unite?
Presidente Assad: Quando c’è un crimine, non porti il coltello o l’arma in giudizio, mandi il criminale in giudizio. In questo caso, i Caschi Bianchi sono solo gli strumenti o i mezzi: l’arma usata dal terrorismo. Furono creati dal Regno Unito, supportati dagli Stati Uniti e naturalmente da Francia ed altri Paesi occidentali, ed utilizzati direttamente dalla Turchia. Tali regimi sono i veri genitori dei Caschi Bianchi, quindi vanno ritenuti responsabili anche prima degli stessi Caschi Bianchi. Ora, la domanda è: abbiamo leggi internazionali per perseguire tali procedure? No, non ci sono. Altrimenti, gli Stati Uniti non se la caverebbero coi loro crimini in Iraq, ad esempio, nello Yemen o in aree diverse. Non solo gli Stati Uniti, ma anche Francia, Regno Unito e diversi Paesi e gli Stati Uniti in Siria. Ma non ci sono istituzioni che potrebbero attuare tali leggi, come ho detto. Quindi, no, dobbiamo concentrarci sugli autori, i veri autori, i veri supervisori. Sono i Paesi occidentali e le loro marionette nella regione.

Domanda 24: Ma probabilmente si dovrebbe fare qualche passo concreto verso i Caschi Bianchi? Perché sono ancora attivi?
Presidente Assad: Sì, certo, sono criminali. Non dico niente di diverso. Prima che fossero Caschi Bianchi, erano al-Nusra; ci sono video e immagini di tali criminali, quindi vanno processati in Siria. Ma quando parla dei Caschi Bianchi come istituzione, è opera dell’occidente. Quindi, sono criminali da individui, ma i Caschi Bianchi sono un’istituzione occidentale, un’organizzazione terroristica basata sull’organizzazione al-Nusra.

Domanda 25: Lei afferma che la presenza degli eserciti nordamericano e turco in Siria è illegale. Cosa farai per fermarli?
Presidente Assad :È un’occupazione e, in questa situazione, dobbiamo fare due cose: la prima è eliminare la scusa che usano per tale occupazione, i terroristi, in questo caso lo SIIL. La maggior parte del mondo ora sa che lo SIIL fu creato dai nordamericani e li supportano; gli danno missioni, come qualsiasi truppa nordamericana. Va eliminata la scusa, quindi eliminare i terroristi in Siria è la priorità numero uno per noi. Dopo di che, se loro, nordamericani e turchi, non se ne vanno, la cosa naturale che accadrà sarà la resistenza popolare. Questa è l’unica strada; non se ne andranno con discussioni o diritto internazionale poiché non esiste. Quindi non c’è altro mezzo se non la resistenza e questo è ciò che successe in Iraq. Cosa spinse gli americani a ritirarsi nel 2007? Fu la resistenza popolare in Iraq.

Domanda 26: Allora, cosa ne pensa dell’accordo tra Stati Uniti e curdi siriani sull’estrazione del petrolio? E prenderò misure contro ciò?
Presidente Assad: Questa è una rapina e l’unico modo per fermarla è liberare il territorio. Se non è liberato, alcuna misura gli impedirà di farlo perché sono ladri, e non si può fermare un ladro a meno che non finisce in prigione o è dissuaso isolandolo dall’area in cui può commettere le rapine. Quindi, la stessa cosa va fatta con tali ladri. Vanno espulsi dalla regione; Questa è l’unica strada. E il governo siriano dovrà controllare ogni parte della Siria, quindi la situazione tornerà alla normalità.

Domanda 27: Come valuta la situazione a Idlib? In che modo la Siria risolverà il problema dell’espulsione dei terroristi e quanti di loro vi combattono ora, quanti secondo la sua valutazione?
Presidente Assad: Dal 2013 abbiamo adottato una certa, diciamo, metodologia nel trattare le aree in cui i terroristi controllano civili o città. Gli diamo la possibilità di rinunciare alle armi e in cambio ottengono l’amnistia dal governo; ciò ebbe successo in molte aree della Siria. Ma se non cercano la riconciliazione, dobbiamo attaccare militarmente, ed è quello che successe in ogni area che abbiamo liberato dal 2013. Questa metodologia si applica alle aree in cui c’erano riconciliazioni nazionali e i combattenti erano siriani. Tuttavia, Idlib è un caso diverso; la maggior parte degli stranieri in Siria é concentrata ad Idlib, quindi o vanno in Turchia, è da qui che venivano, o passano oppure tornano nei loro Paesi o muoiono in Siria.

Domanda 28: In Europa?
Presidente Assad: Soprattutto in Europa. Alcuni di loro provenivano da Russia, Paesi arabi, da tanti Paesi nel mondo. Tali estremisti jihadisti volevano venire a combattere in Siria.

Domanda 29: Quindi, ora quest’area è sotto, diciamo, la supervisione e le operazioni comuni di russi, turchi, a volte nordamericani. Ritiene che questa cooperazione sia efficiente e come questa esperienza possa essere utilizzata in futuro?
Presidente Assad: No, non credo sia efficiente per un semplice motivo: se fosse efficiente, non saremmo entrati in guerra in molte zone di Aleppo e Idlib. Perché il regime turco avrebbe dovuto convincere i terroristi a ritirarsi ed aprire la strada ad esercito, governo e istituzioni siriani per prendervi il controllo, ma non lo fecero. Ogni volta fanno la stessa promessa; me non mantengono mai le loro promesse. Quindi no, non direi che questa collaborazione sia stata efficace, ma vediamo. Hanno ancora un’altra possibilità per ritirare i terroristi a nord della M4, ad Idlib. Questo è il loro ultimo impegno in accordo coi russi, ma non l’hanno ancora mantenuto. Quindi, aspettiamo e vediamo.

Domanda 30: Pensa a negoziati con Israele per, sa, fermare le ostilità? Ed è possibile che in futuro la Siria stabilisca relazioni diplomatiche con Israele, come fatto di recente da diversi Paesi arabi?
Presidente Assad: La nostra posizione è molto chiara dall’inizio dei colloqui di pace negli anni novanta, quindi tre decenni fa, quando dicemmo che la pace per la Siria riguarda i diritti. Il nostro diritto è la nostra terra. Possiamo avere rapporti normali con Israele solo quando riavremo la nostra terra. È molto semplice. Quindi, è possibile quando Israele sia pronto o meno. Non fu mai pronto; non abbiamo mai visto nessun funzionario del regime israeliano pronto a fare un passo verso la pace. Quindi, in teoria sì, ma in pratica finora la risposta è no.

Domanda 31: Quindi, questa notizia di altri Paesi arabi che le hanno stabilite di recente, penso che probabilmente sia uno stimolo per Siria e Israele ad avviare negoziati, ma quanto ho capito non ci sono negoziati tra i vostri Paesi al momento.
Presidente Assad: No, non c’è niente, proprio niente.

Domanda 32: Ha già menzionato la modernizzazione delle forze armate. Quali sono gli ostacoli a questo? Vede qualche ostacolo per far rafforzare le sue forze armate?
Presidente Assad: Quando si parli di grandi programmi, ci sono sempre degli ostacoli, ma si possono superare; niente è impossibile. A volte potrebbe essere finanziario, a volte riguardare le priorità, a volte la situazione sul campo. Questo è l’unico ostacolo. Altrimenti no, non abbiamo ostacoli. Andiamo avanti in questo senso, ma ci vuole tempo. È questione di tempo, nient’altro.

Domanda 33: Alcuni attori internazionali affermano che il ritiro iraniano dalla Siria è una condizione preliminare per il ripristino economico del Paese e la cooperazione col governo siriano dei governi occidentali e probabilmente delle imprese. La Siria sarà d’accordo con tale condizione e chiederà all’Iran di ritirarsi, se mai?
Presidente Assad: Prima di tutto, non ci sono truppe iraniane e questo è molto chiaro. Sostengono la Siria, inviano esperti militari, lavorano con le nostre truppe sul terreno, sono nell’Esercito arabo siriano. Ma facciamo un esempio pratico: quasi un anno fa, i nordamericani dissero ai russi di “convincere gli iraniani che dovrebbero essere a 80 chilometri dal confine con le alture del Golan” occupate dagli israeliani. Sebbene non ci fossero truppe iraniane, gli iraniani furono flessibili, dissero “ok, nessun iraniano sarà a sud di quella linea” e i nordamericani dissero che se possiamo essere d’accordo su questo, ci ritireremo dalla parte orientale occupata della Siria ai confini coll’Iraq ad al-Tanaf. Non successe niente, non si ritirarono. Quindi, la questione iraniana è un pretesto per occupare la terra siriana e sostenere i terroristi. È usato come maschera per coprire le reali intenzioni. L’unico modo d’attuare ciò che dicono è quando la Siria diventi uno Stato fantoccio degli Stati Uniti. È ciò che vogliono, nient’altro. Tutto il resto di cui parlano sono solo bugie, finte accuse. Quindi, non credo che ci sia una vera soluzione coi nordamericani fintanto non cambiano comportamento.

Domanda 34: E l’ultima domanda: c’è qualcosa di cui è orgoglioso e qualcosa di cui le dispiaceva fare o non fare?
Presidente Assad: Durante la guerra?
Giornalista: Durante la sua presidenza.
Presidente Assad: Deve distinguere tra politica ed attuazione. In politica, fin dall’inizio diciamo che ascolteremo il popolo siriano ed è per questo che abbiamo riformato la costituzione nel 2012. Dicemmo che combatteremo i terroristi e lo stiamo ancora facendo da dieci anni. Dicemmo che dobbiamo preservare la nostra indipendenza, l’indipendenza nazionale ed è per questo che combattiamo, e dobbiamo allearci coi nostri amici. Quindi, su queste politiche, penso che avessimo ragione. Non fidarsi dell’occidente? Avevamo ragione su molti fronti. nell’amministrazione, si tratta di tattiche, di molte cose che su potrebbero dire sbagliate. Ad esempio: le riconciliazioni erano sbagliate? Perché in alcune zone chi ebbe l’amnistia non tornò allo stato di diritto. Così,si può dire che fu sbagliato, ma in realtà le riconciliazioni erano passi molto importanti. Non credo che in politica ci siamo sbagliati. Si ebbero molti errori nell’amministrazione ovunque e talvolta ogni giorno.
Giornalista: Bene, Signor Presidente, il tempo sta finendo, quindi di nuovo, grazie mille per questa intervista franca e lunga.
Presidente Assad : Grazie. Grazie per essere qui in Siria.
Giornalista: Grazie mille.

Traduzione di Alessandro Lattanzio