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Stalin a Kurchatov: “Chiedi tutto ciò che ti serve. Dacci solo la Bomba”

Aleksandr Gamov, Russkij Mir 20.08.202075 anni fa, gli Stati Uniti fecero esplodere armi nucleari sulle città giapponesi di Hiroshima e Nagasaki, e quattro anni dopo l’Unione Sovietica ottenne le armi atomiche. 75 anni fa ebbe luogo l’azione militare più orrenda e distruttiva nella storia dell’umanità (qualcuno potrebbe dire: un crimine, e avranno ragione a modo loro). Gli Stati Uniti sganciarono bombe nucleari sulle città giapponesi di Hiroshima e Nagasaki. Cosa c’era dietro e perché la leadership dell’URSS credeva che fosse l’Unione Sovietica a cui l’attacco era principalmente volo, piuttosto che il Giappone? Queste domande erano tra quelle affrontate nell’ambito del progetto Beginning of the Atomic Era di Vjacheslav Nikonov, nipote del Commissario del Popolo di Stalin Vjacheslav Molotov, e politico, storico e deputato della Duma di Stato. Ha condiviso con noi le sue note.
– Era il giugno 1945 quando Truman (Presidente degli USA) decise di usare la bomba nucleare contro il Giappone non appena sarebbe stata completata. Si aspettava di raggiungere diversi obiettivi contemporaneamente, tra cui evitare una situazione in cui il ruolo dell’URSS nella sconfitta del Giappone fosse abbastanza grande da consentire a Mosca di rivendicare uno status speciale in Cina e Giappone. I servizi segreti svolsero un lavoro eccellente, quindi Mosca sapeva molto del programma nucleare statunitense. Tuttavia, l’Unione Sovietica rimase indietro rispetto agli USA nello sviluppo di armi nucleari.

Perché Truman non si affrettò con Mosca
… La bomba atomica nordamericana doveva essere testata a metà luglio 1945; tuttavia, il test poteva fallire. In tal caso, Truman “mantenne” l’accordo con Stalin sull’URSS per entrare in guerra col Giappone. Sebbene non avesse fretta che Stalin procedesse. Il 2 luglio, Henry Stimson, segretario alla Guerra degli Stati Uniti, propose a Truman un progetto di discorso post-atomico al popolo, discussero su quale città giapponese dovesse essere bombardata per prima. I potenziali obiettivi erano già stati scelti dai generali, tra cui l’antica capitale giapponese Kyoto come obiettivo più promettente, seguito da Hiroshima, Yokohama e Kokura. Kyoto fu favorita per il primissimo attacco perché era il centro spirituale del Giappone, e la sua distruzione sarebbe stata piuttosto traumatizzante per i giapponesi. Ma quando Stimpson se ne accorse, ne rimase scioccato. Il segretario alla Guerra era stato a Kyoto e la città gli aveva fatto una grande impressione per la sua sofisticata maestà. Quindi fu Stimson a salvare Kyoto obiettando subito: Questa città non va bombardata. Così Hiroshima fu scelta per il primo vero attacco. Truman approvò.

L’aereo non fu intercettato per ragioni economiche
La prima bomba chiamata “Little Boy” fu consegnata all’isola, occupata dagli Stati Uniti, di Tinian (Isole Marianne) da un incrociatore. La seconda bomba chiamata “Fat Man” fu montata su un aereo. George Marshall, il capo di Stato Maggiore dell’esercito, firmò l’ordine di sganciare la prima bomba nucleare “non appena il tempo lo permetterà… dopo il 3 agosto 1945”. Il tempo divenne favorevole solo il 6 agosto. Dopo mezzanotte, al colonnello Tibbets, sull’aeroporto di Tinian, fu ordinato di sganciare Little Boy sul centro di Hiroshima. In caso di maltempo, obiettivi alternativi erano Kokura e Nagasaki. Il bombardiere B-29 era accompagnato da 6 aerei da ricognizione. Alle 7 del mattino, i radar giapponesi identificarono l’aereo in avvicinamento. L’allarme dell’attacco aereo fu annunciato a Hiroshima. Ma il comando della difesa aerea giunse alla conclusione che, poiché erano solo pochi aerei, molto probabilmente erano stati inviati per ricognizione. Quindi, i giapponesi decisero di astenersi dal decollo e persino di usare l’artiglieria della difesa aerea contro tali forze minori, per risparmiare carburante e munizioni scarseggianti. Tibbets portò il suo bombardiere sul bersaglio e alle 8:15 Little Boy dalla potenza di 13 kilotoni di TNT, fu sganciata da un’altezza di 9 chilometri sul centro di Hiroshima, su uomini, donne e bambini…

200000 morti: un “immenso successo”
Tutto fu polverizzato entro un raggio di 500 metri. Tutto bruciato entro un raggio di 2 chilometri. Il 90% delle persone entro tale circolo mortale morì in un minuto. La loro pelle ed organi interni esplosero per il calore. Il fungo atomico radioattivo fu alto 12 chilometri. Una tempesta di fuoco spazzò la città, uccidendo i sopravvissuti… Non ci sono dati precisi sul numero di morti a Hiroshima, anche se in seguito il Giappone parlò di 200000, compresi i morti per radiazione. Truman ricevette un messaggio in codice sul bombardamento mentre pranzava sulla nave in viaggio di ritorno dalla Conferenza di Potsdam. Nelle sue memorie, scrisse: “Stavo pranzando quando il capitano Graham mi portò un messaggio: “Grande bomba sganciata… I primi rapporti indicano un completo successo ancora più evidente dei test precedenti”. Fui molto commosso. Chiamai i giornalisti a bordo e gli parlai del lungo lavoro di sviluppo dietro questo attacco riuscito”.

Bombardamento n. 2
Il secondo bombardamento nucleare fu condotto 2 giorni prima del previsto. Perché l’URSS doveva entrare in guerra col Giappone e Truman non voleva che Mosca rivendicasse il ruolo di vincitore. Alle 3 del mattino del 9 agosto, il maggiore Sweeney decollò da Tinian col Fat Man a bordo. L’obiettivo era Kokura. Ma quando si avvicinò, la città era completamente coperta dalle nuvole. Lo stesso Truman scrisse di come Nagasaki fu bombardata: “L’aereo sorvolò Kokura tre volte, ma non era visibile. Ed essendo a corto di carburante, si diresse su Nagasaki, obiettivo alternativo. Un vuoto tra le nuvole diede una possibilità e Nagasaki fu bombardata con successo. Era la nostra seconda proiezione di potenza, che mandò Tokyo nel panico, e il mattino successivo portò le prime prove che il Giappone era pronto ad arrendersi”. Quelle stesse nuvole nel cielo di Nagasaki erano sopra lo stadio. Sweeney lo raggiunse e tirò la maniglia di sgancio della bomba. L’esplosione avvenne alle 11.02. La sua potenza fu 21000 tonnellate di TNT, cioè più potente dell’esplosione su Hiroshima. Tuttavia, ci fu meno distruzione: l’area interessata non era densamente popolata. Il bilancio delle vittime fu stimato tra 60000 e 80000 persone.

L’uso di armi nucleari contro il Giappone fu un espediente militare o politico?
Fino alla morte, il Commissario del Popolo per gli Affari Esteri dell’URSS Molotov era convinto che fosse l’Unione Sovietica cui quelle bombe erano puntate piuttosto che il Giappone. Credeva che gli Stati Uniti non fossero guidati dalla logica bellica, ma dall’intenzione di intimidire l’URSS e ottenerne concessioni.

Intanto a Mosca: “L’ambiente sembrava nel panico”
L’Unione Sovietica rimase indietro rispetto agli Stati Uniti nel programma nucleare, perché richiese fondi paragonabili alle spese per la difesa del Paese. L’URSS semplicemente non aveva tali fondi mentre combatteva la guerra contro la Germania. Era l’agosto 1945, subito dopo Hiroshima e Nagasaki, quando il programma nucleare sovietico vide cambiamenti significativi. Il Cremlino capì che gli Stati Uniti non avrebbero esitato a usare le armi nucleari contro l’URSS. Stalin decise di incoraggiare lo sviluppo di armi atomiche sovietiche, già in corso sotto la supervisione di Kurchatov. Stalin tenne una serie di riunioni, principalmente alla dacia di Kuntsevo. Secondo Igor Golovin, che divenne il primo vice di Kurchatov, “l’ambiente sembrava in pieno panico. Ad agosto, Kurchatov e i fisici della sua squadra, come Khariton, Kikoin e Artsimovich, dovettero affrontare diversi incontri top-secret al Cremlino, nella Lubjanka (la sede del Servizio di sicurezza federale) e al Ministero della Difesa. Ministri, generali, leader del Paese e dell’industria militare cercarono di capire di termini di cui prima non si preoccupavano: nucleo atomico, neutroni, massa critica e che improvvisamente si rivelarono tanto importanti”. Ad agosto si svolse un incontro tra Kurchatov e Stalin (non fu documentato, ma testimoniato da Anatolij Aleksandrov, un accademico). Il segretario generale disse a Kurchatov che non aveva richiesto abbastanza per accelerare i lavori. Il fisico rispose:
– Ci sono state enormi distruzioni, così tante persone sono morte. Il Paese mantiene razioni esigue, c’è scarsità di tutto…
Stalin rispose con asprezza:
– Se il bambino non piange, la madre non capisce di cosa ha bisogno. Chiedi tutto ciò di cui hai bisogno. Non ci saranno rifiuti. Forniscici solo la bomba…
Così, il 20 agosto 1945, Stalin firmò il decreto che istituiva il Comitato speciale sulla bomba atomica sotto la presidenza di Lavrentij Beriia. Fu così costituita una nuova istituzione per la gestione del programma nucleare dotata di poteri straordinari. Gli ordini del Comitato speciale dovevano essere eseguiti in via prioritaria e pagati dalla Banca di Stato “al costo effettivo”, senza presentare stime e calcoli. Fu il primo programma del dopoguerra che richiese la piena mobilitazione di tutte le risorse del Paese. Tutte le stazioni dell’intelligence furono assegnate ai lavori sulle questioni nucleari. E a settembre arrivarono descrizioni dettagliate del progetto della bomba atomica. La maggior parte degli scienziati nucleari tedeschi internati in URSS fu assegnata a due istituti sulle coste del Mar Nero. Una commissione speciale fu inviata in Asia centrale per accelerare l’estrazione del minerale di uranio. Di conseguenza, l’Unione Sovietica ricevette l’arma atomica nel 1949. I piani per l’attacco nucleare all’URSS, che gli Stati Uniti avevano sviluppato dall’autunno 1945, furono rinviati.

Traduzione di Alessandro Lattanzio