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Washington diocumenta la sua “rivoluzione” in Bielorussia

Aleksandr Kolesnikov, Stalker Zone, 15 settembre 2020“Oktagon” rilevava che il 6 agosto, tre giorni prima delle elezioni presidenziali in Bielorussia e delle proteste seguite, le agenzie della politica estera nordamericane conclusero un accordo su “organizzazione di eventi e logistica per USAID- Bielorussia”. L’appaltatore era il Centro di studi lituano sull’Europa orientale, secondo “fdps.gov”, il registro degli appalti pubblici degli Stati Uniti. In precedenza, nell’ambito del contratto statale, gli oppositori bielorussi furono addestrati in Lituania e il centro menzionato aveva ospitato la candidata presidenziale dell’opposizione Svetlana Tikhanovskaja. In tale contesto, USAID in Bielorussia verrebbe presto chiuso.

USA, Ucraina e Lituania come organizzatori dell'”evento”
L’Agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale (USAID) riferisce simultaneamente al dipartimento di Stato, al Presidente e al Consiglio di sicurezza nazionale degli Stati Uniti. Secondo il contratto, il cliente diretto era la filiale ucraina di USAID. La filiale bielorussa di USAID è elencata come parte finanziatrice. Il contraente era “Ryt? Europos studij? centras”, ovvero il Centro di studi sull’Europa orientale (CESE). La descrizione del lavoro è breve: “Organizzazione di eventi e logistica per USAID-Bielorussia”. L’importo del finanziamento non specificato. Nella prima fase del contratto statale, la descrizione del lavoro era dettagliata: nel settembre 2018, USAID-Bielorussia ordinava consegna e formazione di attivisti al Centro di studi sull’Europa orientale di Vilnius: “USAID-Bielorussia avrà bisogno di supporto logistico per portare attivisti bielorussi a Vilnius nelle diverse riunioni nell’autunno 2018-primavera 2019. Il team avrà bisogno di supporto per organizzare gli incontri/viaggi/alloggi dei partecipanti bielorussi”. L’importo della commissione era 35600 dollari. La seconda e la terza fase del lavoro nell’ambito di tale contratto statale erano datate settembre e novembre 2019, con una breve descrizione: “… Pianificazione e logistica degli eventi per USAID- Bielorussia”, e ancora una volta USAID-Ucraina fu coinvolta nel contratto. Le date degli “appalti” sono 25 settembre e i18 novembre 2019. È interessante notare che nell’autunno 2019 si svolsero numerose manifestazioni in Bielorussia sullo sfondo della campagna elettorale parlamentare bielorussa. ad esempio, il 16 novembre (il giorno prima delle elezioni), vi fu una marcia con striscioni come “E il il re è nudo!”. Pertanto, le azioni su vasta scala dell’opposizione bielorussa sono chiaramente correlate coi “compiti” nordamericani , e gli eventi di agosto furono pure manifestazioni, cioè, l’attuazione pratica delle conoscenze acquisite dagli attivisti in Lituania. Il 6 agosto 2020, l’opposizione pianificò un ampio raduno nel Parco dell’amicizia dei popoli di Minsk, ma il fatto che fu vietato divenne noto il 4-5 agosto e il 6 agosto Tikhanovskaja l’annullò. Risulta che gli Stati Uniti nell’ultimo contratto statale registrarono i preparativi non per una manifestazione alla periferia di Minsk, ma per le proteste post-elettorali.
Altre quote dell’USAID a favore del Centro Studi sull’Europa dell’Est furono emesse non come contratti statali vincolanti, ma sotto forma di sovvenzioni. Il CESE di Vilnius conduce da tempo propaganda contro Aleksandr Lukashenko e sostiene Svetlana Tikhanovskaya, fuggita in questa città l’11 agosto. Il lituano Seimas la riconobbe presidente della Bielorussia. È nei locali del CESE che fu scattata la famosa foto di Tikhanovskaja col noto tecnico delle rivoluzioni Bernard-Henri Levy, che ammise nel suo articolo per Wall Street Journal che il capo dell’opposizione bielorussa non lo impressionò, definendola insolita dicendo che oltre al servizio di sicurezza lituano, la ragazza è assistita anche da un attivista di Freedom House, organizzazione senza scopo di lucro del governo degli Stati Uniti.

Lukashenko non ha ancora osato bandire USAID
Sulla carta, USAID, fondata nel 1961 dal presidente John F. Kennedy, ha obiettivi nobili. Nei Paesi in via di sviluppo, l’agenzia è impegnata nella riduzione della povertà o nell’affrontare le conseguenze della pandemia di coronavirus, come in Bielorussia. Negli ultimi decenni, l’organizzazione si è affermata anche come agente della politica estera degli Stati Uniti, tale strumento del “soft power” fu più volte colta nell’organizzare rivoluzioni colorate. USAID fu attore chiave nel tentativo golpista in Venezuela. L’agenzia sostenne l’opposizione dietro la tentata rivoluzione colorata in Nicaragua nel 2018. USAID finanziò lo spaccio di contenuti ostili alle autorità cubane sui social network. E alcuni anni fa, si scoprì che comprò per milioni di dollari politici afgani per cambiare le leggi. Nel febbraio 2019, USAID annunciò la cooperazione con esercito ed intelligence per promuovere gli interessi della “sicurezza nazionale” degli Stati Uniti. Si parla di forze speciali statunitensi, FBI ed altre organizzazioni. Eritrea, Ecuador, Cuba e Bolivia hanno espulso USAID e gli uffici dell’ONG in molti altri Paesi saranno chiusi. Le attività dell’agenzia nella Federazione Russa furono bandite nel 2012 dopo le aspre manifestazioni contro il Cremlino di migliaia di persone a piazza Bolotnaja. Il motivo dell’espulsione fu la fuga di 60 MB di corrispondenza elettronica tra l’Agenzia americana per lo sviluppo internazionale e rappresentanti dell’opposizione russa. Inoltre, fu approvata una legge che impone alle ONG straniere di registrarsi come agenti stranieri.
Durante la campagna presidenziale, l’ufficio dell’USAID a Minsk rimase silenzioso, praticamente non rilasciò alcuna dichiarazione. Ma i membri delle ONG locali ad essa associate parteciparono alle cosiddette proteste pacifiche. In precedenza, “Oktagon” scrisse su un consorzio di difensori dei diritti umani bielorussi e ucraini impegnati nel conteggio dei casi di tortura nella Repubblica, erano numerosi attivisti strettamente associati a USAID e Freedom House. Tra le ONG c’erano quelle che diffondevano falsi su manifestanti uccisi dalla polizia e altra roba simile. Secondo “GovTribe”, più di 7 milioni di dollari arrivarono alla filiale bielorussa di USAID nel 2016-2020. Se le autorità bielorusse riterranno dimostrato il legame di USAID con le proteste, chiuderanno l’ufficio dell’agenzia a Minsk e sarà più difficile per Washington lavorare cogli attivisti nella Repubblica.

Traduzione di Alessandro Lattanzio