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Lukashenko ha perso la testa

Presunto amico della Russia sembra ora unirsi ai russofobi occidentali
Rostislav Babjak

Chiunque si sia mai candidato a una carica saprà che è necessario molto stress per ottenere e mantenere il potere. Alcuni politici come Trump, Obama, Johnson, Trudeau, ecc. vogliono il potere per le ragioni sbagliate. Non cercano di governare il loro popolo. Interpretano il ruolo del salvatore della nazione ma in realtà sono tutt’altro. Oppure, la presidenza è vista come una sorta di Viagra che si aggiunge al senso di viralità o bisogno psicologico dell’adulazione della folla. Poi ci sono quelli che cercano la presidenza per ragioni altruistiche che non sono incentrate sulla realizzazione del sé, e sul bisogno di dominio e controllo oltre il lecito, che sarebbe in qualche modo un necessario requisito per essere presidente. Questi sono leader come il Presidente Putin e il Presidente Xi Jinping. A loro importa poco dell’adulazione e delle bolle di potere. Questi leader sono spesso visti come uomini di Stato perché hanno sacrificato la vita per governare il popolo coll’autentico desiderio di vedere il popolo avere successo e di condividerlo coi Paesi vicini, in modo da garantirsi la pace con cooperazione, rispetto, uguaglianza e comprensione.
La domanda qui è a quale di queste due categorie di leadership Aleksandr Lukashenko vuole aderire e se desidera essere giudicato dalla storia per ciò che è stato per la Bielorussia e il suo popolo. Molti, incluso l’autore, consideravano Lukashenko un leader da includere tra i luminari viventi della leadership politica del nostro tempo: il Presidente Putin e il Presidente Xi. Per molti anni Lukashenko ha tenuto la Bielorussia libera dalla presa dei tentacoli di UE e NATO, molto più di quanto altri capi delle repubbliche ex-sovietiche e dei Paesi del Patto di Varsavia possono affermare mentre svolazzavano più veloci di un pipistrello infernale a bere Kool-Aid USA-UE; e a prostituire se stessi e il loro popoli presso i burocrati occidentali, ‘alto comando della NATO e la stessa Bestia, gli Stati Uniti. Tuttavia, negli ultimi anni Lukashenko ha perso determinazione nel proteggere l’indipendenza della Bielorussia dall’occidente. Ha ripetutamente aperto a UE e Stati Uniti, anche se prostituirebbero madri e sorelle per sbarazzarsi di lui. Lo considerano l’ultimo “dittatore” in Europa e un “autoritario che controlla un regime autoritario”. È così che le cosiddette democrazie occidentali l’hanno bollato.
Ora, alla vigilia delle elezioni presidenziali in Bielorussia, Lukashenko ha fatto una passo imperdonabile dichiarando che il governo russo cercava d’istigare una rivoluzione contro di lui e arrestando 33 imprenditori russi accusandoli di far parte di una forza mercenaria russa chiamata Gruppo Vagner (un nome buffo per una forza mercenaria paramilitare ultra-nazionalista russa volta a ricostruire l’Unione Sovietica), che erano in Bielorussia perché l’aereo che dovevano prendere per l’Africa era fuori servizio e dovettero aspettare dei nuovi biglietti. I presunti mercenari russi non erano nell’Unione-Stato della Bielorussia per provocare la sconfitta di uno degli artefici del modello di Unione-Stato e creare una seconda Ucraina alle frontiere nord-orientali. È una mossa che non sarebbe nell’interesse della Russia avere una Maidan bielorussa, e quindi l’isteria di Lukashenko è illogica e infondata.
L’eruzione emotiva di Lukashenko secondo cui i russi volevano farlo fuori è l’ultima da due o tre anni con cui il presidente bielorusso coglie argomenti, litigi e controversie con la Russia, in alcuni casi sulle cose più insulse. Il costo dei prodotti petroliferi russi, la questione dei costi delle merci di di consumo tra Bielorussia e Russia è un motivo ricorrente, mentre apre le frontiere ai titolari di passaporti di UE e Stati Uniti, senza visto, permettendo il transito di passeggeri dalla Bielorussia alla Russia. Data la minaccia alla sicurezza, la Russia ripristinava i controllo alla frontiera bielorussa. Lukashenko si lamentava ovviamente, ma Putin chiariva che le politiche d’immigrazione bielorusse potrebbero rivelarsi pericolose per Russia e Bielorussia. Inutile dire che Lukashenko fa quello che voleva con la scusa che desidera mantenere l’indipendenza nella struttura Unione-Stato, e quando la Russia raccomandò l’istituzione di basi congiunte per contrastare la NATO in Polonia e Lituania, Lukashenko rifiutò. Tale sorta di eterna lamentela di Lukashenko ha fatto sì che molti russi mettano in dubbio l’amicizia e la fratellanza della Bielorussia di Lukashenko.

Traduzione di Alessandro Lattanzio