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La Marina delle Steppe: la flotta della Mongolia moderna

Alessandro LattanzioLa Repubblica popolare mongola fu la seconda nazione statale comunista dopo l’Unione Sovietica, nata con la rivoluzione del 1921 quando i rivoluzionari mongoli, col sostegno dell’Armata Rossa sovietica, rovesciarono il Kanato Bogd sconfiggendo l’armata bianca del “barone pazzo” Ungern-Sternberg. Fino alla fine della Seconda guerra mondiale, il Paese fu l’unica altra nazione comunista coll’Unione Sovietica (con la breve eccezione della Repubblica di Tuva: altro Stato centroasiatico, nato prima della costituzione nominale della Repubblica popolare mongola, perché il governo provvisorio mongolo rimase fino al 1924). La Repubblica popolare mongola difese i confini dalle truppe nazionaliste cinesi e giapponesi a fianco delle forze sovietiche, combattendo sul Khalkhin Gol e contribuendo all’offensiva finale del 1945. La caduta della Repubblica portò crisi economica, corruzione diffusa e devastazione delle risorse naturali. Sebbene la Mongolia sia un Paese senza sbocco sul mare, va notato che ebbe crescente presenza nei laghi. I confini meridionali e orientali tuttavia non hanno laghi o fiumi, ad eccezione del lago Bujr. La principale e unica presenza navale mongola è sul lago Khovskol, lungo 136 km per una larghezza di 36 km, al confine settentrionale.L’unica imbarcazione fluviale mongola esistente prima della Rivoluzione era il piccolo battello a vapore Mongol (50 tonnellate di capacità di carico). La nave operò fino al 1930 trasportando merci sul lago. Fu l’unica nave a passare dal Kanato alla Repubblica popolare mongola, probabilmente tra il 1921 e il 1924. La Mongol, nave di legno, fu la prima nave della Mongolia, costruita e varata nel 1910 su iniziativa del mercante russo Karvonov. Aveva un motore a vapore da 75 cv ed era lunga 40 metri.

Nel 1931 fu costruita a Khankh, dal governo della Mongolia, la “Mongol ulsyn 10 jiliin oi” (Decimo anniversario della Mongolia) con capacità di carico di 100 tonnellate o 40 passeggeri, mentre l’Unione Sovietica fornì alla Mongolia la nave Sukhbaatar, da 120 tonnellate, che fu pattugliatore e nave-comando del ramo navale delle forze armate mongole. Le due navi furono acquisite durante la ribellione buddista istigata dai giapponesi nel 1932. La “Mongol ulsyn 10 jiliin oi” era una nave di legno lunga 40 metri e con motore a benzina da 100 cv. Nel 1932-1934, su richiesta del governo della Mongolia, la Compagnia di navigazione della Siberia orientale costruì il piroscafo Sukhbaatar, oltre le chiatte in legno Malchin (Allevatore) e Azhilchin (Operaio), che rimasero attive fino al 1956. Il piroscafo in legno Sukhbaatar, varato nel 1934, aveva un motore a vapore da 160 cv, una lunghezza di 41 metri e una larghezza di 8 metri.

Sukhbaatar 2

Durante la Guerra Fredda, la componente navale ricevette nuove imbarcazioni, nel 1956, come la Khovsgol (da 40 tonnellate di carico) e il traghetto Sukhbaatar 2 (60 tonnellate di carico, 20 passeggeri). Nel 1957, le navi in legno furono sostituite da un piroscafo in metallo e una chiatta. Il piroscafo fu il Sukhbaatar 2, e la chiatta fu denominata Khovsgol. Il piroscafo in acciaio Sukhbaatar del 1956 aveva un motore a vapore da 400 cv e una lunghezza di 40 metri. La capacità di carico era di 60 tonnellate e 20 passeggeri e spezzava ghiaccio spesso fino a 20 centimetri. La chiatta aveva invece una capacità di carico di 40 tonnellate. Il Sukhbaatar 2 affondò nel febbraio 1986 per errore umano, mentre l’equipaggio era a terra a bere.

Dolgion

Con lo sviluppo dell’agricoltura, la Mongolia aveva bisogno di trattori e prodotti petroliferi. Furono quindi costruite due navi, Dolgion e Urgatz, nel 1961; una da carico secco (Proekt-1704) e l’altra cisterna (Proekt-1703) presso il cantiere navale Sretenskij, nel territorio del Trans-Bajkal dell’URSS. Le navi furono progettate dall’ufficio TsKB-51 di Gorkij e pre-assemblate in fabbrica e trasportate in sezioni presso il lago Khubsugul/Khovskol per assemblaggio, varo e consegna alla fine del 1962 e nella primavera 1963.

Urgatz

Alla fine della guerra fredda, fu consegnata alla forza navale mongola la terza Sukhbaatar (Proekt-758B), nel 1985. La nave è lunga 41 metri, disloca 400 tonnellate e può trasportare 250 passeggeri. Come le precedenti, questa nave non imbarcava armi fisse. Non si è a conoscenza di alcuna attività navale illecita prima della fine della Repubblica popolare mongola.

Sukhbaatar 3

La Mongolia, aderendo ad oltre 20 trattati internazionali sul diritto del mare, tra cui la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare del 1982, ha diritto di transito nei porti di altri Stati, e tale il traffico di transito non è soggetto ad alcun dazio doganale o altri oneri, ad eccezione di diritti su servizi specifici. Quindi, anche navi battenti bandiera di Stati senza sbocco sul mare possono utilizzare i porti marittimi. Grazie a ciò, il Ministero dei Trasporti della Mongolia riceveva il permesso di costituire una joint venture sul trasporto marittimo con la Corea del Sud, permettendo che la bandiera mongolo sia issata su più di 400 navi russe, singaporiane e cinesi. Il Ministero dei Trasporti Marittimi mongoli ne registra 10 nuove ogni mese, permettendo nuove entrate fiscali. Dal 2003 al 2012 il registro statale marittimo della Mongolia contava 2156 navi da 30 Paesi. Mentre in Mongolia sono registrate solo 50 imbarcazioni a motore, oltre alla Sukhbaatar da 400 tonnellate.

Traduzione di Alessandro Lattanzio