Siria – Yemen, 6 Luglio 2018

Il 6 luglio, l’Esercito arabo siriano liberava nove posti di blocco al confine con la Giordania, i checkpoint 71 – 79 per 2 km lungo il confine, oltre a liberare Samad, Samaj, Arz al-Atrash, Taysiya, Qirbat Qulu, Abu Qatunah, al-Mashafi, Abu Ras, al-Samaqiyat, al-Aman, Nada, Maqatala e al-Mataiyah, dopo aver liberato Sida e Tayabah, a sud-est di Dara. Muhamad Qasim Qasur al-Hariri, capo della liwa Amud Huran dell’esercito libero siriano, veniva liquidato insieme a numerosi suoi uomini ad al-Naymah, ad est di Dara, mentre l’EAS liberava al-Naymah, Mazrah al-Sharqiyah e la caserma della 38.ma Brigata della Difesa Aerea, ad ovest di Sida e la caserma della 99.ma Brigata a nord di al-Naymah. L’artiglieria dell’Esercito arabo siriano bombardava le posizioni dei terroristi a Tafas e Yadudah, ad ovest di Dara.
Le forze siriane bombardavano le posizioni del SIIL nel Badiyah al-Homs, presso la diga di Uyiraz, eliminando numerosi islamisti.
Numerosi militari statunitensi e miliziani delle SDF venivano eliminati da un attentato dinamitardo a nord-est di Dair al-Zur, ad al-Namiliyah. Un convoglio militare delle forze statunitensi e francesi giungeva nella base aerea di al-Tabaqah ad ovest di Raqqa, dopo che le SDF avevano dichiarato il coprifuoco ad al-Tabaqah e al-Qaramah.
L’Aeronautica russa bombardava le basi dell’Hayat Tahrir al-Sham e del Turkestan Islamic Party (TIP) a Jisr al-Shughur, a sud d’Idlib.
Le truppe dell’esercito turco e gli islamisti appoggiati da Ankara lasciavano la città di Ifrin dopo un incontro coi russi.

Il 6 luglio, i cecchini delle forze popolari yemenite eliminavano 46 combattenti filo-sauditi in 48 ore di scontri.
Le forze yemenite distruggevano 2 autocarri militari filo-sauditi nella zona di al-Tuhitah.
Le forze yemenite respingevano i mercenari filosauditi dal distretto Wasayah, eliminandone decine. Inoltre, 1 automezzo militare veniva distrutto dall’artiglieria yemenita, nel Taiz, ed eliminavano decine di mercenari nel distretto di Nihm, nel Marib, tra Tal Rabah e Tal Suayl-Jarjur.

Precedente Confine turco-siriano: confusione, distruzione e dolore Successivo López Obrador: Oh! che sarà, che sarà?