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La discreta ed ingegnosa operazione speciale di Putin in Bielorussia

Stalker Zone, 21 agosto 2020

Non riesco ancora ad abituarmi al fatto che quando la Russia deve affrontare gravi minacce, e Putin tace, significa che c’è un’altra operazione speciale, di cui apprenderemo solo dopo, quando il rumore delle informazioni si attenuerà. Non c’è da stupirsi che Trump abbia recentemente definito Putin un geniale giocatore di scacchi geopolitico. Ricordiamo la cronologia degli eventi in Bielorussia.
1) Lukashenko cerca di rallentare lo sviluppo delle relazioni dell’Unione con la Russia e cerca di sedersi su due sedie, flirtando coll’occidente e spremendo nuovi sussidi da ogni parte.
2) Nel suo solito modo, cerca di ripulire il campo politico prima delle elezioni. Allo stesso tempo, Mosca vede l’imminente rivoluzione dopo le elezioni e l’attività dei servizi segreti occidentali. Tutto è primitivo, secondo la metodologia di Gene Sharp.
3) La Bielorussia affronta le peggiori proteste nella storia del Paese e i subordinati di Lukashenko passano sempre più all’opposizione.
4) Il governo inizia a perdere il controllo sui principali mezzi di governo. Anche i giornalisti che avevano servito il governo per anni lo lasciano.
5) Stati Uniti ed UE impongono sanzioni alla Bielorussia e ai rappresentanti del governo.
In soli tre giorni, l’opposizione scuoteva la gente a tal punto che circa il 10% della popolazione protestava, decine di grandi industrie fermavano il lavoro, la “sedia” occidentale, già riscaldata da Lukashenko, fu eliminata dagli stessi “partner” occidentali imponendo sanzioni e non riconoscendo i risultati delle elezioni. L’opposizione faceva pressioni sul settore bancario, invitando a ritirare denaro dai depositi e scambiarlo in dollari, il che causava la caduta del rublo bielorusso e il costo del prestito saliva all’enorme 11%, mentre le obbligazioni non venivano più acquistate. Da questo momento le autorità non sanno cosa fare e cercano semplicemente di spegnere il fuoco e di giustificarsi, senza saper fermare le provocazioni. Lukashenko è confuso e non sa cosa dire e i suoi subordinati ne vedono la debolezza iniziando a sostenere l’opposizione. La Russia, nel frattempo, afferma che ci sono segni di interferenze estere, ma questa è una questione interna della Bielorussia e non interferiremo.

Inizio dell’operazione speciale
Solo pochi giorni dopo, Lukashenko chiamava Putin e, dopo si disse sorpreso quanto bene la Russia comprendesse la situazione. Non si sa di cosa parlassero, ma un’ora e mezza dopo due aerei decollarono per Minsk, con altri funzionari a bordo. Quindi per tutta la settimana nuovi aerei, sia del FSB che ordinari, arrivavano in Bielorussia. L’azione attiva iniziava a sopprimere gli stati d’animo della protesta. Si accende internet, si rilasciano i detenuti, appaiono nuovi giornalisti in TV (principalmente dalla Russia, come si seppe in seguito), si raccolgono migliaia di manifestazioni a sostegno di Lukashenko, anche di persone di buona volontà, Lukashenko visitava le fabbriche in sciopero. Si lavora su tutti i fronti per estromettere l’opposizione dallo spazio dell’informazione e per smascherarne i capi. Piuttosto, il governo gli permette di screditarsi cercando di pubblicare un programma di cambiamenti identici alle riforme ucraine:
– Divieto di lingua russa;
– Decomunistizzazione;
– Movimento verso l’UE;
– Privatizzazione;
E così via. Si comprende il significato del programma. Inizia ad essere analizzato dai media e ora l’opposizione inizia a giustificarsi e a rimuoverlo frettolosamente dai loro siti, dicendo che tutto questo è una bugia e non l’hanno mai proposto. Le proteste iniziavano a sgonfiarsi e i canali Telegram dell’opposizione dicono che ciò non è vero e la gente è solo stanca o il tempo è brutto e il governo si arrende. Il fatto più ovvio dell’intervento russo fu il consiglio di premiare i militari per l’eccellente servizio, rendendo chiaro che non avrebbero abbandonato i militari, perché temevano le rappresaglie e molti pensavano che sarebbero stati dati in pasto per placare le proteste. Molti quindi iniziarono a schierarsi coi manifestanti, perché l’opposizione ne pubblicava i dati loro e delle famiglie, ed erano preoccupati per la propria sicurezza.
C’erano anche adesivi su Telegram a favore di Lukashenko.Di conseguenza
Putin aspettò che Lukashenko perdersse il sostegno dell’occidente e non avesse altre opzioni se non sviluppare l’Unione Statale. E ora Lukashenko, invece di scusarsi, si sente di nuovo sicuro, ma i politici russi hanno una salda presa su di lui, perché ora è il momento migliore per concludere accordi mentre la sua posizione è debole, e lo stesso presidente bielorusso dichiara che le relazioni dell’Unione sono buone e corrette. Insieme alle bandiere bielorusse, ora appaiono bandiere russe e in TV vengono riprodotte notizie positive sulla Russia, non il contrario (questo è importante per preparare il popolo al riavvicinamento). Le proteste si esaurivano in pochi giorni di lavoro dell’intelligence russa.

Traduzione di Alessandro Lattanzio