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Inganni contro la superiorità aerea nei combattimenti in Karabakh

Topwar, 1.10.2020

Il nuovo confronto in Karabakh consente di valutare i cambiamenti avvenuti nella tattica in relazione ai cambiamenti tecnici degli eserciti e di trarre conclusioni per le nostre truppe. Pertanto, ancora una volta richiamiamo l’attenzione dei lettori sul conflitto tra Armenia e Azerbaigian. Solo in un giorno, l’uso attivo di munizioni di precisione permise di colpire una serie di obiettivi: secondo gli azeri, sarebbero stati due sistemi missilistici antiaerei “OSA-AKM”, un lanciarazzi multiplo “Uragan” e un BMP, 4 lanciarazzi “Grad”, 4 obici D-20, 16 carri armati e 2 autocarri con personale. Tuttavia, fu rilevato dagli osservatori che alcuni obiettivi erano falsi. Quindi, nei fotogrammi mostrati, è evidente che al posto del veicolo del sistema missilistico di difesa aerea OSA, fu distrutta una finta piattaforma missilistica antiaerea. Tuttavia, tale trucco finiva nel “sacco” delle vittorie dell’esercito azero. Sempre nel video compare il sistema da guerra elettronica “Repellent”, indicando l’utilizzo della guerra elettronica da parte armena. Questo prodotto è specificamente progettato per rilevare minidroni e sopprimerne i canali di controllo con potenti sbarramenti ed interferenze direzionali. A quanto pare, i fotogrammi mostrano la sua “fine”; secondo fonti azere, con un drone “kamikaze” turco Alpagu. È possibile che il danno iniziale fu causato da forze di terra.
Si può notare l’elevata precisione del colpo: con poche eccezioni, i proiettili colpiscono accuratamente il bersaglio. Di seguito è riportata una rara deviazione di tale regola nei video.

Si richiama l’attenzione sul fatto che i punteggi armeni mancano in molti frame.

In generale, l’uso attivo di velivoli senza equipaggio da parte dell’Azerbaigian, comprese munizioni di precisione, crea l’impressione della superiorità aerea, consentendo di distruggere efficacemente le formazioni del nemico.

Solo un colpo dall’UAV riuscito può distruggere una squadra nemica (nel video delle unità di riserva). Allo stesso tempo, molti “esperti” russi affermarono che se i droni sono necessari all’esercito, allora sono tutt’altro che i primi. A volte, intere colonne di truppe diventano bersagli di un attacco da UAV. In tali condizioni, Erevan, operando principalmente con forze di terra, si affida ai massicci bombardamenti dell’artiglieria per elimina il nemico a distanza.

L’esercito armeno afferma di aver effettuato con successo contrattacchi, durante i quali catturarono le posizioni nemiche.

Va notato che entrambe le parti del conflitto si accusano di diffondere false informazioni. Ad esempio, il Ministero della Difesa armeno affermava che i video di soldati intrappolati in trincea e che gridavano “Siamo soli!” era fabbricato, come indicato in particolare da accento distinto ed errori grammaticali. Baku, ad esempio, definiva “false” le notizie sulla distruzione del Su-25 armeno da parte di un caccia turco.

Traduzione di Alessandro Lattanzio