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Seminare sfiducia negli USA… Chi ha bisogno della Russia?

Finian Cunningham, SCF, 10 settembre 2020Si preannunciano le elezioni più brutte nella storia degli Stati Uniti con conseguenze infuocate. La nazione potrebbe finire nella guerra civile, un secolo e mezzo dopo l’ultima? Se pensavamo che il 2016 e le conseguenze di quelle elezioni siano state negative, allora il 2020 promette distopia agli steroidi. Il mix è esplosivo. Le vendite di armi battono nuovi record in un Paese dove ci sono già più armi da fuoco private per numero di cittadini. Ci sono dozzine di fazioni armate nelle strade negli Stati Uniti, alcune si identificano con la sinistra, ma la maggior parte è associata a milizie di estrema destra che sostengono ampiamente il presidente Donald Trump. Trump si è schierato con cinismo incendiario, non condanna mai i gruppi di estrema destra, nemmeno i neo-nazisti suprematisti bianchi. In effetti, ha offerto i massimi elogi dallo studio ovale ai “patrioti” che, secondo lui, difendono legge ed ordine. Tuttavia, Trump e i suoi seguaci cercano di dipingere gli USA assediata da “anarchici di sinistra” e “socialisti”. Nonostante il Dipartimento per la sicurezza interna di Trump valutasse che la peggiore minaccia di violenza sociale proviene dagli estremisti della supremazia bianca. Un altro studio in associazione con la Princeton University rilevava che delle oltre 10000 proteste pubbliche negli Stati Uniti negli ultimi mesi, principalmente contro la brutalità della polizia e il razzismo, oltre il 95% degli eventi fu pacifica. Questo in contrasto col quadro proiettato da Trump e sostenitori repubblicani che descrivono gli Stati Uniti bruciati da “antifa” ed “anarchici di sinistra”.
Detto questo, tuttavia, là ci sono gruppi armati con opinioni radicalmente opposte. E con la dubbia leadership che repubblicani e democratici sono esperti nell’offrire, il risultato è una violenza sociale potenzialmente infiammabile. Forse più importante dei fatti oggettivi, è la percezione soggettiva. E la percezione, specialmente tra le fazioni pro-Trump, è che gli Stati Uniti siano sopraffatti da folle di sinistra e “terroristi domestici” del Black Lives Matter finanziati da George Soros e altri “globalisti liberali”. Trump, con consumata abilità demagogica, sapientemente liquida i timori tra i suoi sostenitori di una presa “socialista” degli Stati Uniti. Questa rappresentazione del partito democratico e il suo duetto oe Biden e Kamala Harris è assurdo. Ma nel mondo di Trump i fatti non contano. Tutto ciò che conta è la percezione, e Donald non è altro che abile a sgranocchiare le percezioni. Il fenomeno QAnon è un buon esempio. Tale rete cospirazionista con milioni di fan di Trump spaccia credenze ridicole come Trump salvatore dell’anima morale americana dalla cabala elitaria. E questo presidente suona tali illusioni come un violino. Non c’è dubbio che gli Stati Uniti siano governati da un’establishment dello Stato profondo dalla classe dirigente corporativa. Ma Trump, l’oligarca corrotto, come salvatore? Dateci tregua. Inoltre, gli USA hanno perso l’anima da tempo dopo decenni di guerre criminali, malgoverno oligarchico, polizia razzista, saccheggio capitalista e altri crimini osceni, come l’assassinio politico, compreso un presidente in carica, John F. Kennedy. L’ex-capo della CIA William Casey si dice si vantasse che “sapremo che il nostro programma di disinformazione è completo quando tutto ciò che il popolo nordamericano crede è falso”. Abbiamo raggiunto tale fase di decomposizione politica e sociale. Tra confusione, paura, odio e paranoia, forse la maggiore espressione è la diffidenza pubblica. Il pubblico nordamericano non ha più fiducia nel proprio sistema, e chi potrebbe biasimarlo? Fu ingannato così tante volte dai plutocrati e media bugiardi, perfino da presunti “outsider” come il truffatore da Reality-TV attualmente alla Casa Bianca.
Tra circa due mesi verrà definito il risultato elettorale a cui nessuno crederà. Milioni di persone crederanno che Trump sia riuscito a tornare alla Casa Bianca se vince. E se non vince, milioni di irriducibili sostenitori crederanno che sia stato “tutto truccato”. Trump ha già condannato le prossime elezioni come le “più fraudolente” della storia. La sinistra implicazione, in caso di sconfitta, è che non è disposto a fare le valigie per una transizione pacifica del potere. E Trump, “il salvatore di QAnon”, avrà molti “patrioti” armati a cui fare appello per “difendere la democrazia”. La situazione può solo complicarsi se i risultati mostreranno Trump vincere il ballottaggio all’inizio, ma poi i voti “per posta” mettessero Biden avanti. Dato che Trump e i repubblicani sono convinti che il voto per posta sia una gigantesca frode (nonostante le prove del contrario), le rivendicazioni alla Casa Bianca sono destinate a un’aspra collisione a lungo termine, che con le retoriche Molotov di Trump potrebbero istigare deliberatamente, o anche inavvertitamente, la guerra civile.
La sfiducia popolare nel sistema politico nordamericano è dilagante. C’è una miriade di cause di tale condizione minacciosa che svuota la presunta integrità della democrazia nordamericana. Ma tali cause corrosive sono di fabbricazione nordamericana. La ridicola ironia è che democratici, repubblicani e media statunitensi parlano ancora dello spauracchio dell’interferenza russa che si dice abbia lo scopo di “seminare sfiducia nella democrazia nordamericana”. C’è abbastanza sfiducia negli Stati Uniti tra i cittadini verso governo, istituzioni e se stessi senza alcun input straniero che possa fare la minima differenza nel calderone del rancore esistente.

Traduzione di Alessandro Lattanzio