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Siria: situazione esplosiva tra curdi e tribù arabe

Haqim Salaq, Sputnik 06.08.2020Il malcontento delle tribù arabe contro le autorità curde a Dayr al-Zur continua a crescere. Motivi: persecuzioni, omicidi, furto di risorse petrolifere… I reclami si accumulano e presto potrebbero causare terribili violenze. Coi suoi contatti sul campo, Sputnik torna su una situazione che sta per esplodere.
Raramente il clima è così teso nella regione di Dayr al-Zur, ex-roccaforte dello SIIL ora controllata sulla sponda occidentale dell’Eufrate da Damasco e sulla sponda orientale dai curdi delle forze democratiche siriane (FDS), in preda a forti tensioni tra tribù arabe e FDS. Il 4 agosto, i leader tribali arabi fecero irruzione nel quartier generale del gruppo armato curdo “DSS” catturandovi dei soldati. Lo sceicco della tribù al-Baqara Nauaf Raqab al-Bashir, spiegava la rabbia delle tribù arabe in un commento a Sputnik: “I continui arresti, omicidi, minacce, mancanza di sicurezza sono tutti dovuti agli occupanti nordamericani e ai militanti curdi, che continuano a rubare le nostre ricchezze e il nostro petrolio”, si lamentava al microfono di Sputnik. Esasperati dalle misure di sicurezza attuate dalle FDS, i leader tribali decisero di agire. Questi ultimi vengono regolarmente arrestati, interrogati e alcuni,torturati.

Difficile convivenza tra curdi e tribù arabe
Dalla liberazione di questa riva da parte delle FDS, il malcontento è cresciuto tra le tribù arabe che hanno difficoltà ad accettare l’autorità delle FDS. Questa zona, n una regione desertica non lontana da Baquz, ultimo baluardo dello SIIL, pullula di sue cellule più o meno dormienti e di altri gruppi jihadisti. Tale situazione rende la sorveglianza particolarmente complicata per le FDS che garantiscono la sicurezza della regione, a rischio di avere la mano pesante nel controllo dei civili arabi. Inoltre, da quando le rivolte iniziarono a contestarne la presenza, ci furono più abusi dai curdi. Durante queste operazioni volte a controllare il malcontento popolare, secondo i capi delle tribù arabe, si verificarono incidenti: lo sceicco Matashar al-Hafal, dell’influente tribù al-Uqaydat, sarebbe stato ucciso da tale repressione. Un evento che non fa che aumentare la rabbia popolare e che potrebbe portare altre violenze.

Presenza curda e nordamericana… per il petrolio?
È probabile che tali tensioni continuino finché ci sarà la presenza curda nella regione di Dayr al-Zur. Storicamente, i curdi siriani si trovano esclusivamente nel nord-est del Paese, con poche sacche nel nord-ovest, ad Aleppo. La loro presenza e autorità in questa regione è difficile da digerire per le tribù arabe, che credono di non essere più sovrane in patria e di dover rispondere a un’autorità che considerano illegittima. Al microfono di Sputnik, Abdullah Agar, ex-membro dell’unità per le operazioni speciali delle forze armate turche, esperto in sicurezza e lotta al terrorismo che partecipò alle operazioni militari in Siria, ritiene che la presenza curda costituisca una vera minaccia : “Le formazioni curde delle FDS sostenute dagli Stati Uniti rappresentano una seria minaccia per la sovranità siriana”. Tanto più che la presenza curda e nordamericana a est dell’Eufrate, nella regione di Dayr al-Zur, non si spiega unicamente col fatto che cacciano lo SIIL o vogliono maggiore controllo territoriale. Infatti, il mantenimento delle forze nordamericane e curde nelle zone non popolate dai curdi è dovuto soprattutto alla presenza di risorse petrolifere, particolarmente abbondanti ad est di Dayr al-Zur. L’accordo firmato tra una compagnia petrolifera nordamericana e le autorità curde in Siria l’ha solo ribadito. Questo è ciò a cui si riferiva Nauaf Raqab al-Bashir quando parlava di “occupanti nordamericani e militanti curdi che continuano a rubare la nostra ricchezza e il nostro petrolio”. Una situazione deteriorata che promette di peggiorare ulteriormente, visto che la sicurezza non è garantita nella regione: gli attacchi dei gruppi terroristici sono ancora innumerevoli. Ma se a ciò si aggiungono popolazioni particolarmente indigenti, che non godono della propria ricchezza ed esposte a una possibile crisi sanitaria, ci sono gli elementi di una situazione esplosiva. Manca solo la scintilla.

Traduzione di Alessandro Lattanzio