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Russia e India: prospettive per un partenariato strategico

Dmitrij Bokarev, New Eastern Outlook 10.09.2020Per molti decenni, Russia e India hanno condotto una stretta cooperazione tecnico-militare (MTC). Tuttavia, l’aggravarsi delle relazioni della Russia cogli Stati Uniti, anch’essi stretto partner indiano, recentemente rendeva le cose più complicate. Gli Stati Uniti cercano di spingere l’India a ridurre l’interazione con la Russia, ad esempio rifiutandosi di acquistare sistemi missilistici antiaerei S-400. Questa pressione include offerte lucrative che avvertimenti su sanzioni che Washington impone ai Paesi che concludono accordi col complesso militare-industriale russo. Periodicamente, i media riportano che la cooperazione tecnico-militare russo-indiana è già in declino perché la collaborazione cogli USA è più importante per l’India per la crescente minaccia dalla Cina, che si rafforza nella regione indo-pacifica (IPR). La minaccia esiste infatti, come confermato dal conflitto al confine tra India e Cina del maggio 2020, durante cui, secondo i dati disponibili, furono uccisi 20 soldati indiani. Dato che gli Stati Uniti sono anche in rapporti tesi con la Cina e considerando la presenza nella DPI della Marina nordamericana, la cooperazione con Washington è di grande importanza per Nuova Delhi. Tuttavia, non c’è declino nella cooperazione dell’India con la Russia. Inoltre, le parti esprimono grande interesse nel suo sviluppo. L’importanza delle relazioni russo-indiane per entrambe le parti è sottolineata dai contatti regolari tra i due Paesi ai vertici e da altre manifestazioni di reciproca comprensione e buona volontà.
Il 24 giugno 2020, un’unità delle forze armate indiane partecipò a una parata in onore del 75° anniversario della vittoria nella Grande Guerra Patriottica, tenutasi sulla Piazza Rossa a Mosca. Il Ministro della Difesa indiano Rajnath Singh vi partecipò. Il 2 luglio 2020 si ebbe una conversazione telefonica tra il Presidente Vladimir Putin e il Primo ministro Narendra Modi. Quest’ultimo si congratulava con Putin per il successo del voto sugli emendamenti alla Costituzione russa. Putin ringraziò Modi per la partecipazione dei militari indiani alla Parata della Vittoria. I due leader confermarono l’intenzione reciproca dii continuare a rafforzare il partenariato strategico privilegiato e la stretta cooperazione bilaterale e nell’ambito di varie organizzazioni internazionali. All’inizio di settembre 2020, il Ministro della Difesa Rajnath Singh visitava Mosca, incontrando la controparte Sergej Shojgu. Durante l’incontro, Shojgu affermò che India e Russia sono partner negli affari mondiali e sostenitori delle relazioni internazionali multipolari e democratiche, del rigoroso rispetto delle norme legali e del ruolo centrale delle Nazioni Unite. I Ministri della Difesa discussero della cooperazione militare e tecnico-militare russo-indiana e, come durante la conversazione di giugno, i leader dei due Paesi dichiararono il partenariato strategico immensamente privilegiato tra Russia e India, che entrambi gli Stati intendono rafforzare. Secondo i dati disponibili, nell’ottobre 2020 Vladimir Putin intendeva visitare personalmente l’India a capo di una delegazione di alto livello per partecipare al vertice annuale Russia-India. Pertanto, le dichiarazioni dei politici russi e indiani non indicano alcun calo nella cooperazione tecnico-militare dei due Paesi. Sulla situazione reale, è tale che circa il 60% del materiale a disposizione delle forze armate indiane è di origine sovietica o russa, e l’assistenza della Federazione Russa è necessaria almeno per manutenzione, riparazione e modernizzazione. Inoltre, una delle caratteristiche essenziali della moderna cooperazione tecnologica con l’India è la necessità di tenere conto del programma “Make in India”, adottato dal governo Modi poco dopo l’ascesa al potere nel 2014. L’obiettivo del programma è che l’India alla fine abbia propria tecnologia e capacità di produzione per rifornire il Paese di tutti i prodotti high-tech necessari e ridurre al minimo la dipendenza dai fornitori esteri nella massima misura possibile. Secondo “Make in India”, quando l’India stipula un accordo con un altro Stato sul materiale militare, richiede che la produzione dell’equipaggiamento sia localizzata per circa il 75% sul territorio indiano. È improbabile che gli Stati Uniti acconsentano a un simile accordo, sono compassionevoli per i loro diritti. Secondo la versione ufficiale, la violazione dei diritti di proprietà intellettuale nordamericana da parte delle società high-tech cinesi è una delle ragioni principali dell’attuale conflitto USA-Cina. Per molti Stati che apprezzano i propri segreti tecnologici, tali condizioni sono inaccettabili. Tuttavia, la Russia che, come pochi altri paesi, ha qualcosa da nascondere in quest’area, sostiene il “Make in India” e soddisfa le richieste indiane. Ciò è probabilmente dovuto all’elevata fiducia tra i due Paesi in decenni di cooperazione e agli enormi vantaggi economici e politici reciproci che questa cooperazione porta.
Come accennato, l’India ha bisogno dell’assistenza russa per mantenere la funzionalità del suo materiale. Oggi Mosca e Nuova Delhi finalizzano un nuovo accordo intergovernativo universale sulla produzione congiunta in India di quasi tutti i pezzi di ricambio necessari per vari sistemi d’arma come aerei, elicotteri, sistemi di difesa aerea e attrezzature navali. Secondo i dati ufficiali, il valore dei contratti russo-indiani che le parti devono adempiere è di quasi 15 miliardi di dollari. Pertanto, dati ed eventi reali non indicano nemmeno un regresso nella cooperazione tecnico-militare russo-indiana. Inoltre, la partnership dimostra il passaggio dalla sfera delle tecnologie militari a una più ampia collaborazione militare. Così, nel luglio 2020 si seppe che Russia e India lavorano a un accordo che consente l’accesso di navi e aerei militari dei due Paesi agli aeroporti militari e ai porti dell’altro per rifornimento e la manutenzione. Pertanto, entrambi i Paesi potrebbero schierare personale militare sul territorio del Paese partner. In altre parole, si parla di portare la cooperazione militare russo-indiana a un nuovo livello.
Si ritiene che l’India abbia ugualmente bisogno di sviluppare la cooperazione militare sia con Stati Uniti che Russia. Come accennato, gli Stati Uniti, con le loro flotte nel Pacifico e nell’Oceano Indiano e l’esperienza della guerra del Vietnam, possono aiutare l’India in caso di deterioramento delle relazioni con la Cina. Tuttavia, ora la minaccia per l’India non arriva solo dalla Cina. Un altro oppositore dell’India è il vicino occidentale Pakistan. Come con la Cina, l’India ha controversie territoriali e conflitti armati col Pakistan. Durante la tregua, l’India fu ripetutamente attaccata dal territorio pakistano da terroristi legati a gruppi in Afghanistan, al confine col Pakistan. E in questo momento, la minaccia terroristica sull’India si moltiplica a causa del ritiro delle truppe nordamericane dall’Afghanistan. Adesso, avendo perso un potente nemico negli Stati Uniti, i terroristi afgani e pakistani possono concentrarsi sull’India. Sembrerebbe che anche in questo caso l’India possa contare sull’aiuto degli Stati Uniti, che da 19 anni combattono in Afghanistan. Tuttavia, i nordamericani non poterono sconfiggere il terrorismo afghano. Tuttavia, l’esercito russo, che combatté in Afghanistan nel 1979-1989, stabilizzava la situazione della Cecenia e dava un contributo significativo alla sconfitta del gruppo terroristico SIIL (vietato in Russia) in Siria. Per diversi decenni, i soldati russi mantennero pace e sicurezza in Tagikistan e possono essere considerati dei veri esperti nella lotta al terrorismo nella regione con tutte le sue specificità. Va notato che la lotta al terrorismo internazionale è anche un tema essenziale nei negoziati russo-indiani. Quindi, si può concludere che l’India ha bisogno della cooperazione con la Russia tanto quanto cogli Stati Uniti, il che è confermato da azioni e dichiarazioni dei politici indiani. Pertanto, la cooperazione tecnico-militare russo-indiana continuerà a svilupparsi nei prossimi anni e decenni.

Dmitrij Bokarev, osservatore politico, in esclusiva per la rivista online “New Eastern Outlook”.

Traduzione di Alessandro Lattanzio