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Neanche la propaganda statunitense da l’immagine di potenza

Vladimir Danilov, New Eastern Outlook 20.09.2020

La propaganda del governo degli Stati Uniti ha sempre fatto del suo meglio per dire ai nordamericani e ai residenti degli altri Paesi l’idea che è il paese più ricco del mondo con un’industria avanzata, un’economia e forze armate potenti e ben attrezzate. Tuttavia, ad ogni nuovo giorno, sempre più residenti negli Stati Uniti e in molti altri Paesi sono disillusi su tale idea e capiscono, come nella famosa fiaba di Andersen, che “l’Imperatore è nudo”! Sì, il Paese ha accumulato enormi ricchezze. Tuttavia, la maggior parte è concentrata in un numero esiguo di famiglie: negli Stati Uniti, su 234 milioni di persone, ci sono 400 famiglie superricche. Le statistiche federali suggeriscono che il 40% della ricchezza del Paese appartiene a meno dell’1%. Da sempre il Paese ha più di 35 milioni di persone dal basso reddito, 11mila di bambini muoiono di malnutrizione ogni anno e una parte enorme della popolazione non ha assicurazione sanitaria. Anche prima della pandemia, il numero di persone negli Stati Uniti che non potevano permettersi calorie di base era il maggiore tra i 63 Paesi col più alto reddito del mondo. A questo punto, quei dati sono peggiorati. Ad esempio, prima della pandemia, il Minnesota era uno degli Stati più ricchi di cibo, mentre ora, secondo i media nordamericani, un abitante su otto soffre la fame. Nel complesso, la fame nel Nord America rurale non è una novità, soprattutto nel sud, dove prima della pandemia subiva una fame grave. Tuttavia, l’attuale imponente aumento di tali dati in posti come il Minnesota è semplicemente deprimente e spiega perché Trump perde sostegno nelle aree rurali, dove anche l’infezione virale si diffonde abbastanza velocemente. Un recente sondaggio Gallup mostra che la valutazione del sostegno nelle aree rurali toccava il fondo questa estate,costringendo Trump a visitare i principali produttori di cibo negli Stati Uniti; Minnesota, Wisconsin e Iowa. Allo stesso tempo, le statistiche degli Stati Uniti mostrano che neri ed ispanici hanno oltre 2 volte più probabilità di lottare con la fame dei bianchi, secondo Bloomberg. “Alla fine del 2020, 54 milioni di persone negli Stati Uniti avrebbero difficoltà a sbarcare il lunario”, scriveva Slate.fr . Ma la fame non è l’unico grave flagello degli Stati Uniti, poiché anche occupazione, alloggio, disuguaglianza e assistenza sanitaria si aggiungono alle difficoltà della società nordamericana. In un momento in cui il tasso di disoccupazione è ancora molto alto (8,4% secondo l’ultimo rapporto dell’ufficio statistico del dipartimento del Lavoro), quando decine di milioni di famiglie sono a rischio di sfratto e più di 5 milioni di persone hanno perso l’assicurazione sanitaria dopo essere diventati disoccupati, il Paese ora affronta la peggiore crisi in un secolo.
Non sorprende quindi che un nordamericano su nove consideri seriamente il suicidio oggi, mentre tra i giovani il numero sale a uno su quattro. La crisi degli Stati Uniti si riflette anche nel bilancio delle vittime della pandemia di coronavirus, quasi 200mila morti, secondo Worldometers.info, difficile da digerire per un Paese che cerca di spacciarsi nel mondo come il più avanzato e sviluppato di tutti. Sono già a metà delle perdite che subirono nella seconda guerra mondiale! Tuttavia, invece di affrontare i problemi interni, come la lotta alla pandemia di coronavirus, l’élite di Washington e i suoi lacchè della propaganda e dei media si buttano nell’insensata denigrazione dei successi di Russia e Cina, che hanno già creato il vaccino contro il COVID-19. Tutto questo mentre i residenti negli Stati Uniti continuano a morire per tale malattia.. Ecco perché le rassicurazioni di Washington sulla presunta comparsa di un cosiddetto “vaccino americano” non sono credute non solo dalla candidata democratica alla carica di vicepresidente degli Stati Uniti Kamala Harris, che sollecita cautela, ma anche da numerosi esperti statunitensi. Di conseguenza, alcuni produttori farmaceutici nordamericani già avvicinavano Mosca con una proposta per creare una partnership per la produzione del vaccino russo Sputnik V (Gam-Covid-Vac). Nel complesso, la situazione dei tentativi di Washington di fare dichiarazioni ad alta voce per salvarsi la faccia dopo le chiare sconfitte diventa comune, ma non porta al successo. Ad esempio, recentemente, la propaganda di Washington si precipitava, con la solita frenesia anti-russa, ad accusare Mosca di furto dei segreti delle armi ipersoniche statunitensi, ma la Russia l’ha da tempo dimostrato a tutti, mentre gli Stati Uniti nemmeno ne hanno iniziato la produzione. Quindi chi ha rubato cosa a chi?
Oppure un altro esempio: la dichiarazione del presidente nordamericano pubblicato dalla Casa Bianca che, avendo speso 2,5 trilioni di dollari per le forze armate negli ultimi tre anni e mezzo, gli Stati Uniti ora hanno “sistemi [d’arma] di cui nessuno sa niente”. La rivista Popular Mechanics azzardava il suggerimento su ciò che probabilmente intendeva il presidente Donald Trump quando parlava della “nuova arma”, di cui né Russia né Cina sono a conoscenza. Secondo la pubblicazione, questa è probabilmente “la testata W76 modificata chiamata W76-2, dalla bassa potenza”. Tuttavia, quest’arma non è affatto nuova, dato che nel 2018 fu riferito che la Marina degli Stati Uniti iniziò a lavorare alla creazione dell’arma nucleare a bassa potenza W76-2 basata sulla W76-1, rimuovendo il combustibile termonucleare (uranio, litio e deuterio). Di conseguenza, rimarrà solo l’innesco del plutonio, e la potenza della nuova arma diminuirà da 100 a 5-6 kilotoni. In realtà, non si può escludere che il Pentagono abbia speso 2,5 trilioni di dollari negli ultimi 3 anni, come sottolineava il presidente Trump, per costruire potenti fionde per abbattere non solo uccelli, ma anche i missili da crociera russi e cinesi. Almeno tali armi furono segnalate da Breaking Defense durante la copertura di un’esercitazione dell’aeronautica statunitense svoltasi ul 3 settembre presso il White Sands Missile Range nel New Mexico. In particolare, fu notato che l’aviazione nordamericana, ancora una volta simulava un conflitto con la Russia, illustrando un obice da 155 mm basato su M109 Paladin adattato, che presumibilmente abbatteva un bersaglio aereo BQM-167 Skeeter che imitava un missile da crociera russo. Quindi sì, davvero cacciano volatili con un cannone che costa 2,5 trilioni di dollari!

Vladimir Danilov, osservatore politico, in esclusiva per la rivista online “New Eastern Outlook”.

Traduzione di Alessandro Lattanzio