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La CIA crea il proprio laboratorio

Juana Carrasco Martín, Internationalist 360°, 28 settembre 2020

Secondo i rapporti, la CIA istituiva un proprio laboratorio federale, una filiale per la ricerca e lo sviluppo, e questo ne fa possibile partner di altri 300 o più laboratori ed esperti accademici nordamericani. L’US Central Intelligence Agency definiva i vantaggi che trarrà da tale decisione: ricerca sull’intelligenza artificiale, bioscienze, realtà virtuale, informatica quantistica e materiali avanzati, nonché loro produzione. Chiunque penserebbe che Langley, l’ente di spionaggio indipendente che risponde solo al Direttore nazionale dell’intelligence ed è quindi considerato uno Stato nello Stato, ignorava la “ricerca e sviluppo nelle scienze” e il loro uso nei suoi compiti, ma il suo passato cupo mostra più di un’operazione in cui furono effettivamente usati come armi. Il laboratorio in questione, identificato come CIA Labs, corrisponde ai laboratori di analisi industriale personalizzati a lungo termine e consentirà anche ai funzionari delle agenzie di spionaggio di ottenere brevetti e licenze su qualsiasi proprietà intellettuale che creano mentre lavorano per l’agenzia. Gli agenti sarebbero quindi in grado di avere dei profitti, mentre la CIA prenderò il resto del denaro, secondo il MIT Technology Review. Gli ufficiali potranno trarre il 15 per cento delle entrate fino a un massimo di 150000 dollari all’anno, secondo la dichiarazione che annuncia “l’iniziativa”. “CIA Labs conduce ricerca, sviluppo, test e ingegneria multidisciplinare per affrontare nuove sfide; adattare, migliorare o accelerare la produzione di soluzioni esistenti; e i problemi scientifici e tecnologici persistenti in modi nuovi”, affermava la dichiarazione.
Con CIA Labs, si ristabilisce il consorzio dei loro funzionari col settore privato e il mondo accademico, come “sostegno alla missione della CIA”, una complicità che esiste sin dalla nascita dell’Agenzia, ma ora annunciano con gioia che “con tale lavoro, gli ufficiali della CIA accedono a ricercatori e strutture uniche, oltre a esporri entusiasmanti sfide per la sicurezza nazionale. In realtà, la direzione della scienza e tecnologia della CIA, guidata dalla dott.ssa Dawn Meyerriecks, è interessata solo a stimolare la propria creatività e trarre profitto da una competizione, alcuni dicono, con Silicon Valley e San Francisco Bay Area in California, sede di molte delle società tecnologiche emergenti, tra cui tre consorzi su spionaggio e sorveglianza globali come Apple, Facebook e Google. La stessa Meyerriecks riconobbe che, nel migliore dei casi, la ricerca dell’agenzia potrebbero finire per ripagarsi da sé. Quanti vecchi ritrovi parteciparono alle operazioni dell’agenzia, comprese clandestine e segrete? Questo rimane degli annali della segretezza. In essi vanno eseguiti e nascosti piani, identità di persone ed entità coinvolte, risultati dei loro obiettivi e conseguenze per le vittime, queste sono note al mondo, sebbene la responsabilità sia nascosta sotto sette sigilli in modo che non possa essere rintracciata o provata.
Quali saranno le nuove modalità? Faranno parte della segretezza e degli archivi nascosti, dove si occulta il reclutamento di talenti tecnici e i risultati vantaggiosi di altissime prestazioni scientifiche messe a disposizione del dominio politico e mondiale dell’impero, compresa l’introduzione dei CIA-bot nella nostra vita quotidiana, per citare una delle specialità in via di sviluppo, ovvero la gestione immediata di milioni di dati che forze armate e agenzie di intelligence statunitensi sono incaricate di raccogliere colle tecnologie della comunicazione. Come dice Meyerriecks, la CIA è già sopraffatta dalla quantità di dati che raccoglie. Col passare del tempo, non c’è dubbio che sarà più facile decidere azioni immediate e pianificazione e esecuzione di assassini politici, come quello di Patricie Lumumba, per esempio, o il golpe contro Salvador Allende, attuato usando droni o robot umanoidi come armi per gli assassini segreti.
Credo che un passaggio sicuro nella guerra biologica, con virus e batteri che appaiono da uno dei 300 laboratori della rete, in grado di causare danni intensi a forze militari o civili, interi Paesi, e ancor più come coloro che diffusero malattie umane e animali a Cuba. Si ricordino solo tre casi: la peste suina che costrinse la macellazione di 740000 maiali e l’arresto della produzione alimentare per più di due decenni; l’epidemia di dengue emorragica che fece ammalare migliaia di persone con la morte di più di cento, la maggior parte bambini; e all’inizio degli anni ’80, quando si suppose che il blocco venisse “alleggerito” e i raccolti esportati dall’isola, ma nel tessuto che li copriva vi era la muffa del tabacco blu che distrusse l’85 per cento dei raccolti del famoso tabacco cubano che ora, nel settembre di questo 2020, il presidente Donald Trump chiude di nuovo la piccola porta del consumo personale dei nordamericani, cercando così lo strangolamento economico di Cuba. Questo perché canna da zucchero, banane, api, fagioli, patate, peperoni e altri raccolti, e molto altro, facevano parte delle azioni della CIA nella guerra segreta non dichiarata e illegale degli Stati Uniti contro Cuba, che continua senza sosta.
Non c’è dubbio che continueremo ad essere l’obiettivo della CIA nelle sue azioni nel campo delle nuove tecnologie. Naturalmente, non siamo il centro, quando hanno “nemici” di maggiore potenza. Ad esempio la Cina; da qui le operazioni contro i suoi progressi tecnologici e scientifici, e non voglio speculare sulla complessa situazione mondiale di cui tutti soffriamo e sappiamo. Ma tornando all’inizio, CIA Labs, di cui Meyerriecks ha detto con orgoglio: “Aiuta a mantenere il dominio degli Stati Uniti, in particolare da una prospettiva tecnologica” (…) “Questo è cruciale per la sicurezza nazionale ed economica”. Il dado è tratto, la CIA conserva il potere quasi universale in questi tempi che cambiano. Continuerà ad essere lo Stato nello Stato.

Traduzione di Alessandro Lattanzio