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Svelato il complotto della CIA per istigare la Bielorussia contro la Russia

Moon of Alabama, 21 settembre 2020

Proprio dopo aver frustato gli articoli falsi e fuorvianti del New York Times sul vaccino russo del Covid-19. Oggi un altro articolo del New York Times di Ivan Nechepurenko, dal suo ufficio a Mosca, si rivela scadente come sempre: £In Bielorussia, i mercenari russi si sono trasformati da sabotatori in amici. Il Presidente Aleksandr G. Lukashenko ha accusato la Russia di aver inviato un gruppo di mercenari per bloccarne la rielezione. Con le proteste di massa che consumano il Paese dopo il voto, ha rapidamente cambiato tono”.
I lettori diligenti di Moon of Alabama ricorderanno di cosa parlava la storia. Il 7 agosto riferimmo di come il servizio d’intelligence ucraino SBU, sotto le spoglie di compagnia militare privata, assunse ex-soldati russi e ucraini forse per lavori in Venezuela. Tutti gli uomini assoldati avevano combattuto nella “parte russa” della guerra civile ucraina nella regione del Donbas. Agli uomini fu detto di recarsi nella capitale bielorussa Minsk da dove avrebbero dovuto essere trasferiti in Venezuela per sorvegliare le installazioni petrolifere. La SBU ucraina poi disse al servizio di sicurezza bielorusso KGB che i mercenari russi, che aspettavano in un resort a Minsk, erano in Bielorussia per rovesciare il Presidente Lukashenko. Gli uomini furono arrestati e Lukashenko ne fece un polverone pubblico sul presunto colpo di Stato russo contro di lui. L’Ucraina quindi chiese l’estradizione degli uomini. Aveva intenzione di incriminarli per la guerra nel Donbas. Ma solo pochi giorni dopo l’arresto, il piano venne svelato. I media russi dimostrarono senza dubbio che gli uomini furono ingannati andando in Bielorussia e che non avevano intenzione di rovesciare Lukashenko. Il presidente bielorusso si scusava e gli uomini restituiti alla Russia. Come riassume KP.ru: “Si può affermare che i servizi speciali ucraini siano riusciti a creare un falso piano, coinvolgendo 180 cittadini russi, includendo il primo gruppo dei veterani del Donbass. Allo stesso tempo, è del tutto possibile ammettere che la storia affascinante e istruttiva fu presentata dalla parte bielorussa in forma molto ridotta, senza dettagli sui biglietti aerei. Durante l’operazione, la SBU voleva prendere diversi piccioni con una fava, l’onnipresente e terribile PMC Wagner avrebbe dovuto ricadere su Rosneft, una delle più grandi compagnie russe, ma il colpo principale, senza dubbio, erano per le relazioni russo-bielorusse. Per non parlare della possibile estradizione di cittadini russi in Ucraina, di cui Kiev sarebbe stata incredibilmente felice, un’opportunità per vendicare i marinai, che Poroshenko inviò “al massacro” nello stretto di Kerch. Tale versione è stata confermata dalla parte ucraina.
Ma il New York Times non racconta affatto questa storia. Sembra che Lukashenko abbia cambiato idea sul “colpo di Stato russo!’ non perché sapeva del vero complotto, ma perché sotto pressione a causa delle proteste elettorali: “Il Presidente Aleksandr G. Lukashenko della Bielorussia, che doveva affrontare un’elezione presidenziale in meno di due settimane, convocò una riunione di emergenza degli alti funzionari della sicurezza, dicendo che i russi erano mercenari con “obiettivi sporchi”. Intervenendo all’incontro, Valerij Vakulchik, all’epoca capo del KGB, confermò che i russi appartenevano al gruppo Wagner…. Poi, solo 10 giorni prima del voto del 9 agosto, gli investigatori bielorussi accusarono i russi di complottare contro le elezioni. “La Russia ha paura di perderci”, aveva detto Lukashenko, accusando il Cremlino di cercare di “soffocare” la Bielorussia. Fino a quel momento il NYT aveva capito bene la storia. Ma fallisce quando copre lo svelamento della trama: “Secondo questa nuova versione di quanto accaduto, gli uomini furono attirati in Bielorussia da spie ucraine, che pianificavano di sequestrarne l’aereo mentre sorvolava l’Ucraina e di arrestarli per il loro ruolo combattendo nell’Ucraina orientale. Il fatto che la Bielorussia abbia cambiato la sua storia in modo così drastico è misura di quanto rapidamente il leader del Paese, Lukashenko, abbia rivalutato i suoi interessi politici… Il 14 agosto, dopo aver fallito nel frenare le prime proteste di piazza con frenesia violenta della polizia, ordinò il rilascio dei mercenari Wagner e gli permise loro di tornare in Russia. Tutte le accuse furono ritirate… Al ritorno dei mercenari in Russia, molti apparvero alla televisione russa, sostenendo di non avere alcun collegamento col Gruppo Wagner e si erano semplicemente fermati in Bielorussia in viaggio per il Venezuela, dove avevano un lavoro da guardie di una struttura russa segreta”.
Il NYT fa sembrare che i servizi segreti ucraini e la CIA non fossero affatto coinvolti e come se il complotto ucraino svelato non sia reale. Il cambiamento nella storia del “colpo di Stato russo” è attribuito alle mutevoli esigenze di Lukashenko. Questo è ovviamente un caos. La trama ucraina è reale. Lo sappiamo perché i funzionari dell’Ufficio nazionale anticorruzione dell’Ucraina, sostenuto dal dipartimento di Stato degli Stati Uniti, l’avevano ufficialmente ammesso e perché sui media ucraini era dappertutto. Come lriferiva lo scienziato politico canadese Ivan Katchanovski: “18 agosto 2020
L’agente dell’Ufficio nazionale anticorruzione dell’Ucraina afferma che i mercenari #russi, che combatterono nella guerra del Donbas, furono attirati in Bielorussia dal servizio di sicurezza ucraino utilizzando false offerte di false persone per lavorare in Venezuela e biglietti per arrivarci dalla Turchia”. L’agente dell’Ufficio nazionale anticorruzione dell’Ucraina afferma che la SBU programmava di sequestrare i mercenari russi, che combatterono nella guerra del Donbas, facendo atterrare il loro aereo in volo dalla Bielorussia alla Turchia in Ucraina. Le sue dichiarazioni sono generalmente coerenti con le dichiarazioni precedenti dei rappresentanti e media russi, rilascio e ritorno dei mercenari russi arrestati dalla Bielorussia in Russia e dichiarazioni dei mercenari rilasciati ai media russi, attirati con tali offerte di lavoro… I media ucraini riferiscono che anche gli agenti dell’intelligence statunitense erano coinvolti in questa operazione FalseFlag e che le registrazioni video e audio dei mercenari russi attirati in Bielorussia peri il loro coinvolgimento nella guerra nel Donbas che saranno presto state pubblicate in Ucraina. Fonti del servizio di sicurezza ucraino confermano ai media ucraini l’operazione FalseFlag riguardante l’attrazione dei mercenari russi in Bielorussia. La maggior parte dei mercenari erano anche cittadini ucraini e combattevano per i separatisti durante la guerra civile in Donbas”.
Non c’è dubbio che il complotto ucraino, pianificato ed eseguito insieme alla CIA, fosse reale. Non c’erano affatto mercenari della Wagner, solo ex-soldati russi e ucraini che furono attirati in trappola. La trama è fallita perché gli ucraini avevano commesso degli errori coi biglietti aerei rendendo facile ai russi scoprire l’intera faccenda. La scoperta della trama ucraina fece cambiare idea a Lukashenko, non la pressione della già morta rivoluzione colorata finanziata dalla NED. L’articolo del NYT, che arriva sei settimane dopo che Moon of Alabama pubblicò i fatti veri, nasconde il fallito complotto di CIA/SBU, attribuendo il disfacimento della storia di coperture del golpe di fine luglio-metà agosto, e il cambiamento di tono di Lukashenko come conseguenza della protesta elettorale contro di lui. Non è che ci fosse poco spazio nel NYT per riportare la storia. Dei 26 paragrafi dell’articolo, ben 11 riguardano il resort sovietico in cui rimasero i mercenari russi. Quegli 11 paragrafi possono aiutare a giustificare il costo del viaggio del giornalista e fotografo del NYT, ma per il resto non hanno valore. La vera storia è l’operazione fallita della CIA/SBU. I redattori del NYT e il suo ufficio di Mosca sembrano credere che il fallimento della CIA non sia parte “delle notizie che possono essere stampate”. Invece di riportare ciò che è realmente accaduto, come fanno i media ucraini, lo nascondono affermando che è una fantasia di Lukashenko.

Traduzione di Alessandro Lattanzio