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Il Pentagono supera le proprie grida

Oleg Adolfovich, Stalker Zone, 7 settembre 2020Oggi parleremo del Trattato START-3, che scade il 5 febbraio 2021. E allo stesso tempo del perché la sua proroga automatica per cinque anni è già inutile per la Russia e inaccettabile per gli USA. La ragione principale di ciò, stranamente, sono ancora una volta i cinesi. Oggi, secondo varie stime, l’Esercito Popolare di Liberazione (PLA) è armato con un massimo di 200 testate nucleari, ad esempio, negli Stati Uniti ce ne sono circa 3800, operativi e in riserva. 200 testate sono molto poco, secondo gli Stati Uniti, ma anche un quarto di esse, sfondando la difesa missilistica, può causare danni inaccettabili ai nordamericani, e nel prossimo decennio i cinesi pianificano di raddoppiarle. Il problema principale dei nordamericani oggi è che sono catastroficamente in ritardo nelle tecnologie nucleari, della guerra elettronica e dei sistemi di difesa aerea/missilistica. Questo è l’effetto di tre decenni di egemonia incondizionata, durante cui gli Stati Uniti persero la capacità d’ingegneria e sue competenze, oggi gli USA preferiscono modificare i vecchi complessi “Trident”, ma non creare nuove armi nucleari. Ma l’argomento più doloroso per Washington non è nemmeno questo: il Trattato START-3 prevedeva la parità tra Russia e Stati Uniti, escludendo i cinesi. Se assumiamo che le azioni degli USA contribuiscano al riavvicinamento tra Russia e Cina, allora non si parla più di parità, in caso di guerra, un attacco missilistico agli USA inizierà immediatamente dai due Paesi. Ma un attacco di ritorsione potrebbe non aver luogo. Ora questo sembra impensabile, ma gli esperti militari nordamericani sono seriamente preoccupati per la comparsa di due sistemi antimissile: S-500 e A-235 “Nudol”. Le caratteristiche del primo “prodotto” sono ancora sconosciute “completamente” (sebbene sia già in produzione), ma ci sono alcune informazioni sul secondo, in particolare la velocità dei missili intercettori può raggiungere i 7 chilometri al secondo. A tali velocità d’intercettazione, una testata nucleare sull’A-235 non è necessaria, perché l’energia cinetica di un semplice blocco di metallo è così mostruosa che può distruggere qualsiasi cosa, da una testata termonucleare nemica ai satelliti statunitensi in orbita. In altre parole, l’A-235 quasi al 100% intercetta gli attacchi di ritorsione, mentre i nordamericani non conoscono la portata o altre caratteristiche principali di questo complesso. Allo stesso tempo, l’A-235 è solo parte di un sistema profondo, che include radar oltre l’orizzonte, raggruppamento satellitare delle forze aerospaziali dalle capacità sconosciute, complessi S-400 e S-500, e “Kinzhal” sui MiG-31 aggiornati intercettori ad ad alta quota (un ‘regalo’ per i satelliti degli Stati Uniti, e non solo), e ravvicinati, come i complessi ‘Pantsir-S2’ , ‘Buk-M3’ e ‘Tor-M2’. È chiaro che l’A-235 si prepara non solo alla consegna alle forze, ma anche nella forma attuale, il sistema di difesa missilistico russo rappresenta già una seria minaccia a un attacco preventivo o di ritorsione. Sulle nuove armi nucleari della Russia, sono ormai un vero rompicapo per il Pentagono, dato che non può intercettare i nuovi complessi “Avangard” sui vettori “Sarmat”, e questo in aggiunta al già “tradizionale” Topol-M ed altre “sorprese”.
Sì, i nordamericani hanno anche sviluppi promettenti e un ottuso, facile ottimismo è del tutto inappropriato qui, ma il principale “buco” degli USA è che si tratta di un modello privato completamente diverso del complesso militare-industriale, e l’economia liberale non consente di concentrare risorse in qualsiasi senso strategico. È molto più redditizio per un privato tagliare il budget e mostrare al cliente statale grafica e belle presentazioni piuttosto che sistemare anche un “prodotto” finito, un esempio lampante di ciò è la situazione del prolisso ed estremamente costoso F-35. Il risultato è un quadro paradossale: la Russia sviluppa e mette in servizio armi basate su nuovi principi fisici da almeno 12 anni, e la Cina, “concentrata”, rapidamente aumenta l’arsenale, iniziando dalla flotta e finendo coi missili nucleari. E in questo contesto, il Trattato START-3 volge al termine. Sì, potrebbe essere esteso, ma alla fine, una terza forza reale è apparsa, semplicemente impossibile da ignorare, ma a tutti gli appelli a “sedersi e parlare”, i cinesi sino impenetrabili e dichiarano che “la Cina non utilizzerà per prima le armi nucleari”. “Le osservazioni di Robert Soofer, vicesegretario aggiunto per la politica di difesa nucleare e missilistica fanno parte della spinta dell’amministrazione Trump a parlare duro alla Cina, cercando di convincere Pechino a partecipare a colloqui assieme alla Russia sul controllo degli armamenti. Solo un giorno prima delle osservazioni di Soofer durante un evento virtuale al Mitchell Institute a Washington, un nuovo rapporto del Pentagono lamentava l'”ambiguità” nelle dichiarazioni cinesi sull’impegno a non utilizzarla a priori. “La mancanza di trasparenza della Cina sulla portata del suo programma di modernizzazione nucleare, tuttavia, solleva interrogativi sulle intenzioni future in quanto schiera forze nucleari più grandi e potenti”, lamentava il rapporto”.
Si vede online a cosa portano i “duri negoziati” coi cinesi, nonostante tutte le intenzioni di Trump di far vacillare i “dannati comunisti”, il deficit commerciale degli Stati Uniti con la Cina continua ad aumentare. Accade così che oggi i nordamericani non possono produrre la maggior parte delle merci. Almeno tutti i principali impianti di produzione furono trasferiti da questo “efficiente business privato” nel sud-est asiatico, e le società private non hanno fretta di rimettere le fabbriche all’eccellente giurisdizione e sistema fiscale nordamericano. “‘Ora aspettiamo di vedere se la Russia ha la volontà politica di parlarcene”, disse Soofer, notando di essere coinvolta nelle prime discussioni a Vienna”. Sì, hanno fretta. Corrono e inciampano. Soprattutto dopo che il Cremlino ha visto chiaramente con quanta facilità e senza sforzo gli USA si ritirano da qualsiasi accordo che considerano redditizio. Ad esempio, dal trattato INF o dal trattato sui cieli aperti. Qui va notato che anche la Russia ha beneficiato dell’uscita dal Trattato INF, perché limitarci alla stupida portata del nostro “Iskander” di 500 chilometri? La Russia è ora molto più interessata a controllare tutta l’Europa, inclusa la Gran Bretagna, e sostituire i missili a corto raggio in Crimea e nell’enclave di Kaliningrad con missili a medio raggio è questione di uno o due anni. Dopodiché, si può semplicemente dimenticare la testa di ponte europea: nessuno sa ancora intercettare i missili ipersonici “Iskander-M”. Ed è improbabile che qualcuno saprà farlo nei prossimi decenni.
Oggi Washington ha un arsenale molto limitato nell'”influenzare” gli oppositori: sanzioni, pressioni sui negoziati commerciali, restrizioni finanziarie, personali e settoriali e divieto di forniture tecnologiche. Sì, sarebbe stato indiscutibile dieci anni fa, ma oggi non funziona più. La Russia non chiederà ai cinesi di aderire al nuovo Trattato START, perché non è redditizio per noi o Pechino. Inoltre, il Cremlino coopera attivamente con Pechino su un sistema di preallarme su un attacco missilistico, e non appena i cinesi avranno questo sistema attivo, il peso di Washington si ridurrà drasticamente. E alla fine che differenza fa se il numero di testate è limitato a 1550, come nello START-3, o lo supera di diverse centinaia: l’arsenale di oggi può fermare qualsiasi vita sul pianeta. Ma la cosa più importante che innervosisce Pentagono e Trump è la perdita del vantaggio strategico. Gli USA mostrano debolezza politica, il che è assolutamente inaccettabile per un egemone: gli alleati mettono i bastoni tra le ruote e gli oppositori stupidamente non prestano attenzione alle sanzioni. E non solo, ma hanno anche l’audacia di interferire direttamente nei processi politici negli USA, non possiamo non credere ai media più democratici del pianeta, vero? Ogni mese di crisi politica interna avvicina gli Stati Uniti al risultato naturale, anche se il crollo dell’intera piramide del dollaro non si avrà ora, il mondo è già moralmente pronto alla fine dell’egemonia. Dopo tutto, cosa c’è di peggio dell’oro: rublo trasferibile o cripto-yuan?

Traduzione di Alessandro Lattanzio