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Roosevelt e Stalin: cosa i revisionisti vogliono far dimenticare

Cynthia Chung, SCF 18 settembre 2020

Pazzo, sbagli. Dico, non c’è oscurità ma ignoranza
– William Shakespeare (dodicesima notte)

C’è il tentativo molto reale di riscrivere la storia mentre parliamo. Una storia alla radice di ciò che organizza il nostro mondo oggi, perché è chiaro che chi controlla il passato, avrà il controllo sul nostro presente e nostro futuro. Questo tentativo di riscrivere la storia è della massima importanza perché è ciò che viene fatto oggi per plasmare chi considerare “amico” e chi “nemico”. Quindi chi controlla la “narrazione” della storia, controllerà anche con chi ci “allineiamo”. C’è la conseguenza che può solo portare ad ulteriore disunità, conflitti, guerre. Si può rimediare solo quando il passato è finalmente riconosciuto. C’è ancora tempo per cambiare tale tremenda rotta.

Un incontro tra menti
La conferenza di Teheran (28 novembre – 1 dicembre 1943) fu la prima volta che Roosevelt e Stalin s’incontrarono di persona. Fu l’incontro storico dei due leader più importanti degli Alleati che plasmò l’esito della seconda guerra mondiale. Roosevelt cercò di organizzare l’incontro per più di un anno, era della massima importanza perché avrebbe consentito ai due leader di crearsi la base per una solida “fiducia”, essenziale non solo per vincere la guerra ma per mantenere poi una pace stabile. Erano passati più di quattro anni di guerra e sfiducia, paura e odio per i sovietici era ancora prevalente nei circoli politico-militari degli Stati Uniti. Questo era così particolarmente per i funzionari di carriera del dipartimento di Stato contrari al riconoscimento dell’Unione Sovietica da parte di FDR nel 1933, e quindi l’antagonismo nei suoi confronti e delle sue politiche fu pervasivo (1). Quando Harry Hopkins, il più stretto consigliere in politica estera di FDR durante la seconda guerra mondiale, fu inviato in Europa per controllare il servizio estero, trovò molte ambasciate e legazioni statunitensi mostrare ancora il ritratto di Herbert Hoover invece di FDR. George Keenan, meglio noto come l’autore della strategia di “contenimento” nella Guerra Fredda, era di pasta simile, opponendosi al riconoscimento di FDR dell’Unione Sovietica affermando: “Non dovremmo avere alcun rapporto con loro… Mai, né allora né in poi considerai l’Unione Sovietica alleata o associata adatta reale o potenziale a questo Paese”. L’atteggiamento antisovietico dei servizi esteri era così profondo che la maggior parte era contraria agli aiuti alla Russia anche dopo l’invasione di Hitler, nonostante i sovietici perdessero più vite contro i nazisti nei primi mesi che non tutta l’Europa messa insieme. Lo stesso Churchill non nascose che voleva assicurarsi che la Germania uscisse dalla guerra abbastanza forte da controbilanciare la Russia in Europa (forte… ma come cercava di spiegare in modo rassicurante non pericolosa). Tuttavia, Roosevelt fu il primo a riconoscere che la barbarie crescente di Hitler come molto più pericolosa di quanto valutassero tali circoli di intelligence estera, e che la Russia era un alleato imperativo, di fatto l’unico che potesse assicurarne la sconfitta. La conferenza di Teheran fu un grande successo nella strategia collaborativa per vincere la guerra, ma ancora più importante, fu un grande successo diplomatico che avrebbe dato inizio a una delle alleanze più importanti nella storia moderna.

La verità dietro il patto Molotov-Ribbentrop
Nel 1936, Stalin predisse come l’aggressione tedesca avrebbe colto il mondo: “La storia mostra che quando uno Stato intende fare la guerra a un altro Stato… inizia a cercare frontiere da cui raggiungere le frontiere dello Stato che vuole attaccare… non so esattamente quali frontiere la Germania possa adattare ai suoi obiettivi, ma penso che troverà persone disposte a “prestarle” la frontiera”. Queste dichiarazioni furono fatte prima dell’Accordo di Monaco, che fu proprio questo, un “prestito di frontiera”. Il 18 marzo 1939 su direttiva di Stalin, Litvinov, commissario degli Affari esteri sovietico, propose che Francia, Gran Bretagna, Polonia, Russia, Romania e Turchia si unissero in una conferenza per redigere un trattato per fermare Hitler. Chamberlain era fortemente contrario all’idea, scrivendo a un amico: “Devo confessare la massima sfiducia nei confronti della Russia. Non credo affatto nella sua capacità di mantenere un’offensiva efficace, anche se lo volesse. E diffido delle sue motivazioni”. (2) Il 14 aprile 1939, Lord Halifax, ministro degli Esteri britannico disse che la Gran Bretagna non si sarebbe alleata alla Russia nel caso in cui la Germania attaccasse. Alla Russia veniva chiaramente detto di procedere da sola. Il 16 aprile 1939, su proposta di Stalin Litvinov propose a Sir William Seeds, ambasciatore britannico, che Russia, Francia e Gran Bretagna facessero un patto che legasse i tre Paesi a dichiarare guerra alla Germania se loro o qualunque nazione dal Baltico al Mediterraneo venisse attaccata. Gran Bretagna e Francia rifiutarono.
Il tradimento di Monaco di Baviera fu firmato il 30 settembre 1938, cin cui la Gran Bretagna “permise” a Hitler l’annessione del territorio germanofono della Cecoslovacchia, come se fosse una colonia britannica che si poteva cedere quando si voleva. Inoltre, Banca d’Inghilterra e la Banca dei regolamenti internazionali, attraverso il governatore della BoE Montague Norman, consentirono il trasferimento diretto a Hitler di 5,6 milioni di sterline d’oro di proprietà della Banca della Cecoslovacchia. E infine, Prescott Bush per conto dell’Union Banking fu sorpreso finanziare Hitler prima e durante la seconda guerra mondiale e il 20 ottobre 1942 i suoi beni bancari furono sequestrati secondo la “Legge sul commercio con il nemico”. Nonostante tutto questo, è il patto Molotov-Ribbentrop che viene scelto dagli “storici” da far passare alla storia come macchia profonda sul carattere morale e vero “volto” dell’Unione Sovietica. Confermando che non ci si dovrebbe mai fidare dei russi, perché si schiererebbero con chiunque abbia il maggiore potere, indipendentemente dalle ideologie. Questo non potrebbe essere più lontano dalla verità, ed è in realtà grave disprezzo della responsabilità che Gran Bretagna e Francia ebbero nel creare una situazione così disperata per l’Unione Sovietica. L’avevano ignorata perché volevano vederla distrutta. Stalin non si fece illusioni. Sapeva che era impossibile per l’URSS coesistere con la Germania nazista, in particolare perché l’esistenza del popolo slavo era considerata inaccettabile da quest’ultima. Hitler, che descrisse tale credo in dettaglio nel suo Mein Kampf, non nascose che pensava che il popolo slavo fosse una razza inferiore e che dopo la conquista progettò di trasformare Russia e Polonia in nazioni di schiavi. Hitler si vantò “Il conflitto [a est] sarà diverso dal conflitto a ovest”. Il popolo occidentale va sottomesso, quello orientale annientato. Il ministro degli esteri polacco Josef Beck, che controllava la politica estera, era fortemente filo-tedesco e convinto che la Germania non avrebbe mai invaso la Polonia. Alcuni dicono che Beck fosse un agente nazista. È curioso che suo figlio Anthony trovasse dopo la morte del padre, tra le sue carte un album di foto di Beck in posa con generali e funzionari del governo nazista. (3)
Il rifiuto della Polonia di elaborare una strategia di difesa mise l’Unione Sovietica in una situazione comprensibilmente difficile, poiché la Polonia condivideva con essi il confine. Se la Polonia veniva invasa, sarebbe stata usata come trampolino di lancio per attaccare l’URSS, cosa accaduta numerose volte, anche durante la prima guerra mondiale. Nonostante la Polonia non avesse assolutamente alcuna capacità di difendersi in caso di invasione tedesca, Lord Halifax usò come scusa per rimandare i negoziati coll’URSS il rifiuto di Josef Beck di consentire ai soldati russi di entrare in Polonia, anche se dovevano respingere l’esercito nazista… che voleva sterminare la razza polacca come Hitler affermò esplicitamente e ripetutamente. Lord Halifax fu registrato dopo un incontro con Hitler dicendo del führer “Distruggendo il comunismo nel suo paese [Hitler], ne aveva sbarrato la strada all’Europa occidentale… La Germania poteva quindi essere giustamente considerata come baluardo dell’occidente contro il comunismo”. (4)
Nove giorni dopo la firma del patto Molotov-Ribbentrop il 1° settembre 1939, la Wehrmacht invase la Polonia. Dopo 18 giorni di combattimenti non rimasse una sola divisione polacca. Il 17 settembre, l’Armata Rossa entrò nella Polonia orientale e la Polonia cessò di esistere. Questa situazione avrebbe potuto essere evitata. La Polonia non avrebbe subito il destino che ebbe durante la seconda guerra mondiale, di unico campo di concentramento al di fuori della Germania, vicino al confine coll’Unione Sovietica, destinato ad estinguerne la razza (e tutti sapevano che i russi erano i prossimi). La Polonia subì tale destino perché Gran Bretagna e Francia decisero che era “sacrificabile” per distruggere il popolo russo. Hitler avrebbe consumato la Polonia prima di consumare l’Unione Sovietica. Non riuscendo a organizzare un’alleanza come Stalin chiese mesi prima, alla Germania fu permesso di devastare numerosi Paesi, lasciando ogni Paese a tentare timidamente di difendersi, e uno dopo l’altro caddero.

A cosa servì tutto ciò?
Stalin sapeva che Hitler non avrebbe mai mollato la Russia, e il patto era una manovra disperata per cercare di guadagnare tempo, nella speranza che Hitler attaccasse Francia e Gran Bretagna e solo allora avrebbe rivolto l’attenzione alla Russia. Non si può essere duri, dato che Gran Bretagna e Francia avevano già deciso di giocare proprio tali carte. Dato che l’alleanza era fuori discussione, si trattò di evitare di essere il primo. Churchill era convinto durante la guerra e in seguito che Stalin non fosse diverso da Hitler e che non ci si potesse fidare di alcuna alleanza. Churchill temeva che il maggiore desiderio di Stalin fosse conquistare e sottomettere l’Europa occidentale. Tale paura e il ritardo nel formare un secondo fronte, rifiutando l’operazione Sledgehammer di Eisenhower e ritardando l’operazione Overlord per mesi, costarono milioni di vite. Gli Stati Uniti scelsero di vedere la situazione in modo diverso, poiché Cordell Hull, segretario di Stato nordamericano dal 1933 al 1944, scrisse nelle sue Memorie che la firma del patto era il modo di Stalin “per impedire alle legioni di Hitler di avvicinarsi troppo alla Russia… Noi [ FDR e Hull] non volevano metterlo sullo stesso piano belluino della Germania… Hitler non aveva abbandonato le sue ambizioni nei confronti della Russia”. E quindi, fu considerata una manovra difensiva. È interessante notare che Stalin ricevette messaggi quell’estate 1939 da Hitler e da Roosevelt, ma non da Chamberlain e Daladier. Il 31 ottobre 1939 Hans Frank, governatore generale tedesco della Polonia occupata annunciò: “I polacchi non hanno bisogno di università o licei; le terre polacche vanno trasformate in un deserto intellettuale… Le uniche opportunità educative che devono essere rese disponibili sono quelle che gli dimostrino disperazione e destino etnico”. E in effetti, questo è esattamente ciò che successe. Quando l’Armata Rossa liberò la Polonia, non trovò edifici utili come scuole, né attrezzature scolastiche, materiale scientifico, laboratori. Ciò che i tedeschi non distrussero, lo spedirono in patria.

La lotta per un’alleanza USA-Russia
Il 22 giugno 1941 fu lanciata l’Operazione Barbarossa. In una settimana i tedeschi catturarono 400000 soldati, danneggiato più di 4000 aerei e penetrarono per 300 miglia in Russia, catturando Minsk. Altri 200000 soldati furono catturati la seconda settimana. Stalin, ricordandosi dello shock di tali distruzioni, pronunciò un discorso il 3 luglio 1941, suscitando lo spirito della Russia e rassicurando il popolo che la vittoria era possibile contro un nemico così formidabile, che la lotta dei russi “si fonderà con la lotta dei popoli d’Europa e America per l’indipendenza, le libertà democratiche. Sarà un fronte unito dei popoli che difendono la libertà contro la schiavitù”. Tuttavia, l’Unione Sovietica aveva ancora bisogno di sostegno se voleva vincere contro gli eserciti di Hitler. C’era la forte opposizione negli USA ad aiutare la Russia per vari motivi, ma il più dirompente era il pensiero che i russi non meritassero il sostegno nordamericano, che non fossero diversi dai nazisti. L’opposizione del Senato all’idea degli aiuti alla Russia fu particolarmente forte. I senatori del Missouri erano i peggiori. “È un caso di cane mangia cane”, abbaiò il senatore Bennett Clark del Missouri. Il senatore Harry Truman, abbaiò d’accordo: “Se vediamo che la Germania vince, dovremmo aiutare la Russia e se la Russia vince dovremmo aiutare la Germania e in questo modo lasciare che si uccidano il più possibile”. Parole agghiaccianti per un futuro presidente nordamericano, parole che nessun russo dimenticherà mai. Molti pensavano che i sovietici non sarebbero durati molto nella guerra contro Hitler. L’intelligence inglese stimò che la Wehrmacht avrebbe raggiunto Mosca “in tre settimane o meno”. Roosevelt la pensava diversamente. Nel marzo 1941 istituì il programma Lend-Lease che consentì agli Stati Uniti di fornire materiale agli alleati della coalizione anti-Hitler. Nonostante questo aiuto fu ritardato per mesi nel caso dell’Unione Sovietica, comunque arrivò, ma non troppo presto.
L’8 settembre 1941 iniziò l’assedio di Leningrado che terminò solo nel gennaio 1944. Hitler intendeva far morire di fame i 2,2 milioni di abitanti dichiarando “Le richieste di resa saranno respinte… Non abbiamo alcun interesse a preservare nessuno della popolazione di quella grande città”. Il Generale Zhukov fu inviato in difesa della città e salvò Leningrado da tale destino. Più tardi Eisenhower disse di Zhukov “In Europa la guerra fu vinta e nessuno alle Nazioni Unite ha un credito più grande del Maresciallo Zhukov”. Il programma Lend-Lease di Roosevelt fu un fattore importante per la salvezza della Russia. L’elenco delle merci che Roosevelt promise d’inviare all’Unione Sovietica fu sbalorditivo. Comprendeva invio ogni mese di 400 aerei, 500 carri armati, 5000 auto, 10000 camion e enormi quantità di cannoni anticarro e cannoni antiaerei, generatori diesel, telefoni da campo, radio, motociclette, grano, farina, zucchero, 200000 paia di stivali, 500000 paia di guanti chirurgici e 15000 seghe per amputazione. Alla fine di ottobre 1941, le navi trasportavano 100 bombardieri, 100 caccia, 166 carri armati, tutti coi pezzi di ricambio e munizioni, oltre a 5500 camion. (5)
L’assedio di Mosca durò dall’ottobre 1941 al gennaio 1942, reclamando 926000 vite sovietiche prima che finisse. L’Unione Sovietica ricevette rifornimenti dagli Stati Uniti, ma da sola subì tutto il peso della Wehrmacht. Secondo lo storico della Germania nazista Gerhard Weinberg, gli stessi dati dei militari tedeschi mostrano che decine di migliaia di prigionieri di guerra russi furono uccisi o lasciati morie di fame e malattie ogni giorno nei primi sette mesi di guerra. Ciò equivalse a due milioni, aggiungendo un milione di cittadini sovietici morti durante tale periodo, 3 milioni di russi morirono nei primi sette mesi di guerra. Eisenhower redasse un piano dal nome in codice Sledgehammer per organizzare un secondo fronte a sostegno della Russia, ma si affidò al totale appoggio della Gran Bretagna per far la base del l’operazione, gli alloggi e il supporto aereo. Il maggiore generale Ismay, capo dell’Ufficio del ministero della Difesa, fu trac chi ritenne un grave errore fuorviare il generale George Marshall e Hopkins sul sostegno britannico all’operazione, affermando: “I nostri amici nordamericani sono felici dall’errata impressione che ci fossimo impegnati sia con Roundup che per Sledgehammer… Quando dovetti dirgli, dopo lo studio più approfondito di Sledgehammer, che eravamo assolutamente contrari, capirono che avevamo perso fede in essi… Penso che avremmo dovuto essere chiari, molto più di quanto fummo fatto, e dire: “Siamo francamente inorriditi per quello che abbiamo subito in passato”.”(6) Il secondo fronte fu rinviato ancora una volta, e si ebbe invece l’invasione del Nord Africa francese da parte di un’operazione congiunta USA-Regno Unito. È interessante notare che Churchill registrò la sua frustrazione nei confronti dei sovietici che distruggevano le armi tedesche dopo aver catturato i soldati tedeschi, era furioso perché voleva che queste armi fossero tenute nel caso fossero state necessarie contro i russi in una guerra futura…

La visione di FDR del mondo nel dopoguerra
La Carta Atlantica doveva essere la campana a morto degli imperi coloniali. L’Europa occidentale e gli USA pensavano in termini di sicurezza interna, ma il Terzo Mondo sentì il vero spirito; sovranità nazionale. Ci sarebbero voluti anni per fare il giro del mondo, ma lo spirito ardente fu acceso tra i popoli coloniali. Churchill l’accettò solo perché obbligato. Era in gioco l’esistenza dell’Impero britannico e solo gli USA potevano salvarlo. Come raccontato in As He Saw It, FDR di Elliot Roosevelt chiariva i suoi pensieri sulla questione: “Penso di parlare come il presidente degli USA quando dico che non aiuteranno l’Inghilterra nella guerra solo per poter continuare a calpestare i popoli coloniali”. Churchill non capì mai l’idea di FDR che l’indipendenza, non la dipendenza, era la migliore soluzione economica ai problemi del mondo, né capì che FDR credeva che perseguimento e mantenimento degli imperi coloniali fosse la causa principale della Seconda Guerra Mondiale (come capì Stalin), e che prima che l’indipendenza di questi Paesi venisse realizzata, occorreva una leadership forte ed equilibrata delle quattro potenze; Stati Uniti, Russia, Cina e Gran Bretagna, per difendere il diritto alla sovranità delle nazioni. Il 23 febbraio 1944, FDR dichiarò in conferenza stampa i suoi pensieri sulle Nazioni Unite:
“D: Crede coscienziosamente che la Conferenza possa essere il fondamento della pace mondiale per oltre la generazioni degli uomini che costruiscono questa pace?
FDR: Posso rispondere a questa domanda se puoi dirmi chi saranno i suoi discendenti nel 2057.
D: Possiamo guardare avanti?
FDR: Possiamo guardare lontano in quanto l’umanità crede in questo genere di cose. Le Nazioni Unite si evolveranno nel miglior modo mai escogitato per fermare la guerra, e sarà anche l’inizio di qualcos’altro che seguirà”.
Il 1° marzo 1944 FDR parlò alla sessione congiunta del Congresso riunito affermando: “La Conferenza di Crimea [Jalta] è stata uno sforzo riuscito delle tre nazioni [USA, URSS e Gran Bretagna] che guidano le nazioni nel trovare un terreno comune per la pace. Dovrebbe significare la fine del sistema di azione unilaterale, delle alleanze esclusive, delle sfere di influenza, dell’equilibrio di potere e di tutti gli altri espedienti tentati da secoli e che sono sempre falliti. Proponiamo di sostituire tutto questo con un’organizzazione universale a cui tutte le nazioni amanti della pace avranno finalmente la possibilità di aderire”.
Non lasciamo che gli USA non permettano che i milioni morti per questa visione, lo siano stati inutilmente.

Traduzione di Alessandro Lattanzio