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Le bugie tossiche di Trump sul “virus cinese” crollano

Finian Cunningham, SCF 11 settembre 2020Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è accusato di “mentire al popolo americano” sulla pandemia di coronavirus che ha causato decine di migliaia di morti inutili. Questo perché il presidente ammette di sapere che la malattia virale fosse mortale, ma che invece deliberatamente “minimizzò”. Inoltre, ciò che l’ammissione rivela è che la campagna dell’amministrazione Trump per incolpare la Cina della pandemia fu un cinico cumulo di bugie, equivalente a un’aggressione sconsiderata che rischiava la guerra con la Cina. Le rivelazioni bomba di questa settimana provengono dalle interviste a Trump dal giornalista Bob Woodward. Estratti furono ampiamente pubblicati come notizie attuali, prima del nuovo libro di Woodward. La cosa più schiacciante fu l’ammissione di Trump a Woodward il 7 febbraio di sapere che il nuovo coronavirus e la sua malattia Covid-19 erano “mortali” e più fatali della “forte influenza”. Non c’è dubbio che Trump fosse informato dall’inizio dai funzionari dell’intelligence, che era imminente la pandemia e che avrebbe portato a un numero di morti fenomenale. Eppure Trump ritardò di diverse settimane nel chiedere restrizioni da blocco. Per diversi mesi continuamente respinse la gravità del rischio per la salute pubblica in tweet e dichiarazioni in cui descrisse il coronavirus come meno dannoso della comune influenza e che sarebbe “miracolosamente” scomparso presto. In un’intervista con Woodward del 19 marzo, Trump in realtà disse che “voleva minimizzare perché non voglio creare panico”. La portata della criminalità presidenziale qui è sbalorditiva. Trump consapevolmente fuorviò il pubblico sulla malattia e continuamente frustò gli esperti della salute nei tentativi di contenere la pandemia, che finora ha causato oltre 195000 morti negli Stati Uniti.
Il rivale presidenziale democratico Joe Biden si univa al coro dei media denunciando Trump per “aver mentito al popolo americano”. Altro clamore deve ancora seguire e le rivelazioni di questa settimana potrebbero essere l’inflessione decisiva contro la rielezione di Trump a novembre. Tuttavia, un punto sembra essere trascurato nella protesta dei media. Ed è così che l’amministrazione Trump viene smascherata nei tentativi calunniosi di incriminare la Cina per la pandemia di Covid-19. Le tensioni per le menzogne di Trump contro Pechino creavano una nuova e pericolosa Guerra Fredda con la Cina, dove relazioni tese potrebbero sfociare in scontro militare a tutto campo. (Vedasi i recenti editoriali alla Strategic Culture Foundation su questa folle politica degli Stati Uniti nei confronti della Cina e della sicurezza internazionale).
Appena notato dai media sulle ammissioni di Trump a Woodward è che il presidente riconosce di essere stato avvertito personalmente dalla controparte cinese Xi Jinping nella fase iniziale sulla gravità della malattia. Quell’avvertimento del Presidente Xi a Trump si ebbe prima del 7 febbraio, secondo la cronologia delle interviste. La cupa descrizione di Trump della mortalità del virus nell’intervista a Woodward dimostra che il Presidente Xi aveva chiaramente detto a Trump senza mezzi termini del pericolo della pandemia per la salute pubblica. Tuttavia, la cronaca pubblica da marzo ad oggi mostra che Trump e la sua amministrazione intrapresero una campagna di diffamazione contro la Cina, accusando Pechino e il “Partito Comunista Cinese” d'”insabbiamento”. Trump costantemente insisteva a chiamare la pandemia “influenza cinese” o “piaga di Wuhan”, dal nome della città in cui fu rilevata per la prima volta nel dicembre 2019. Trump e il suo criminale segretario di Stato Mike Pompeo ripetutamente accusarono la Cina di “scatenare” la malattia per distruggere l’economia nordamericana. L’amministrazione Trump minacciò provocatoriamente sanzioni e ritorsioni contro la Cina. Tali tensioni alimentarono altre tensioni geopolitiche sulle controversie territoriali nel Mar Cinese Meridionale e nelle relazioni su Taiwan e Hong Kong. Il crescente scontro militaristico di Washington con Pechino, come ‘invio di navi e aerei da guerra nordamericani vicino al territorio cinese negli ultimi mesi, fu rafforzato dalle accuse provocatorie dell’amministrazione Trump sulla colpevolezza della Cina per la pandemia di coronavirus. Il sentimento dell’opinione pubblica nordamericana nei confronti della Cina fu avvelenato dall’inesorabile retorica belluina vomitata da Trump e dai suoi sostenitori anti-cinesi nei media di destra.
La cronologia documentata pubblicamente mostra che il governo cinese e l’Organizzazione mondiale della sanità avvertirono apertamente la comunità internazionale della pandemia in corso da gennaio. Il governo cinese e altre nazioni intrapresero un’azione decisiva per contenere la malattia. E ad oggi, il bilancio delle vittime in Cina per Covid-19 è di quasi 4600, ovvero il 2,3 per cento del bilancio delle vittime nordamericane che si avvicina a 200.000. L’atteggiamento sprezzante del presidente Trump in pubblico è responsabile della massiccia morte di nordamericani per Covid-19. Inoltre, sapeva benissimo in privato cosa sarebbe successo, ma scelse di “sminuirlo” per evitare il “panico”, ovvero l’interruzione dei profitti capitalistici nordamericani. Come se tale criminalità sfrenata non fosse abbastanza, Trump ammette che lui e la sua amministrazione eranopienamente consapevoli del pericolo pubblico grazie alle comunicazioni personali della leadership cinese nella prima fase, forse due mesi prima che Washington ordinasse con riluttanza oò blocco a metà per proteggere i suoi cittadini. E da allora, Trump e i suoi scagnozzi hanno mentito accusando la Cina, guidando così il mondo verso una potenziale guerra.

Traduzione di Alessandro Lattanzio