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La Corea democratica potrebbe schierare i caccia Su-35?

Military Watch, 22 settembre 2020La Corea democratica oggi schiera una delle industrie della Difesa più grandi e autosufficienti al mondo, rifornendo quasi su tutto l’Esercito popolare coreano (KPA) dai sottomarini d’attacco a propulsione anaerobica per la Marina ai carri armati Pokpung-Ho con moderne corazze reattive per l’esercito e persino ai missili balistici ipersonici tattici e strategici. Nonostante i considerevoli successi complessivi nella modernizzazione del KPA negli ultimi 15 anni, l’Aeronautica della Corea democratica è di gran lunga la meno avanzata delle armi e si ritrova nettamente superata dai potenziali avversari come gli Stati Uniti. L’Aeronautica Militare del KPA schiera quattro classi di caccia tra cui la piattaforma media MiG-29 di quarta generazione, le piattaforme MiG-23 e MiG-21bis di terza generazione e alcune versioni di seconda generazione del MiG-21. Di questi solo il MiG-29 ha capacità moderne, mentre i caccia furono potenziati ed equipaggiati con nuovi missili R-27ER con un’impressionante gittata di 130 km, si pensa che solo 60 aviogetti siano in servizio. Il MiG-29 viene prodotto in Corea del Nord su licenza da alcuni anni, con una linea di produzione acquistata dalla Russia all’inizio degli anni ’90, anche se vengono prodotti ad un ritmo di soli cinque ogni due anni. Mentre il MiG-29 ha pochi rivali al mondo per manovrabilità, ha capacità aria-terra trascurabili e anche nel combattimento aria-aria a lungo raggio è superato dai caccia più nuovi e pesanti come l’F-15K della Corea del Sud e l’F-22 Raptor. Questo, combinato coi vasti svantaggi numerici e l’effettiva obsolescenza delle altre classi dei caccia della Corea democratica, lascia la flotta di caccia del KPA in posizione debole nel contestare la superiorità aerea, anche difensivamente in caso di guerra. La Corea democratica ha ampiamente compensato ciò modernizzando i sistemi di difesa aerea dispiegando numerosi sistemi missilistici superficie-aria come la piattaforma a lungo raggio KN-06 con un sistema avanzato di lancio a freddo. Anche con formidabili capacità di difesa aerea; tuttavia, affidarsi troppo ai sistemi a terra limita seriamente le opzioni del KPA in caso di guerra, in particolare contro gli aerei nemici lanciamissili avanzati come il B-52H nordamericano o l’F-15K sudcoreano che possono colpire obiettivi oltre il raggio d’ingaggio delle difese nordcoreane.
Cercando di modernizzare l’Aeronautica, la Corea democratica avrebbe mostrato interesse sull’acquisto di caccia pesanti Su-35 di “4++ generazione” dalla Russia a metà degli anni 2010, sebbene tali rapporti provenissero dall’intelligence sudcoreana e non verificati. La leadership del Partito dei Lavoratori coreano al governo tuttavia, mostrava interesse per la modernizzazione dell’Aeronautica solo a metà del 2020, e mentre il Paese produce una gamma di armi aerolanciate, le opzioni per il programma di modernizzazione più ambizioso rimarranno limitate a meno che non vengano effettuate acquisizioni di aerei da caccia stranieri. Il Su-35 è attualmente il caccia più potente della Russia per il combattimento aria-aria, essendo entrato in servizio nel 2014, progettato per confrontarsi coi caccia nordamericani avanzati come F-22 e F-35. Sebbene l’aereo abbia un costo operativo elevato dovuto principalmente alle dimensioni, il costo di acquisizione è relativamente conveniente con 12-14 caccia che costano 1 miliardo di dollari. Ciò significa che anche l’attuale spesa per la difesa la Corea democratica può probabilmente permettersi di acquisire almeno una dozzina. Coll’economia nordcoreana dai rapidi tassi di crescita, che dovrebbero accelerare ulteriormente nel prossimo decennio, è probabile che le finanze del Paese saranno migliori, potendo gestire l’acquisto di Su-35 negli anni 2020 o acquistare nuove unità, effettuando un ordine iniziale prima piuttosto che dopo. C’è attualmente una serie di ostacoli alla possibile acquisizione di Su-35 dall’Esercito popolare coreano, in particolare l’embargo imposto dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite dal 2006, impedendo l’acquisizione di armi moderne. Mentre la Russia molto probabilmente sarà disposta a fornire al Paese tecnologie militari, componenti di aeromobili e persino nuove armi aerolanciate e componenti di produzione del MiG-29, è improbabile che sia disposta a violare in modo più palese l’embargo fornendo una classe completamente nuova di aerei da combattimento. Nonostante ciò, la possibilità che l’embargo sia revocato, o che l’autorità del consiglio venga erosa a causa dall’aggravarsi delle tensioni tra i membri del consiglio permanente occidentali e non occidentali, significa che nei prossimi anni potrebbe sorgere l’opportunità per l’acquisizione dal KPA di nuovi caccia. Anche se questa opportunità dovesse presentarsi, tuttavia è probabile che ci sarà considerevole opposizione a un acquisto ampio nello stesso KPA, con molti che si aspettano di sostenere con buone ragioni che sarebbe conveniente e migliore per l’economia coreana investire nell’industria della difesa nazionale per sviluppare ulteriormente i sistemi nazionali come missili terra-aria e missili balistici.
Altro grande ostacolo all’acquisto coreano è che il Su-35 ha numerosi nuovi concorrenti che potrebbero essere considerati più adatti a soddisfare le esigenze di difesa della Corea democratica, in particolare la piattaforma MiG-35 più leggera ed economica il più pesante e potente Su-57. Il MiG-35 ha un costo operativo e un consumo molto inferiori, utilizza gran parte della stessa infrastruttura di manutenzione del MiG-29 ed è per molti versi più avanzato del Su-35 con sensori e avionica più recenti. Il Su-57, nel frattempo, potrebbe essere molto interessante se la Corea democratica cercasse di acquisire nuovi velivoli in piccole quantità per enfatizzare la parità qualitativa coi potenziali avversari, anche se acquisiti in numero inferiore al Su-35, soprattutto se l’acquisto avverrà negli anni ’20, quando il bilancio della Difesa del Paese sarà più ampio e i Paesi vicini schiereranno caccia più avanzati. Anche la concorrenza della Cina, che offre il caccia avanzato J-10C all’esportazione, è un fattore significativo. Se la Corea democratica dovesse procedere nell’acquisto di Su-35, anche se tra 12 e 36 velivoli, rivoluzionerà la difesa aerea del Paese. L’elevata autonomia dei caccia e l’accesso a moderne armi a lungo raggio completeranno l’arsenale dei missili balistici coreani consentendo di minacciare basi aeree e navi da guerra di superficie nemici ben oltre la penisola coreana. Il radar Irbis-E molto grande e moderno del Su-35 fornirà una consapevolezza della situazione senza precedenti e l’efficace contrasto agli aerei stealth nemici, mentre l’accesso ai nuovi missili aria-aria R-37M con una gittata di 400 km dalla velocità di Mach 6 potendo inseguire i bombardieri nemici ben oltre lo spazio aereo coreano. Il Su-35 è attualmente considerato in grado di affrontare qualsiasi arma nordamericana, giapponese o sudcoreana, anche se ciò potrebbe cambiare quando il caccia di sesta generazione FX statunitense entrerà in servizio all’inizio degli anni 2030, e questo di sé rende il dispiegamento di Su-35 importante svolta nella potenza della difesa della Corea democratica.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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