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Operazione Paperclip, il programma segreto nordamericano per arruolare 1600 scienziati nazisti

Marco Margaritoff, All That’s Interesting 20 agosto 2020

Kurt H. Debus, ex-scienziato del missile V-2 divenuto direttore della NASA, tra il presidente degli Stati Uniti John F. Kennedy e il vicepresidente Lyndon B. Johnson.

Durante l’operazione Paperclip, i dati dei principali scienziati tedeschi furono cancellati in modo che potessero lavorare segretamente nei laboratori nordamericani per dare agli Stati Uniti vantaggio sui sovietici nella Guerra Fredda. Subito dopo la Seconda guerra mondiale, gli alleati furono ampiamente venerati per il ruolo nel porre fine al dominio del Terzo Reich. Ma le potenze alleate presero decisioni controverse in segreto e tenute segrete per decenni. Forse l’azione più controversa fu la creazione dell’Operazione Paperclip, piano segreto dell’intelligence che portò oltre 1.600 scienziati nazisti negli Stati Uniti. Alla fine della guerra, gli alleati si affrettarono a raccogliere informazioni e tecnologie tedesche che altrimenti sarebbero potute cadere nelle mani dell’Unione Sovietica. Mentre l’imminente Guerra Fredda minacciava di distruggere la pace conquistata a fatica, gli Stati Uniti concessero immunità agli scienziati nazisti per i loro crimini di guerra in modo che lavorassero nei loro laboratori invece che in quelli sovietici. Sebbene tali scienziati furono responsabili di pietre miliari come lo sbarco sulla Luna dell’Apollo 11, gli USA erano giustificati nella decisione di perdonarli in cambio di un vantaggio politico?

La lista di Osenberg e la profondità della ricerca nazista
Nonostante numerosi costosi sforzi, dall’assedio di Leningrado alla battaglia di Stalingrado, la Germania nazista non riuscì a sconfiggere l’Unione Sovietica mentre la seconda guerra mondiale si concludeva. Mentre le risorse del Reich si esaurivano, la Germania era alla disperata ricerca di un nuovo approccio strategico contro l’Armata Rossa. Così, nel 1943, la Germania nazista raccolse i suoi beni più inestimabili, scienziati, matematici, ingegneri, tecnici e 4000 soldati dei missili, e li stazionò nel porto baltico di Peenemünde, nel nord della Germania, per sviluppare una strategia di difesa tecnologica contro i sovietici.
Werner Osenberg, il capo della Wehrforschungsgemeinschaft (o Associazione per la ricerca sulla difesa tedesca), fu responsabile della scelta degli scienziati da reclutare creando un elenco esaustivo e accurato. Gli scienziati dovevano essere considerati simpatizzanti o almeno conformi all’ideologia nazista per essere scelti. Naturalmente, questo indice divenne noto come Lista di Osenberg. Nel frattempo, gli Stati Uniti furono sempre più consapevoli del programma segreto di armi biologiche dei nazisti e, secondo il libro Operation Paperclip di Annie Jacobsen del 2014 , la scoperta di questi sforzi spinse gli Stati Uniti all’azione. “Non avevano idea che Hitler avesse creato tale arsenale di agenti nervini”, spiegava Jacobsen. “Non sapevamo che Hitler lavorasse all’arma della peste bubbonica. È proprio qui che iniziò Paperclip, che all’improvviso il Pentagono comprese: “Aspetta un attimo, abbiamo bisogno noi di queste armi”. Nel 1945, quando gli Alleati iniziarono a reclamare l’Europa, iniziarono anche a confiscare intelligence e tecnologia tedesca. Poi, nel marzo di quell’anno, un tecnico di laboratorio polacco scoprì parte della Lista di Osenberg infilata frettolosamente in un bagno dell’Università di Bonn e li consegnò all’intelligence nordamericana.

Creare l’operazione Paperclip
All’inizio, gli Stati Uniti si preoccupavano semplicemente di catturare e interrogare gli scienziati identificati nella lista di Osenberg con la missione Operazione Overcast. Ma quando scoprirono l’estensione della tecnologia nazista, questo piano cambiò rapidamente. Invece, gli Stati raccolsero e reclutarono tali uomini e le loro famiglie per continuare le ricerche per il governo nordamericano. E così, il 22 maggio 1945, le truppe alleate invasero Peenemünde e catturarono gli uomini che lavoravano duramente sul missile V-2, il primo missile balistico a lungo raggio al mondo.
La nuova Joint Intelligence Objectives Agency (JIOA) e l’Office of Strategic Services (OSS), che alla fine fu ribattezzato CIA, furono responsabili dell’attuazione del programma ora ufficialmente chiamato Operazione Paperclip. Tuttavia, anche se il presidente Truman l’approvò, ordinò anche che il programma non reclutasse nazisti patentati. Ma quando la JIOA capì che molti degli uomini che volevano della lista di Osenberg erano simpatizzanti nazisti, trovò il modo per aggirare la legge. La JIOA quindi decise di non controllare nessun ricercatore prima di essere portato negli Stati Uniti, ma solo una volta arrivato. Inoltre ripulì e cancellato prove incriminanti dai loro archivi.

Gli scienziati nazisti dietro il programma
Tra gli scienziati reclutati nell’ambito dell’operazione Paperclip c’era il principale scienziato missilistico tedesco, Wernher von Braun, che aveva costretto i prigionieri del campo di concentramento di Buchenwald a lavorare al suo programma missilistico. Molti di loro morirono per superlavoro o fame, ma Braun divenne il direttore del Marshall Space Flight Center della NASA. “Quando erano a corto di bravi tecnici, Wernher von Braun si recava nelle vicinanze del campo di concentramento di Buchenwald, dove sceglieva gli schiavi che lavorassero per lui”, aggiunse Jacobsen. “È un ottimo esempio, perché si vede dove sia avvenne il patto col diavolo ripulendo il passato”, aveva detto Jacobsen. “Il governo degli Stati Uniti, in particolare la NASA, fu così complice nell’occultarne il passato”. Secondo Jacobsen, Wernher von Braun fu quasi insignito della medaglia presidenziale della libertà dall’amministrazione Ford. Solo le obiezioni di un consigliere fecero ripensare Ford. Al suo arrivo negli Stati Uniti nel 1945, von Braun lavorò al missile dell’esercito nordamericano a Fort Bliss, in Texas. Lì, supervisionò il lancio di diversi voli di prova di V-2. Von Braun fu trasferito alla NASA nel 1960 dove aiutò l’agenzia a lanciare i primi satelliti, e il 20 luglio 1969, nello sforzo nordamericano per vincere la corsa allo spazio. A questo punto, fu accettato dai funzionari statunitensi come mente inestimabile e visse in pace fino alla morte per cancro al pancreas nel 1977.
Sebbene fosse certamente il più famoso degli scienziati tedeschi, quasi tutti i dipartimenti chiave del Marshall Space Flight Center erano pieni di ex-nazisti. Kurt Debus, ex-membro delle SS nella Germania nazista, gestiva il sito di lancio noto come Kennedy Space Center. Altri, come Otto Ambros, il chimico preferito di Adolf Hitler, furono processati a Norimberga per strage e schiavitù, ma ottennero clemenza per aiutare nell’esplorazione spaziale gli USA. In seguito l’uomo ricevette un contratto col dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti.

Il segutio dell’operazione Paperclip
Gran parte della storia dell’operazione Paperclip rimane sconosciuta, ma il lavoro più aggiornato e informato sull’argomento è il libro di Annie Jacobsen del 2014. Nell’ultima parte del secolo scorso, i giornalisti cercarono di scoprire di più sull’operazione Paperclip, ma le richieste di documentazione furono spesso accolte da cause legali. Quando alcune richieste furono finalmente soddisfatte, mancavano innumerevoli documenti. Molti ricercatori tedeschi le cui atrocità legate all’Olocausto furono semplicemente cancellate dalla JIOA in seguito lavorarono su MK Ultra, programma top-secret della CIA il cui obiettivo era generare un farmaco per il controllo mentale da usare contro i sovietici. I giustificazionisti dell’operazione Paperclip potrebbero affermare che la JIOA cercò solo di portare bravi scienziati, ma questo è palesemente falso. Nel 2005, l’Interagency Working Group istituito da Bill Clinton stabilì nel rapporto finale al Congresso che “l’idea che [i militari statunitensi e la CIA] abbiano impiegato solo poche “mele marce” non reggerà alla nuova documentazione”. La minaccia della Guerra Fredda che avrebbe convinto alcuni poteri negli USA a concedere clemenza agli scienziati nazisti sarebbe accettabile, ma l’operazione Paperclip fu in realtà uno dei più grandi passi falsi nella storia nordamericana, o una decisione difficile che andava presa in nome del progresso?

Traduzione di Alessandro Lattanzio