Crea sito

È dura far rivivere l’impero ottomano oggi

George Ades E-News

Vedo presenza e coinvolgimento militare turca nella regione del Mediterraneo orientale e oltre. Quello che non riesco a vedere, è dove l’esercito turco vinca.
In Siria? Ogni volta che i turchi decidono di essere avventurosi, finiscono per essere umiliati dovendo implorare il governo di Damasco di consentire agli elicotteri turchi di evacuare i turchi morti e feriti. Tanto per “prendere” Damasco!
In Libia? Per quanto cerchino di nasconderlo al popolo turco, arrestando e incarcerando giornalisti per tradimento quando rivelano le loro perdite, resta il fatto che i sistemi di difesa aerea turchi non resistono 5 minuti, distrutti dagli stessi aerei da cui dovrebbero difendersi. La notizia è che esauriscono i terroristi siriani da arruolare e attualmente reclutano somali pagati dal Qatar e coll’ulteriore promessa della cittadinanza qatariota… se sopravvivono. L’ultimatum di 10 giorni emesso da Erdogan al LNA di consegnare Sirte e al Jufra senza combattere, è scaduto (da tempo) senza alcuna azione delle forze terroristiche guidate dalla Turchia e delle forze fedeli al regime islamista di Tripoli. L’aviazione del LNA ha imposto di fatto una “no-fly zone” ai tanto pubblicizzati droni turchi che avrebbero dovuto fare la differenza.
In Grecia? Dopo il fiasco di cercare di spingere migliaia di migranti illegali oltre il confine greco nel tipico tentativo turco di “guerra ibrida”, mossa contrastata da guardie di frontiera, polizia e agricoltori greci, la frustrazione di Ankara è cresciuta. Tali migliaia di migranti musulmani volarono in Turchia con voli speciali della Turkish Airlines, dall’Africa e dall’Asia centrale, per tale azione che non ha avuto successo! Sullo “scacco matto” di Erdogan firmando un memorandum illegale col regime islamista di Tripoli secondo cui le acque territoriali greche sarebbero state divise tra essi, fu distrutta quando Atene firmò un accordo conforme al diritto marittimo internazionale con Cairo che tagliava le ambizioni di Ankara sulle isole greche. Ora c’è la “passeggiata” delle navi turche in acque internazionali, ma nella ZEE greca, fingendo di condurre una ricerca di risorse naturali al fine di istigare una risposta militare dalle forze armate elleniche, che la Turchia possa usare come “punto di crisi” per imporre “negoziati” alle proprie condizioni. Atene non abboccava e la Marina ellenica col minimo sforzo, circondava quella turca e “non istigando il nemico mentre commette un errore”.
In Iraq? Dopo il bombardamento dei villaggi curdi causando la morte di civili (donne e bambini), le forze (molto) speciali della Turchia erano bloccate sul terreno montagnoso impegnate a tenere la testa bassa per non perderle per mano dei cecchini curdi che conoscono la (loro) terra. Con una dimostrazione di incompetenza militare turca, due giorni fa i turchi uccisero per errore due alti ufficiali iracheni, cosa che non gradita da Baghdad che ora chiedeva l’immediato ritiro delle truppe turche dal suo territorio.
In Azerbaigian? Dopo aver dato grande spettacolo inviando F-16 turchi sul confine azerbaigiano-armeno in “solidarietà” coi “fratelli” azeri, tali uccelli dovettero tornare di nascosto in Turchia quando gli armeni semplicemente dichiararono di aver attivato i sistemi da difesa aerea S-300.
È dura far rivivere l’impero ottomano oggi.

Traduzione di Alessandro Lattanzio