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Dimostrazione di forza alla NATO: le esercitazioni militari bielorusse ai confini occidentali

Military Watch, 30 agosto 2020Tra crescenti tensioni col blocco occidentale e rivolte e proteste filo-occidentali nella capitale Minsk, le Forze Armate bielorusse avviavano importanti esercitazioni militari al confine occidentale del Paese il 28 agosto. L’inizio delle esercitazioni seguiva gli ordini del Presidente Aleksandr Lukashenko d’inviare unità speciali e sistemi di difesa aerea S-300 nella regione di confine e alle unità nell’area di sparare senza preavviso se ingaggiate. Il Ministero della Difesa riferiva sulle esercitazioni: “Un’esercitazione tattica completa con un raggruppamento consolidato di forze è in corso nell’area tattica di Grodno, sotto la direzione del comandante delle truppe del Comando operativo occidentale. Il raggruppamento di forze consolidate comprende unità meccanizzate, corazzate, paracadutisti, di artiglieria e genieri, ed anche squadriglie di velivoli senza pilota e sistemi di guerra elettronica”. Le esercitazioni includevano tiro di qualificazione e manovre a livello di battaglione, con aerei e squadre specializzate per la guerra elettronica che fornivano notevole supporto. Tra le esercitazioni erano incluse anche il tiro reale ed addestramento speciale per la qualificazione.
Il Presidente Lukashenko aveva incaricato il Ministero della Difesa di monitorare da vicino i movimenti delle forze NATO in Polonia e Lituania e di porre le forze in massima allerta sui confini occidentali, sebbene rimanga incerto se sia maggiore il rischio d’intervento occidentale diretto o di assistenza comprese armi dalle potenze occidentali per promuovere un’insurrezione interna. La crescente pressione occidentale sulla Bielorussia portava il governo a rafforzare la cooperazione con la Russia, che formava un’unità di forze della riserva specificamente addestrata per il controllo delle sommosse e sostenere le forze bielorusse nel caso in cui tali rivolte s’intensificassero e divenendo violente. I media russi ripetutamente indicavano che le potenze occidentali avevano sponsorizzato ed organizzato tali rivolte dall’estero per destabilizzare Stati al di fuori della loro sfera d’influenza; l’esempio più notevole di Hong Kong erano i militanti filo-occidentali che bruciavano persone, pugnalavano poliziotti, bombardavano ospedali e centri di quarantena con bombe incendiarie, tra altri gravi crimini. Ci si aspetta che la Bielorussia chieda assistenza russa nel caso in cui i rivoltosi filo-occidentali arrivino a simili violenze, e la Russia dovrebbe aiutare la Bielorussia se dovesse essere minacciata apertamente dalle vicine potenze occidentali.

La Russia costituisce un’unità di riserva per sostenere il governo bielorusso
Military Watch, 30 agosto 2020

Tra rivolte e proteste in Bielorussia e la crescente percezione a Minsk di una minaccia alla sicurezza sia estera, dai vicini Stati membri della NATO, che interna da elementi filo-occidentali, il Paese dell’Europa orientale sempre più cerca di coordinare la risposta col vicino e partner della difesa, la Russia. Su ordine del governo russo veniva creata una nuova unità di riserva per le forze dell’ordine, da inviare in Bielorussia in caso di escalation delle violenze dei rivoltosi. Secondo il Presidente Vladimir Putin, questa unità non verrà utilizzata “a meno che gli estremisti che si nascondono dietro slogan politici non superino certe linee”, vale a dire, a meno che non inizino a “incendiare case, banche, tentare d’impossessarsi di edifici amministrativi”. I media russi ripetutamente accusavano le potenze occidentali di sostenere e istigare rivolte violente per minare i governi al di fuori della loro sfera di influenza. Hong Kong era l’esempio degno di nota, in cui all’inizio della crisi del COVID-19 i rivoltosi filo-occidentali arrivarono a dare fuoco a civili, accoltellare poliziotti, far esplodere bombe negli ospedali e bombe incendiarie nei centri di quarantena. C’era molta preoccupazione sul fatto che, con la Bielorussia relativamente stabile nonostante le notevoli pressioni, i rivoltosi possano essere istigati ad adottare tattiche simili.
La disponibilità di una speciale unità di polizia russa servirà da deterrente all’escalation delle fazioni filo-occidentali in Bielorussia, ma potrà anche essere la chiave per facilitare un rapido giro di vite se tali parti adottassero tattiche provocatorie. La Bielorussia rimane l’unico alleato militare della Russia nel continente europeo e aiutare il Paese a mantenere stabilità ed indipendenza politica dal blocco occidentale è fortemente nell’interesse di Mosca. La Russia ripetutamente cercava di spingere la Bielorussia a far parte di uno Stato riunificato, essendo entrambi parte dell’Unione Sovietica e le loro popolazioni aventi stesse radici etnico-linguistiche. Minsk ripetutamente rifiutava tali proposte ed anche si rifiutò di fornire alla Russia una base aerea. Fu ipotizzato che l’attuale amministrazione in Bielorussia prenderà in considerazione una maggiore integrazione con la Russia, inclusa forse un’unione piena, se lo Stato viene minacciato di collasso. Attualmente, tuttavia, lo slancio delle attività antigovernative in Bielorussia sembra diminuire.

Traduzione di Alessandro Lattanzio