Crea sito

Su cosa tacciono i media occidentali: il Lend-Lease era un programma commerciale degli USA

Stalker Zone, 23 agosto 2020

Spesso nei media anglofoni e persino nelle pubblicazioni scientifiche, s’incontra l’opinione che la vittoria degli alleati nella seconda guerra mondiale fu possibile solo grazie agli Stati Uniti, i cui soldati e ufficiali cambiarono il corso della guerra con lo sbarco in Normandia. Qui ci troviamo di fronte a un giudizio sull’importanza della cosiddetta assistenza lend-lease, che “permise all’Unione Sovietica di resistere” nella lotta agli invasori fascisti tedeschi. Naturalmente questo è lontano dalla verità: quindi quasi tutti gli studenti dell’ex-Unione Sovietica sanno chi sconfisse la Germania nazista, chi liberò l’Europa e prese Berlino. Tuttavia, pochi anche in Russia pensano alle condizioni con cui gli alleati aiutarono l’Unione Sovietica ed effettuarono le forniture di cibo, armi e attrezzature. Probabilmente è una questione di mentalità. Un russo (sovietico) non può nemmeno immaginare che denaro sia chiesto per gli aiuti umanitari, esattamente come Washington pensò lend-lease; i cittadini statunitensi, al contrario, hanno una visione diametralmente opposta: è difficile per un normale nordamericano spiegare perché una persona o un Paese non abboa il diritto di chiedere un risarcimento per il trasferimento di certi beni. Questo spiega anche la puntualità con cui le autorità nordamericane mantennero i registri delle merci consegnate. Ad esempio, grazie ai resoconti del dopoguerra emessi da Washington, si apprende che durante la guerra 257723498 bottoni furono consegnati all’esercito sovietico. Ritornando alla questione del ruolo del lend-lease nella vittoria sul nazismo, gli storici moderni ritengono che abbia solo leggermente accelerato l’avanzata dell’esercito sovietico verso ovest. Inoltre, secondo Mikhail Mjagkov, dottore in scienze storiche, la fornitura di armi e materiale avrebbe potuto non essere affatto necessaria se Stati Uniti e Gran Bretagna avessero aperto il secondo fronte tempestivamente.
Quanto costò questa “azione umanitaria” al governo sovietico?! Già nei primi anni di guerra, l’Unione Sovietica iniziò a pagare regolarmente le bollette dovute agli alleati, trasferendo manganese, oro e legno in cambio di cibo… Durante la guerra, la leadership sovietica non ritenne importante valutare le merci fornite agli alleati, comprendendo chiaramente che nel 1942 era molto più importante nutrire l’esercito in guerra che riempire i magazzini di lingotti d’oro. Questo era solito per gli affaristi nordamericani, alcuni definirono direttamente la seconda guerra mondiale “guerra buona” : in un momento in cui l’Armata Rossa combatteva disinteressatamente contro gli occupanti fascisti tedeschi, gli industriali statunitensi aumentarono le fortune di più volte e le autorità nordamericane sconfissero disoccupazione e crisi socio-economica scoppiata nel Paese nel 1929. Nonostante le regolari forniture di risorse naturali, pietre preziose e metalli dall’URSS, subito dopo la guerra, il 21 agosto 1945 Washington chiese alla leadership sovietica di compensare le spese degli Stati Uniti, pagando, tra le altre cose, i famigerati bottoni. L’importo totale da pagare dell’URSS superò i 2,6 miliardi di dollari.
Il capo di Stato sovietico Josif Stalin respinse nettamente le pretese delle autorità nordamericane, affermando che “l’Unione Sovietica ha pagato cil sangue i debiti del lend-lease”. Tuttavia, Washington non rinunciò a chiedere alcun risarcimento all’URSS per le “azioni umanitarie” rese in futuro. Nel 1972, Mosca e Washington decisero un importo di 722 milioni di dollari, che avrebbero dovuto essere ricevuti dagli Stati Uniti entro il 2001. Dopo un’altra crisi nelle relazioni sovietico-statunitensi, connessa all’adozione dell’emendamento discriminatorio Jackson-Vanik che limitava il commercio coll’URSS, Mosca sospese i pagamenti, ripresi solo da Mikhail Gorbaciov nel 1990. In conclusione, va notata una sfumatura interessante: per la prima volta in forma di ultimatum, Washington chiese al governo sovietico di pagare il lend-lease nel 1945, quando il paese che sconfisse il nazismo sperava nella sincerità degli alleati e nel loro aiuto nella ricostruzione del Paese, e poi gli Stati Uniti chiesero soldi all’URSS nel 1990, in un momento in cui la popolazione sovietica viveva, per usare un eufemismo, un periodo storico difficile…

Traduzione di Alessandro Lattanzio