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Gli USA consegnarono 150 navi da guerra all’URSS per l’invasione del Giappone

Morgan Deane, War History Online 17 novembre 2018

Tra la fine del 1944 e l’inizio del 1945, la sconfitta della Germania nazista sembrava imminente e l’attenzione degli alleati si spostò ad est. URSS e Giappone avevano combattuto una guerra sanguinosa e non dichiarata a Khalkhin-Gol nel 1939. Nel 1941 si erano assicurati una tregua che consentisse a entrambe le potenze di concentrare l’attenzione altrove. Ma mantennero ancora forze significative nell’area. Stalin e lo Stato Maggiore sovietico volevano disperatamente trasferire più forze durante il periodo critico 1941-42, e fu solo nel 1944 che le forze giapponesi nell’area assunsero una posizione difensiva. Alla fine del 1944, il Giappone aveva ancora circa mezzo milione di soldati in Cina e condusse l’operazione Ichi-Go. Questo era di dimensioni paragonabili all’invasione tedesca dell’Unione Sovietica, un tentativo di consolidare posizioni in Cina e assicurarsi le linee di rifornimento tanto necessarie. La fanatica resistenza della Germania e le incredibili perdite nella battaglia di Okinawa convinsero gli alleati occidentali che avevano bisogno dell’aiuto sovietico. Alle conferenze di Jalta e Potsdam, si assicurarono il sostegno sovietico nella promessa invasione dei territori giapponesi dell’Estremo Oriente che Stalin mantenne fino al giorno d’oggi.
I sovietici svolsero alcune piccole operazioni navali contro la Germania nella penisola di Crimea e altrove, ma non avevano l’esperienza degli alleati acquisita saltando da un’isola all’altra nel Pacifico e invadendo la Normandia. Quindi erano a corto di uomini e materiale per intraprendere invasioni anfibie. Alla fine, fu approvato un trasferimento di 180 navi in ciò che i nordamericani chiamarono Project Hula. Le più potenti erano trenta pattugliatori classe Tacoma da 1415 tonnellate ottimizzate per operazioni antisom, con tre cannoni da 76,2 mm e cannoni antiaerei e lanciacariche di profondità. Questi furono integrati da 34 dragamine classe Admirable armati in modo simile, e dislocavano meno della metà. C’erano anche 92 cacciasommergibili e motosiluranti con scafo in legno, nonché quattro enormi officine galleggianti per le riparazioni in mare. Tuttavia, la donazione più importante consisteva in 30 navi da sbarco per fanteria, dotate di rampe che potevano scaricare oltre 200 soldati sulla testa di ponte.
La delegazione sovietica giunse in un remoto campo dell’Alaska a marzo e le navi iniziarono il trasferimento ad aprile. Migliaia di marinai arrivarono per addestrarsi sulle navi. Le barriere linguistiche erano particolarmente impegnative data la complessa tecnologia radar e manuali furono rapidamente ritradotti. Il 31 luglio oltre 100 navi erano state trasferite. Solo otto giorni dopo le forze sovietiche attraversarono la Manciuria. Dopo la sconfitta della Germania nazista, i sovietici affinarono le operazioni e alcuni elementi d’attacco avanzarono di oltre 450 km in tre giorni. Altri affrontarono maggiore resistenza giapponese, ma usarono manovre intelligenti per sconfiggerla. Inoltre, quando i subordinati dimostrarono un’iniziativa impressionante, stordirono un nemico che si aspettava goffi attacchi sovietici.
L’11 agosto i sovietici utilizzato le navi di nuova acquisizione per attaccare le isole Sakhalin e Curili. Il 4 settembre la guerra finì e i sovietici iniziarono il piuttosto lungo processo di trasferimento delle navi agli USA, che la Guerra Fredda rese teso e difficile. Quando la maggior parte di esse fu restituita, erano in uno stato così pessimo che la Marina degli USA li affondò immediatamente o li rivendette ai sovietici per rottamarle. La guerra fredda spesso oscura i contributi sovietici e nordamericani e porta a interpretazioni molto diverse delle azioni sovietiche. Mentre i sovietici presero una quantità significativa di bottino in Manciuria e in Estremo Oriente, comprese linee ferroviarie, industria pesante e isole nel Pacifico, furono fedeli alla parola e iniziarono la guerra al Giappone che gli alleati volevano. Lo fecero nonostante le enormi difficoltà logistiche nel spostare segretamente 90 divisioni utilizzando la sola linea ferroviaria transiberiana dopo essere sopravvissuti a malapena a quattro anni di lotta vitale contro la Germania. Ma anche ebbero aiuto significativo dagli alleati sotto forma di Lend Lease e 150 navi militari prestate.

Traduzione di Alessandro Lattanzio