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La Bolivia si avvia alla resa dei conti

Raiiner Shea, 4 ottobre 2020Mao Zedong, che aveva molti anni di esperienza nella lotta militare contro le forze dell’imperialismo e del nazionalismo reazionario, concluse che la missione delle sfaccettature retrograde della società è quella di “creare problemi, fallire, creare problemi di nuovo, fallire di nuovo… fino al loro destino, la la logica degli imperialisti e di tutti i reazionari del mondo nell’affrontare la causa del popolo e non andranno mai contro tale logica. Questa è una legge marxista. Quando diciamo “l’imperialismo è feroce”, intendiamo che la sua natura non cambierà mai, che gli imperialisti non poseranno mai i coltelli da macellaio, che non diventeranno mai Buddha, fino al loro destino”.
I popoli indigeni e proletari della Bolivia, nella lotta per abbattere il regime fascista che li terrorizza da quando Washington ha piazzato con un golpe a novembre, desiderano che questo principio non si applichi al male che affrontano. Loro, come tutti gli altri che combattono capitalismo, imperialismo e colonialismo, si avvicinano sempre alla battaglia per la libertà con la speranza che non debba comportare spargimenti di sangue. Ma coll’avvicinarsi delle elezioni previste per il 18 ottobre, è ogni giorno più evidente che non è possibile evitare ulteriori violenze prima che il Paese sia liberato dalle forze dell’impero. “Il regime golpista in Bolivia farà tutto il possibile per fermare elezioni libere ed eque”, diceva a Morning Star un portavoce di Friends of Bolivia. Questa conclusione avviene con la rivelazione dei documenti che mostrano che i gruppi paramilitari boliviani di estrema destra, con legami coll’esercito, pianificano attentati sotto “falsa bandiera”, con cui i fascisti possono incolpare il Movimento per il socialismo (MAS) per denigrare i socialisti in corsa. Questa è almeno l’azione più drastica a cui ricorrono potenzialmente quando il destino della democrazia boliviana verrà deciso nelle prossime due settimane. In questo momento, l’opzione preferita dalle fazioni di estrema destra e della “destra liberale” in Bolivia è la Corte Suprema Elettorale squalificare il MAS sulla base dell’accusa che il suo candidato Luis Arce abbia violato le regole, commentando i sondaggi nel momento in cui si applicano restrizioni. Per quanto ovvio sia che tale accusa é illogica e politicamente motivata, il tribunale potrebbe accettarla per desiderio di accelerare il progetto per sabotare le possibilità del MAS. E la reazione dei movimenti sociali boliviani che una simile mossa del tribunale provocherebbe potrebbe poi essere utilizzata per giustificare ulteriori persecuzioni contro il MAS e i suoi sostenitori. Se non dovesse funzionare, i paramilitari aspettano il via libera per piazzare bombe negli hotel dove alloggiano gli osservatori elettorali e lasciare tracce che incriminino il MAS. Tali paramilitari hanno lavorato per un mese per trovare esattamente dove alloggeranno questi osservatori, e hanno un piano per incastrare il MAS come fu concepita la presunta “frode elettorale” un anno fa. Se le cose dovessero arrivare a questo punto, aspettatevi che i media statunitensi vadano d’accordo con la narrativa ideata dalla destra boliviana, il tutto ignorando questa rivelazione sui piani della destra per ricorrere alla falsa bandiera.
L’amministrazione Trump è dietro tale complotto per un nuovo colpo di Stato boliviano. Gli Stati Uniti aiutarono direttamente i paramilitari di estrema destra della Bolivia dall’inizio della recente occupazione fascista del paese. E Arturo Murillo, ministro degli interni golpista, fu negli Stati Uniti per riunioni col dipartimento di Stato nordamericano, nonché con il segretario generale dell’Organizzazione degli Stati americani, l’istituzione che fabbricò i dati sulle elezioni boliviane dello scorso anno per giustificare le false accuse di “frode elettorale” contro Evo Morales. Questo è un comportamento prevedibile degli imperialisti, in particolare se perdono influenza globale e disperatamente vogliono mantenere il controllo sulle neo-colonie. Con l’inaudita crisi economica statunitense di quest’anno, Washington continua a perdere egemonia finanziaria mentre l’economia cinese cresce. Mentre le potenze rivali di Washington continuano a guadagnare influenza internazionale, gli Stati Uniti non possono iil cambio di regime in Iran, Venezuela, Bielorussia o Thailandia. Non può nemmeno riprendere il controllo di Hong Kong o minare la presenza di Hezbollah in Libano. L’impero USA/NATO è in declino e Paesi latinoamericani come la Bolivia sono sempre più importanti per la vitalità della corporatocrazia statunitense. Il neoliberismo va mantenuto in questi Paesi e le politiche di austerità necessarie vanno attuate, altrimenti la classe capitalista statunitense sarà nei guai.
In effetti, recentemente diventava evidente che mantenere il controllo sulla Bolivia è importante per mantenere i profitti di plutocrati statunitensi come Elon Musk. Musk, che collabora coi governi fascisti di Brasile e Bolivia per sfruttarne il litio, espresse l’impenitente sostegno a tale acuita campagna neocolonialita twittando sulla Bolivia: “Colpiremo chiunque vogliamo! Abbozzate”. La maschera amichevole dell’impero cade, coi benefattori del colpo di Stato in Bolivia che celebrano apertamente mentre i paramilitari fascisti di Washington nel Paese attuano piani per schiacciare la democrazia. Gli imperialisti mostrano la loro natura feroce in Bolivia. E chi resiste ai tentativi di ripristinare la dittatura nel Paese sanno quanto sarà difficile la loro lotta. Se il MAS dovesse essere screditato, il movimento della resistenza esaurirà le opzioni pacifiche per riconquistare la libertà della Bolivia, a quel punto inizierà la guerra di logoramento contro lo Stato capitalista.
“Affinché la destra ascolti”, ha affermava un oratore a un raduno pro-MAS, “nel momento in cui cercano di compiere frodi, la Bolivia interromperà la pausa sulle proteste. E prenderemo il potere, fratelli”. Aveva etto un altro: “Non dovrebbe nemmeno pensare di compiere irregolarità o frodi, o un conflitto… c’è la pausa nazionale delle proteste, ma in qualsiasi momento, se provocano irregolarità, la interromperemo e il popolo boliviano riprenderà il potere dalle strade”. Quanto sarà ingenuo presumere che solo perché il regime golpista non ha sostegno popolare e appare troppo debole per manipolare direttamente le elezioni, la transizione verso la democrazia sarà pacifica. Gli imperialisti e i loro sicari creeranno solo altri problemi con l’avvicinarsi delle elezioni. E l’unico modo per distruggerne la presa sulla Bolivia sarà la guerra popolare, come fece Mao.

Traduzione di Alessandro Lattanzio