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La sfacciata ipocrisia sui diritti umani dell’occidente

Global Times, 8/10/2020

L’ambasciatore tedesco alle Nazioni Unite, Christoph Heusgen, a nome di 39 Paesi, attaccava la Cina sui diritti umani, in particolare nella regione autonoma dello Xinjiang Uygur e nella regione amministrativa speciale di Hong Kong. Tuttavia, nella stessa occasione, 45 e 55 Paesi dichiaravano sostegno alla Cina sugli affari in Xinjiang ed Hong Kong. L’Assemblea generale delle Nazioni Unite fu testimone di un acceso dibattito tra l’occidente da una parte e i Paesi in via di sviluppo dall’altra sui diritti umani. All’Assemblea generale delle Nazioni Unite lo scorso anno, 23 Paesi occidentali criticavano i diritti umani in Cina con una dichiarazione congiunta. Questa volta, alcuni Paesi dell’America centrale, del Pacifico meridionale e dell’UE come Bulgaria e Bosnia si univano alla banda. Tali piccoli Paesi furono ovviamente costretti dai Paesi occidentali. I Paesi in via di sviluppo sostengono la Cina sulle questioni relative ai diritti umani, perché si trovano in una situazione simile. Comprendono che concetti e pratiche dei diritti umani della Cina sono in linea con la realtà del Paese. È un dato di fatto, mentre l’occidente ha parecchie cicatrici sui diritti umani, che critica e diffama la situazione dei diritti umani in altri Paesi per impedirne lo sviluppo. Questo è un grave rischio della politica internazionale.
Almeno nel 2020, il titolo di Paese peggiore sui diritti umani va agli Stati Uniti. Ha fatto di peggio durante la pandemia e quasi rinunciato a proteggere molte persone. Finora oltre 210000 nordamericani hanno perso la vita a causa del COVID-19, il più alto numero di vittime del nuovo coronavirus al mondo. Inoltre, quest’anno la discriminazione razziale è sfuggita al controllo negli Stati Uniti. Solo questi due casi possono inchiodare tale potenza occidentale estremamente ipocrita sul pilastro della vergogna dei diritti umani. Quando l’ambasciatore tedesco lesse il suo discorso di accuse alla Cina, il Paese era nel pieno delle feste nazionali, che portavano alla Cina il maggiore boom di turismo e consumi dalla diffusione globale del nuovo coronavirus, consentendo al popolo cinese di godersi appieno le proprie vacanze. Non c’erano nuovi casi nazionali, né blocco o panico, il che in netto contrasto cogli Stati Uniti, dove il loro presidente Donald Trump risultava positivo sul COVID-19. Quanto sono spudorati i Paesi occidentali nell’attaccare la Cina sui diritti umani in questo momento!
La verità è che lo Xinjiang sta bene oggi. Si è sbarazzata della terribile situazione degli attentati violenti in passato. C’era un tempo in cui dozzine, persino centinaia di persone venivano uccise dai terroristi ogni anno senza che i turisti osassero entrare nella regione. Ma ora non ci sono attentati terroristici da più di 40 mesi e lo Xinjiang è una delle mete dei turisti durante le vacanze della Giornata Nazionale. La Cina adottava le misure necessarie per realizzare questa transizione con successo. Invece di essere felice per il ripristino della pace e tranquillità nello Xinjiang, l’occidente critica i risultati ottenuti a fatica in ogni modo possibile, dal punto di vista dei suoi valori. Non ha buona volontà; semplicemente non vuole vedere che lo Xinjiang migliora. L’essenza della difesa dei diritti umani è far vivere bene le persone e raggiungere la felicità. Dal punto di vista della governance, la protezione dei diritti umani non è uno slogan vuoto o che può essere misurata da pochi indicatori. Lo sviluppo dei diritti umani può essere solo un programma sistematico e il fondamento è l’ordine. Le accuse alla Cina da Stati Uniti ed occidente si sono completamente distaccati dalla sostanza passando a scontri infingardi contro il governo cinese. I cinesi lo sanno bene. Non crediamo che “combattano per i diritti umani dei cinesi”. Siamo profondamente disgustati da ciò che fanno. Non crediamo che Stati Uniti ed occidente si preoccupino dei diritti umani in Cina. Al contrario, l’ultima cosa che i politici occidentali, in particolare nordamericani, accettano, è che la vita dei cinesi migliori sempre di più. Non amano la modernizzazione della Cina e desiderano che rimanga arretrata. Non fu il fulcro della politica di Washington negli ultimi anni costringere la Cina a fermare di svilupparsi?
L’Occidente dovrebbe smetterla di fingere di preoccuparsi dei diritti umani in Cina. Tale ipocrisia è disgustosa. Se prendono davvero sul serio i diritti umani, dovrebbero prima tenere sotto controllo l’epidemia di COVID-19 nei propri Paesu, così meno persone saranno infettate, moriranno e saranno impoverite. Che vergogna gli Stati Uniti parlare di diritti umani quando ogni giorno hanno così tanti morti. Dovrebbero vergognarsi.

Traduzione di Alessandro Lattanzio