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“America First” contro “China First”

Yu Jincui, Global Times, 12/8/2020Mentre le prospettive di cooperazione internazionale diminuiscono grazie all’animosità del presidente degli Stati Uniti Donald Trump verso il multilateralismo e al rifiuto delle responsabilità internazionali sotto gli slogan “America First” e “Make America Great Again”, viene sollevata una domanda ipotetica: cosa succederà se la Cina adotta slogan come “China First” e “Make China Great Again”? Tutti i Paesi perseguono i propri interessi nazionali e vogliono essere grandi. Questa è la base della continuità culturale. Tutti i cittadini di ogni Paese hanno la loro nazione nel profondo del cuore. Supportano le politiche che danno priorità allo sviluppo del proprio Paese. La Cina non fa eccezione. Ha continuato a promuovere lo sviluppo per migliorare i propri cittadini. La differenza è: rendere grande l’America avviene coll’approccio egoistico “America First” che calpesta gli interessi di altri Paesi. La Cina invece persegue un approccio vantaggioso per tutti ed esplora la convivenza con società diverse. Date un’occhiata a ciò che gli Stati Uniti fanno attenendosi alla dottrina America First. Lanciano guerre commerciali con le principali economie del mondo, tra cui Cina ed Europa, affermando che la Cina e altri partner commerciali hanno da tempo approfittato degli Stati Uniti. Washington si ritira uno dopo l’altro dai meccanismi e patti multilaterali internazionali. Ciò causa caos senza precedenti all’ordine internazionale. Gli Stati Uniti minacciano gli alleati di aumentare le spese militari per proteggere gli Stati Uniti. Nella pandemia di coronavirus, bloccavano invi e prevaricato su altri Paesi, per lo più alleati, nel mercato globale sempre più teso dei dispositivi di protezione del coronavirus, accusati così di pirateria moderna.
L’approccio “America First” che Trump ha adottato per il “Make America Great Again” riflette infatti l’egoismo inedito degli Stati Uniti. Fondamentalmente si traduce in: “Non ci preoccupiamo degli altri o di ciò che accade finché siamo bravi”. È irrimediabilmente legato a un mix di unilateralismo, bullismo e ricatto, contro cui la Cina si è da tempo opposta e contro cui invitava la comunità internazionale a combattere. La Cina non cercherà mai lo sviluppo del Paese con un approccio egoistico di tipo nordamericano. La Cina ha trovato la via adatta a realizzare lo sviluppo. Insistendo sulla via del socialismo con caratteristiche cinesi, ha costantemente approfondito le riforme e l’apertura per aderire a un’ascesa pacifica. La Cina ha raggiunto uno sviluppo notevole. Una ragione importante del successo della Cina può essere attribuita al modo con cui ha integrato lo sviluppo con la cooperazione internazionale. La Cina cerca risultati vantaggiosi per tutti nella realizzazione del proprio sviluppo. Il processo di sviluppo della Cina è di profonda integrazione col mondo massimizzando i benefici per la comunità internazionale. Ha interagito a livello globale con la Belt and Road Initiative proposta dalla Cina. Questo attirava oltre 100 Paesi. Sotto l’iniziativa, la cooperazione ha trasceso le differenze dei sistemi politici e ideologico.
Washington ha confezionato il suo orientamento “America First” come tentativo di far prosperare la libertà e la democrazia mentre diffamava gli sforzi della Cina per far beneficiare la cooperazione globale come assertiva. Tuttavia, “America First” non riesce a far tornare grandi gli Stati Uniti, profondamente impantanati nel coronavirus e in profondi problemi economici. Il loro unilateralismo fu denunciato da molti Paesi e regioni nel mondo mentre gli alleati si allontanano gradualmente da essi. Sempre più Paesi vedranno e condanneranno la natura egoista e unilaterale della dottrina “America First” e sosterranno le opinioni della Cina sulla cooperazione vantaggiosa per tutti.
Non è sbagliato che gli Stati Uniti facciano slogan come “America First” e “Make America Great Again”. Quello che non va sono i mezzi adottati per realizzare tali obiettivi. “Make America Great Again” non può essere un one-man show. Non può essere separato dalle interazioni cooperative col mondo.

Traduzione di Alessandro Lattanzio