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Come governo USA e Hollywood collaborano per giustificare i bombardamenti atomici del Giappone

Democracy Now, 06 agosto 2020

Nel 75° anniversario del bombardamento di Hiroshima, quando gli Stati Uniti divennero l’unico Paese ad aver mai usato armi nucleari in guerra, guardiamo a come il loro governo cercò di manipolare la narrativa su ciò che fece, soprattutto controllando come fu ritratto da Hollywood. Il nuovo libro del giornalista Greg Mitchell, “The Beginning or the End: How Hollywood – and America – Learned to Stop Worrying and Love the Bomb”, documenta come i bombardamenti di Hiroshima e Nagasaki innescarono una gara tra gli studi cinematografici di Hollywood per raccontare una versione disinfettata della storia con un grosso film. “Sono emerse prove di ogni tipo che l’uso della bomba non fu necessario, avrebbe potuto essere ritardato o non usato affatto”, afferma Mitchell. “Ma l’importante era impostare questa narrazione di giustificazione, impostato proprio all’inizio da Truman ed alleati, coi media molto disponibili”.

Trascrizione
Questa è una trascrizione affrettata. La copia potrebbe non essere finale.
AMY GOODMAN Qui è Democracy Now! Sono Amy Goodman, con Nermeen Shaikh…
Oggi è il 75 ° anniversario del lancio della bomba atomica da parte degli Stati Uniti su Hiroshima, 75 anni fa, inaugurando l’era atomica il 6 agosto 1945. Questo è J. Robert Oppenheimer, lo scienziato che coordinò la creazione della bomba atomica, e a capo del progetto Manhattan, che descrive i suoi sentimenti alla prima esplosione nucleare della storia che illuminò il poligono di prova Trinity nel New Mexico, il 16 luglio 1945.
J. ROBERT OPPENHEIMER: Sapevamo che il mondo non sarebbe stato lo stesso. Alcuni risero. Alcuni piansero. Molti erano silenziosi. Mi ricordai la frase delle scritture indù, del Bhagavad Gita. Vishnu cercava di persuadere il principe a fare il suo dovere e, per impressionarlo, assunse la forma dalle tante braccia dicendo: “Ora sono diventato la Morte, il distruttore dei mondi”. Suppongo che l’abbiamo pensato tutti, in un modo o nell’altro.

AMY GOODMAN: “Ora sono diventata la Morte, il distruttore dei mondi”. Era lo scienziato J. Robert Oppenheimer che citava il Bhagavad Gita. Bene, passiamo ora a guardare a come il governo degli Stati Uniti controllò la narrativa sulla corsa per costruire e utilizzare la prima bomba atomica, soprattutto controllando come tale storia fu rappresentata dai media. Questo è il fulcro del nuovo libro The Beginning or the End: How Hollywood – and America – Learned to Stop Worrying and Love the Bomb. The Beginning or the End è anche il nome di un film del 1947 della MGM. Ne sapremo di più e molto altro dal giornalista Greg Mitchell, che ha scritto molto sui bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki, ed è anche autore di Atomic Cover-up e Hiroshima in America, con Robert J. Lifton, ex-redattore della rivista Nuclear Times. È fantastico averti con noi, Greg. Terribile anniversario il 75° del lancio della bomba atomica, che inaugurò l’era nucleare. Greg, prima di parlare del film,The Beginning or the End , che iniziò a creare la narrazione su ciò che accadde, per chi non ha familiarità con ciò che accadde allora, il senso di J. Robert Oppenheimer, la decisione del presidente Truman di sganciare la bomba? Dicci perché la bomba fu sganciata e le critiche da quel momento ad oggi, che non furono ascoltate in quel momento.

GREG MITCHELL: Sì. Grazie. Felice di essere qui. Beh, sai, la ragione dichiarata per sganciare la bomba, diventata quella che chiamo narrazione ufficiale, davvero fino ad oggi, come abbiamo visto di nuovo con la copertura mediatica del mese scorso, era che fosse l’unica cosa che avrebbe potuto porre fine alla guerra, salvando un milione di vite nordamericane, i giapponesi non si sarebbero arresi ed avremmo avuto una costosa invasione del Giappone, e dovevamo davvero sganciare la bomba, l’unica cosa che funzionava. Questo emerse dalla dichiarazione iniziale di Truman, in cui definì Hiroshima base militare. Quindi, sin dall’inizio, fu importante comunicare al popolo nordamericano che questo fu un atto dignitoso e necessario. E naturalmente nel corso dei decenni emersero prove che dimostrano che c’erano alternative. Ad esempio, Truman aveva chiesto alla Russia di dichiarare guerra al Giappone, che lo promise per il 9 agosto. E ci sono molti che credono che il Giappone, anche Truman, si sarebbe arreso rapidamente dopo la dichiarazione di guerra sovietica. E così, c’è ogni prova emersa che l’uso della bomba non fosse necessario, che avrebbe potuto essere ritardato o non usato affatto. Ma ciò che era importante era impostare questa narrativa della giustificazione. Impostata dall’inizio, da Truman e dai suoi alleati, coi media molto disponibile, e successivamente la soppressione delle prove di Hiroshima e Nagasaki, confisca di filmati, fotografie dell’ufficio censura a Tokyo. Il mio libro riprende la storia a Hollywood. E penso che racconta l’intera storia di questo periodo e cosa successe con questa svolta cruciale, stranamente, attraverso la storia piuttosto divertente di questo film, per come Truman e l’esercito intervennero per dettare il film e fare una totale revisione della sceneggiatura riflettendo tale narrativa ufficiale, piuttosto che porre domande sulla bomba. E poi, alla fine, quando uscì il film, non fu altro che propaganda. E così davvero la storia di questo film, e come racconto nel libro, riflette davvero molto tale punto di svolta degli USA, adottando questo percorso per approvare l’uso della bomba, da parte della maggior parte dei media e del pubblico fino ad oggi.

AMY GOODMAN: Greg, una cosa molto veloce, prima di parlare del film, dell’altro film di cui parli. Il governo degli Stati Uniti filmò segretamente i bombardamenti di Hiroshima e Nagasaki, non solo dal cielo, ma la devastazione sul terreno, portò quel film agli scienziati di Los Alamos, del Progetto Manhattan che realizzò le bombe. E i rapporti sono che questi scienziati vomitarono. Vomitarono mentre vedevano questo film, inorriditi, non capendo che questo sarebbe stato usato sul Giappone. Può parlare di tutti, da Albert Einstein a J. Robert Oppenheimer, e di come si sentirono alla fine? Quel film fu quindi reso altamente classificato per decenni .
GREG MITCHELL: Esatto.

AMY GOODMAN: Ovviamente non incriminante, non condividendo segreti nucleari, ma a causa del suo enorme effetto.
GREG MITCHELL: Sì. Ebbene, in effetti, come mostra il libro, il film della MGM effettivamente fu ispirato da uno di questi scienziati. Ce n’erano così tanti sconvolti da ciò che era successo coll’uso della bomba e dai pericoli per il futuro. E così, uno di questi scienziati di Los, mi scusi, di Oak Ridge, contattò stranamente una sua ex-studentessa di chimica, l’attrice Donna Reed, e Donna Reed mise in moto MGM per realizzare questo film. Ma era…

AMY GOODMAN: Questa è Donna Reed, la famosa attrice.
GREG MITCHELL: Sì.

AMY GOODMAN: Il suo insegnante di scienze?
GREG MITCHELL: Il suo insegnante di chimica al liceo finì nel Progetto Manhattan. Le scrisse una lettera due mesi dopo il bombardamento, dicendo che doveva convincere Hollywood a realizzare un film ad alto budget che avrebbe messo in guardia il mondo sui pericoli di questa strada nucleare. E naturalmente come hai detto, Albert Einstein ne fu molto convinto di questo, probabilmente ne fu il principale portavoce. E sai, Donna Reed mise in moto laddove MGM iniziò, lanciando questo film. Alla Paramount, realizzarono lanciato un film concorrente, con Ayn Rand, tra l’altro, come sceneggiatrice. Quindi, il libro ne parla molto. La sceneggiatura di Ayn Rand fu alla fine troppo stravagante anche per Hollywood, e quindi la Paramount si unì alla MGM nel film, nel loro terribile film. Ma in ogni caso, gli scienziati fecero, molti di loro si misero contro la bomba. E in parte fu causa dei loro guai; i principali scienziati erano sorvegliati e seguiti, e i loro telefoni intercettati dall’FBI. Hai menzionato la confisca di questo filmato. Solo molto, molto brevemente, i giapponesi, una squadra di cinegiornalisti giapponese prima e poi una squadra militare statunitense, filmarono a Hiroshima e Nagasaki nelle settimane e mesi successivi al bombardamento. Il filmato nordamericano era a colori. Probabilmente fu tutto: ogni volta che vedi un filmato a colori di Hiroshima e Nagasaki, era di questa squadra militare statunitense. E ho raccontato questa storia prima in Atomic Cover-up, libro che scrissi alcuni anni fa, e ora ho appena diretto un film, sempre Atomic Cover-up, che esplora come il metraggio giapponese e quello nordamericano furono nascosti per decenni, perché semplicemente… mostrava troppo degli effetti umani dei bombardamenti. Ma questa è una storia correlata al mio libro attuale, perché Hollywood essenzialmente fece la stessa cosa. Era diverso, ma prese la sceneggiatura di un film, rivedendola completamente, con modifiche ordinate anche dalla Casa Bianca. Una scena costosa dovette essere girata di nuovo su ordine di Truman e della Casa Bianca, spiegando la sua decisione di usare la bomba in modo favorevole, si potrebbe dire, cosa che fece la MGM. Quindi, voglio dire, è abbastanza incredibile, solo quell’esempio, tra i tanti, di un presidente in carica che ordina a uno studio cinematografico di riprendere la scena chiave di un film per riflettere favorevolmente lui e ciò che fece.

NERMEEN SHAIKH: Bene, Greg Mitchell, voglio passare ai giorni nostri e al punto in cui gli Stati Uniti si trovano ora sull’uso delle armi nucleari, non solo 75 anni fa. Ma oggi scrivi che 75 anni dopo il primo uso delle armi nucleari, viene ancora supportato dalla maggioranza dei nordamericani. Citi un recente sondaggio di YouGov e The Bulletin of Atomic Scientists che rilevava che più di un terzo sosterrebbe un attacco nucleare contro la Corea democratica, se testasse un missile a lungo raggio in grado di raggiungere gli Stati Uniti, anche se ciò significasse il morte di un milione di civili.
GREG MITCHELL: Sì. Voglio dire, ciò che ha veramente guidato il mio lavoro per quasi quattro decenni è, sai, la gente dice: “Perché Hiroshima è importante oggi?” o, “Non puoi cambiare la storia, anche se potessi”. Ma il semplice fatto è che gli USA continuano ad avere ciò che viene chiamata politica del primo colpo. Significa che qualsiasi presidente può ordinare un attacco nucleare preventivo, in altre parole, in risposta a una guerra convenzionale o, come hai appena detto, una minaccia percepita da un rivale o nemico. Penso che la maggior parte delle persone pensi ancora che gli USA sganciò solo per rappresaglia, ma non è vero. Abbiamo una politica di primo uso o primo colpo. E ci sono stati sforzi per cambiarla. Non è successo. Quindi abbiamo ancora un presidente dal primo colpo. Ora abbiamo un presidente alla Casa Bianca che sai molte temono du ciò che possa fare in una crisi, o anche in risposta a un tweet. Non è esattamente il “genio stabile” che afferma di essere. E così abbiamo questa politica ancora in vigore. Ed è perciò che continuo a tornare a Hiroshima ogni anno e con libri e articoli, perché i media, in particolare, continuano a sostenere l’uso di allora. Certamente, nessun presidente si è messo contro. Gli alti funzionari continuano ad approvarlo. E il fatto è che sai, da un lato, diremo: “Non dobbiamo mai più usare armi nucleari. Sono terribili ”e così via. Ma le due volte che le usammo, furono “necessarie”. E quindi è questa l’approvazione dell’uso della bomba. Penso che potremmo vedere tutti piuttosto facilmente che se lanciassimo un altro attacco nucleare, la stesse scuse uscirebbero. Abbiamo questo nel nostro background. Abbiamo questo nella nostra storia. Il mondo lo condanna nettamente, ma è nella nostra storia. Ed è stato giudicato…

AMY GOODMAN: E nel tempo, Greg Mitchell, il numero di persone che morirono, si credeva fossero più di 200000, quando le due bombe atomiche furono sganciate?
GREG MITCHELL: Sì, 200000 a Hiroshima e Nagasaki.

AMY GOODMAN: Beh, lascio qui, con questo 75° anniversario del bombardamento di Hiroshima. Grazie mille per aver partecipato.

Traduzione di Alessandro Lattanzio