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Le metriche occidentali non contano più per i russi

Phil Butler, New Eastern Outlook 25.09.2020Il Ministro degli Esteri Sergej Lavrov recentemente incontrava il segretario esecutivo dell’Autorità intergovernativa per lo sviluppo (IGAD) Workneh Gebeyehu. In seguito al vertice Russia-Africa dell’ottobre 2019 a Sochi, i due discussero le decisioni del primo vertice Russia-Africa, con un’ulteriore attenzione a una cooperazione allargata con le organizzazioni d’integrazione africane. TASS citava il Signor Lavrov: “Particolare attenzione è stata dedicata allo sviluppo della cooperazione tra Russia e IGAD in ambito umanitario ed educativo, agli aiuti agli Stati africani nella lotta alla nuova pandemia del coronavirus e a superare le conseguenze degli sciami di locuste in Africa orientale”. Nonostante i diretti sforzi e le intenzioni del Ministro degli Esteri russo a sviluppare una politica positiva in Africa, l’ordine mondiale occidentale si dà da fare proclamando tutto tranne che i buoni accordi dalla Russia. Ecco alcuni casi interessanti di come la geopolitica bilaterale dalla Russia viene tradotta nei think tank e media. Ecco cosa avevano da dire i detrattori degli obiettivi “reali” della Russia nel coinvolgere i funzionari africani.
Un buon esempio è questa storia di Oil Price che afferma che Russia e Cina perpetrano la “conquista nucleare” dell’Africa. La storia di Haley Zaremba , un’ambientalista, per Oil Price pensa che la capacità nucleare egiziana non sia necessaria, ma il Paese non può far crescere la sua rete elettrica coll’energia idroelettrica sviluppata decenni fa. Un altro buon motivo per cui la pubblicazione sull’energia lo pensi è che l’Egitto attualmente è importatore netto di petrolio, anche se ne produce molto. In parole povere, la capacità nucleare in Egitto eroderà importazioni e consumi di energia (petrolio/gas naturale). Il Royal United Services Institute for Defense and Security Studies (RUSI) raggruppa ogni mossa russa in Africa nella versione da Guerra Fredda dell’espansionismo sovietico. Nell’articolo, “La Russia porta il suo modello siriano della controinsurrezione in Africa”, Samuel Ramani afferma che la Russia ha una strategia di vendita della strategia di controinsurrezione alle nazioni africane con “fragili regimi autoritari”. L’autore prosegue affermando che le ambizioni della Russia in Africa dipendono dal modello siriano. Questo per ciò che Whitehall e i capi inglesi vogliono si creda. In Francia, un tempo massimo attore nell’Africa coloniale, l’Istituto francese di relazioni internazionali pubblicava uno studio che sostiene che il motivo per cui sempre più nazioni africane si rivolgono a Mosca è per sfruttare le nazioni occidentali. Non solo lo studio francese afferma che gli sforzi della Russia sono deboli, ma il rapporto afferma anche che fornisce il 49% delle attrezzature militari vendute nel continente. Da alcuna parte lo studio menziona la provenienza dell’altro 51%. Certo, la Francia ha ancora i suoi piani coloniali sull’Africa, come sempre. Infine, l’Istituto dell’Unione europea per gli studi sulla sicurezza (EUISS) pubblicava “FUTURI RUSSI 2030: La forma dell’avvenire” con alcuni scenari per il dopo Vladimir Putin. Fondamentalmente, l’oscuro studio si agita sulla crisi ovest-est come al solito, sostenendo che chiunque guidi la Russia dopo Putin cercherà di trarre vantaggio da un indebolito “ordine mondiale liberale”. Il pensiero stupido dell’UE è semplicemente divertente una volta letto. Secondo un “esperto”, il malcontento sottostante ribollente in Russia potrebbe presto esplodere. Sì, ogni volta che leggi il dogma di un think tank occidentale, il pio desiderio e l’odio per Putin escono fuori. L’EUISS si avvale della collega del Carnegie Institute Tatjana Stanovaja, che si guadagna da vivere suonando il corno del malcontento russo di Mikhail Khodorkovskij Sì, il mafioso della Jukos Oil è presente su qualsiasi cosa contro Putin. Ma la maggior parte dei lettori è stanca di Khodorkovsky, Browder e tutti gli altri impiastricciati nella russofobia.
Il problema che ha l’ordine mondiale occidentale è facilmente comprensibile. Credi che i romani avessero un atteggiamento simile una volta che l’impero iniziò a sgretolarsi. Il Signor Lavrov l’ha chiarito in un’intervista in cui gli fu chiesto se Russia e Cina seguono le regole occidentali: “È ora di smettere di applicare le metriche occidentali alle nostre azioni e di smetterla di cercare di essere apprezzati dall’occidente ad ogni costo”. Ed ecco la nuova politica russa. Da tempo il Cremlino ha smesso di rispondere alle falsità rigurgitate da dipartimento di Stato Usa e sede della NATO. Oggi i russi sembrano seguire una linea d’azione piuttosto che le parole. E se noramericani, britannici ed Unione Europea preferiscono prendere nota degli accordi di sicurezza piuttosto che dei progetti di aiuto su energia e COVID-19, Russia e Africa sono probabilmente vincenti. Gli ex-colonizzatori dell’Africa probabilmente perderanno di vista gli altri investimenti.

Phil Butler, è un investigatore e analista politico, scienziato politico ed esperto di Europa orientale, autore del recente bestseller “I pretoriani di Putin” e altri libri. Scrive in esclusiva per la rivista online “New Eastern Outlook“.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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