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Russia-Cina contro la strategia degli Stati Uniti dell’Indo-Pacifico

Salman Rafi Sheikh, New Eastern Outlook 14.09.2020

La rivalità da grandi potenze è spesso caratterizzata da alleanze e contro-alleanze con Paesi più piccoli su entrambi i lati. Le grandi potenze tendono quindi a impegnarsi in una corsa per avere sempre più alleati. Questo è precisamente ciò che accade nella regione Asia-Pacifico dove la cosiddetta “strategia indo-pacifica” degli Stati Uniti, innescando alleanze e contro-alleanze. La “strategia indo-pacifica” è in gran parte mirato a radicare gli Stati Uniti nella regione al fine di contrastare la crescente influenza economico-politica russa e cinese. Mira a creare condizioni che facilitino il dominio statunitense sulla regione e quindi impedire l’ascesa di Russia e Cina al livello in cui il dominio statunitense sarà privo di peso. Russia e Cina, d’altra parte, vogliono assicurarsi che agli Stati Uniti sia impedito di creare divisioni politiche in una regione altrimenti segnata da notevole connettività regionale, come l’ASEAN. Di conseguenza, Russia e Cina iniziano ad adottare le loro mosse, implementando la visione di unità contro la divisione che la strategia nordamericana propone. Questo fu precisamente il messaggio dato all’ultima riunione dei Ministri degli Esteri russo e cinese. Svelando la “strategia indo-pacifica” degli Stati Uniti, Lavrov disse, “Noi (Russia e Cina) abbiamo notato il carattere distruttivo delle azioni di Washington che minano la stabilità strategica globale. Alimentano le tensioni in varie parti del mondo, anche ai confini russi e cinesi. Naturalmente, ne siamo preoccupati e ci opponiamo a tali tentativi di acuire le tensioni artificiali. In tale contesto, abbiamo affermato che la cosiddetta “strategia indo-pacifica” così come pianificata dagli ideatori, porta solo alla separazione degli Stati della regione, ed è quindi irta di gravi conseguenze per pace, sicurezza e stabilità nella Regione Asia-Pacifico”. Aggiungendo ulteriori informazioni sulla regione Asia-Pacifico e presentando un approccio contrario alle politiche di divisione degli Stati Uniti, Lavrov affermava: “Abbiamo parlato a favore dell’architettura della sicurezza regionale incentrata sull’ASEAN al fine di promuovere l’agenda unificante e la conservazione del lavoro sul consenso e del processo decisionale basato sul consenso in questi meccanismi, come sempre avvenuto nel quadro dell’ASEAN ed entità associate. Assistiamo a tentativi di dividere i membri dell’ASEAN sugli stessi obiettivi: abbandonare metodi di lavoro basati sul consenso e alimentare il confronto in questa regione comune a tutti noi”.
Il messaggio di unità della Russia non proviene semplicemente dal suo pensiero strategico. Piuttosto, collabora strettamente con la via su cui l’ASEAN si posiziona nell’ampia e ancora in evoluzione scacchiera geopolitica. Il vertice dei Ministri degli Esteri dell’ASEAN recentemente tenutosi chiariva che la regione non sarà parte della politica statunitense di “contenimento” di Cina e Russia. Il comunicato congiunto, pur sottolineando il messaggio di unità dell’ASEAN, manteneva un approccio amichevole nei confronti della Cina e adottava un approccio amichevole basato sul dialogo nella risoluzione delle controversie.
Commentando, ad esempio, la questione del Mar Cinese Meridionale, l’ASEAN accolse con favore il “continuo miglioramento della cooperazione tra ASEAN e Cina, ed era incoraggiata dal progresso dei negoziati sostanziali verso la rapida conclusione di un codice di condotta efficace e sostanziale nel Mar della Cina Meridionale (COC) coerente col diritto internazionale”. Questo pensiero “amichevole” è a sua volta un riflesso della lotta nell’ASEAN per evitare di essere intrappolati nella rivalità tra Stati Uniti e Cina. Il ministro degli Esteri indonesiano Retno Marsudi recentemente ammoniva che “nell’ASEAN, l’Indonesia vuole dimostrar che siamo pronti ad esserne partner” e che “non vogliamo rimanere intrappolati in tale rivalità”. La Russia, ribadendo il messaggio di unità dell’ASEAN, si presenta quindi come valida alternativa agli Stati Uniti che promuovono la divisione e fanno pressione sui Paesi affinché aderiscano alla politica bipolare. Il fatto che la Russia, in gran parte spinta dalla strategia anti-Russia e anti-Cina degli Stati Uniti, allarghi la presenza nel sud-est asiatico è significativo in quanto non più attore marginale e distante dalla regione. Sebbene la Cina sia un grande attore, la Russia è sempre più accettata non solo nell’ascesa come potenza globale, ma anche per l’impegno e la promozione di una visione multipolare della politica regionale e globale. Ciò spiega in gran parte perché la Russia, nonostante le relazioni economiche ancora limitate coll’ASEAN, a differenza della politica dell’era sovietica, non sia più vista come “minaccia alla sicurezza”. È abbastanza significativo che il suddetto comunicato congiunto si riferisca alla Russia come importante “partner del dialogo”.
L’ultimo incontro dei Ministri degli Esteri russo e cinese mostra che la Russia è pronta a sfruttare appieno questo atteggiamento mutevole dell’ASEAN. Sebbene sia principalmente alleato della Cina, fondamentalmente si prepara e manovra secondo la via con cui gli Stati Uniti pianificano un anello di alleati nel sud-est asiatico per contrastare e annullare ciò che il documento “Strategia indo-pacifica” chiama “revisioniste” e “malvagie” Cina e Russia.Salman Rafi Sheikh, ricercatore-analista della Relazioni internazionali e affari esteri e interni del Pakistan, in esclusiva per la rivista online “New Eastern Outlook”.

Traduzione di Alessandro Lattanzio