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Il joker cino-iraniano nella partita contro gli Stati Uniti

Vladimir Platov, New Eastern Outlook 09.08.2020Le recenti sanzioni e la politica isolazionista della Casa Bianca nei confronti di Cina ed Iran, dichiarandoli avversari degli Stati Uniti, hanno dato direttamente impulso alle contromosse di questi Paesi con la politica di Washington. A tal riguardo, la preparazione annunciata dall’Iran a luglio per la conclusione di un Patto strategico bilaterale tra Teheran e Pechino, che prevede una vasta gamma di progetti comuni senza precedenti, per un periodo di 25 anni, è un esempio non solo di rafforzamento della cooperazione strategica tra i due Paesi, ma anche del confronto congiunto cogli Stati Uniti. La Cina è attualmente il principale partner economico dell’Iran. Le risorse energetiche e la crescente domanda di forniture energetiche della Cina costituiscono le basi del partenariato economico tra Iran e Cina. Il 2016 si è rivelato l’anno chiave nello sviluppo delle relazioni iraniane-cinesi dopo la visita di Xi Jinping, Presidente della Repubblica popolare cinese, a Teheran, primo leader mondiale a visitare l’Iran dopo la revoca delle sanzioni occidentali. Durante questa visita furono firmati 17 accordi, di particolare rilievo è l’accordo sulla partnership strategica globale e l’annesso Programma di 25 anni per lo sviluppo delle relazioni e l’espansione del commercio, principalmente volto ad aumentare il fatturato commerciale da 35 a 600 miliardi di dollari in dieci anni. Fu grazie agli investimenti cinesi che l’Iran è riuscito a resistere alle sanzioni occidentali e svilupparsi dalle limitate capacità. L’Iran considera la Cina potenziale alleato nella guerra delle sanzioni imposta dagli Stati Uniti, nonché forte partner economico, importante fornitore di investimenti e tecnologia necessari per lo sviluppo economico e la modernizzazione. L’incapacità dell’Iran di raggiungere obiettivi strategici nella regione con la cooperazione con altri importanti partner, in particolare India e Brasile, ha fatto di Pechino il partner strategico ideale per Teheran. Allo stesso tempo, Teheran riteneva che gli interessi indiani siano troppo legati agli Stati Uniti per sostenere Teheran a scapito di Washington. Da attore geopolitico, il Brasile manca di capitale economico, militare e geopolitico.
Nell’attuale contesto di crescente tensione nelle relazioni sino-statunitensi, l’Iran crede chiaramente che la Cina l’aiuterà a sostenere l’economia e a diventare importante contrappeso agli Stati Uniti. Inoltre, Teheran acquisirà una leva aggiuntiva e piuttosto significativa nei futuri negoziati con Stati Uniti ed Europa che hanno legami più stretti con Pechino mentre discute del JCPOA da rivedere o ripristinare nel formato principale, e nelle relazioni coi rivali regionali, in particolare, con Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti. La Cina, da parte sua, è chiaramente interessata a sviluppare un accordo globale coll’Iran, uno dei principali attori chiave nella regione le cui notevoli risorse energetiche e il potenziale economico la rendono partecipe importante dell’attuazione della Belt and Road Initiative orientata ad occidente, introdotta dalla Cina Ora, la Cina acquista già petrolio dall’Iran a prezzo scontato ed è diventata un partner commerciale chiave degli iraniani, incluso come principale fornitore di macchinari pesanti e prodotti industriali. Inoltre, nel contesto delle intenzioni statunitensi di ritirarsi dall’Afghanistan, una partnership coll’Iran può dare alla Cina il controllo quasi totale sul corridoio strategico che si estende dall’Asia centrale al Mar Arabico, ampliando la presenza nell’Asia occidentale. Naturalmente, allo stesso tempo, Pechino calcola su alcuni rischi nellapprofondire la cooperazione strategica con Teheran, poiché tali misure possono causare malcontento a Washington e persino comportare ulteriori sanzioni statunitensi e restrizioni all’accesso al mercato statunitense, molto più grande du quello iraniano. Inoltre, un simile riavvicinamento strategico potrebbe avere impatto negativo sul partenariato regionale di Pechino con Israele e Arabia Saudita, coinvolti in guerre per procura e operazioni segrete contro l’Iran su insistenza di Washington. Ecco perché la preparazione del Patto strategico bilaterale a Pechino non fu pubblicizzata molto fino a poco prima. In queste circostanze, un progetto di trattato di 18 pagine recentemente apparsa sui media attirava notevole attenzione in molti Paesi. Pertanto, gli osservatori notavano l’intenzione di Pechino di investire 400 miliardi di dollari in Iran e di partecipare allo sviluppo di aree vitali dell’economia e infrastrutture iraniane, col megaprogetto Belt and Road nel quadro della cooperazione congiunta cinese e iraniana, le cui rotte attraverseranno l’Eurasia. Inoltre, la Cina prevede di sviluppare zone di libero scambio nel nord dell’Iran, così come sulle coste del Golfo Persico. Oltre alle dimensioni economiche, il nuovo Trattato include questioni di sicurezza e partenariato nelle attività militari, nonché la creazione congiunta di nuovi armamenti. In particolare, si prevede di aiutare l’Iran a sviluppare missili balistici, scambiare dati nelle aree di intelligence e sicurezza, inclusa la regione del Golfo Persico.
Il nuovo accordo tra Teheran e Pechino rappresenta un cambiamento strategico per entrambi i Paesi nell’attuale contesto internazionale, in cui le norme e principi internazionali sono stati ampiamente minati dalle politiche unilaterali e aggressive dell’amministrazione Trump nei confronti di Iran e Cina. Oltre a rafforzare la cooperazione strategica bilaterale tra questi Paesi, si nota la crescente alleanza che si forma tra essi e il vicino Pakistan, a cui potenzialmente si unirebbero Afghanistan, Iraq e Siria col tempo, creando un vero contrappeso all’egemonia nordamericana nella regione e nell’arena internazionale in generale. Pertanto, non sorprende che la notizia dell’accordo sino-iraniano abbia provocato un coro di condanne in occidente e un’ondata di propaganda ispirata da Stati Uniti ed alleati volti a creare contraddizioni tra Iran, Cina e Paesi della regione. Tuttavia, in tale gioco politico-strategico e informativo, il Joker iraniano-cinese chiaramente vincerà e trarrà benefici politici ed economici da una cooperazione strategica così profonda.

Vladimir Platov, esperto di Medio Oriente, in esclusiva per la rivista online “New Eastern Outlook”.

Traduzione di Alessandro Lattanzio