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Minsk affronta sfide nazionali e geopolitiche

Global Times, 24/8/2020

Il Presidente bielorusso Aleksandr Lukashenko affronta la sfida più dura nei suoi 26 anni al potere. Le forze di opposizione, che l’accusavano di aver vinto le elezioni presidenziali con la frode, ottenevano il sostegno di una parte dell’opinione pubblica nella capitale della Bielorussia, Minsk. Le manifestazioni anti-governative raggiungevano dimensioni che avrebbero impatto sulla stabilità del Paese. Lukashenko sorvolando i manifestanti arrivava alla residenza di Minsk in elicottero, indossando un giubbotto antiproiettile ed impugnando un fucile. Tali immagini rafforzavano l’impressione delle tensioni in Bielorussia. Lukashenko fu eletto presidente per il sesto mandato due settimane fa con l’80,23 per cento dei voti. Il risultato fu immediatamente messo in dubbio dall’opposizione, e la Bielorussia cadeva in turbolenze mai viste da quando è salito al potere. Un caso simile, coll’opposizione che si rifiuta di accettare la sconfitta dopo le elezioni, fu organizzato in Ucraina, Paese vicino alla Bielorussia, divenuta “rivoluzione colorata”. Dove va la Bielorussia? Ciò attirava l’attenzione dei Paesi vicini, nonché delle maggiori potenze. I Paesi occidentali sperano che l’opposizione bielorussa possa rovesciare Lukashenko. Gli Stati Uniti imposero sanzioni alla Bielorussia, perché a parte l’antagonismo ideologico, Minsk e Mosca sono alleate. Per le forze occidentali, come gli Stati Uniti, abbattere Lukashenko sarebbe un duro colpo per la Russia. La Bielorussia è l’ultimo scudo della Russia. L’ottanta per cento della popolazione bielorussa è ortodossa russa. A differenza dell’Ucraina,… l’influenza della Russia può mantenersi meglio in Bielorussia resistendo alla sovversione occidentale.
Il caos in Bielorussia fu causato da complicati fattori interni ed esteri. Alla fine, appare segnato dai giochi di grandi potenze, quasi un modello per gli affari delicati nell’Europa centrale e orientale. La storia europea dimostra che una volta che un piccolo Paese è il fulcro di grandi lotte di potere, se l’opinione interne è gravemente divisa, il Paese di solito finisce in una tragedia. Ucraina, Bosnia-Erzegovina ne sono esempi tipici. Bielorussia e Russia hanno solidi legami storici con stretti legami per lingua e cultura. Dopo lo scioglimento dell’Unione Sovietica, i due formarono lo Stato dell’Unione nel 1997. Il percorso politico della Bielorussia una volta era chiaro. Ma dopo che gli ex-membri del Trattato di Varsavia e i Paesi baltici aderirono alla NATO, la Bielorussia diventava il nuovo fronte dei giochi da grandi potenze. Quando l’occidente, guidato dagli Stati Uniti, restringe lo spazio strategico della Russia, l’attenzione passa alla Bielorussia. Se la Bielorussia non raggiunge compromessi sulle questioni politiche interne, risolvendo la crisi da sola e le divisioni politiche s’intensificano, molto probabilmente diverrà un campo di battaglia tra occidente e Russia.
Supponendo che la posizione filo-russa non domini il Paese, è meno probabile che una posizione filo-occidentale si consolidi. Sarà difficile far sì che la stragrande maggioranza dei bielorussi odi la Russia ed aiuti l’occidente a scacciare la Russia. La situazione in Bielorussia mostra che il sistema di valori occidentale ancora attrae, che può penetrare nelle società non occidentali, ed è difficile ai piccoli Paesi resistervi. È molto difficile per i Paesi non occidentali esplorare un percorso di sviluppo in modo indipendente, perché l’opinione pubblica occidentale non lo supporto ed acuisce le controversie politiche interne in quei Paesi. Tale esplorazione è anche lontana dal formare una tendenza e spesso può essere considerata navigazione controcorrente. L’Ucraina è il Paese paragonabile alla Bielorussia tra gli ex-aderenti all’Unione Sovietica. Entrambe furono repubbliche relativamente sviluppate all’epoca e l’Ucraina era persino più potente della Bielorussia. L’Ucraina è uno dei primi Paesi della Comunità degli Stati indipendenti ad aver subito la rivoluzione colorata. Ora, il PIL pro capite è solo la metà di quella della Bielorussia. Ciò significa che indipendentemente dalla via intrapresa da Paesi come Bielorussia ed Ucraina, gli sarà difficile avanzare. Non sono ancora completamente sfuggiti ai postumi della disintegrazione dell’Unione Sovietica.

Traduzione di Alessandro Lattanzio