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L’esplosione di Beirut (niente missili)

Moon of Alabama, 05 agosto 2020Il 4 agosto esplosero 2750 tonnellate di nitrato di ammonio immagazzinate neel porto di Beirut, in Libano. L’esplosione ha ucciso più di 100 persone e ne ha ferite più di 4000. Molti edifici furono gravemente danneggiati. L’onda di pressione aveva rotto le finestre fino a 10 miglia di distanza. Il porto di Beirut è in gran parte distrutto. La riserva nazionale di grano, immagazzinata nei silos vicino all’esplosione, scomparsa. Ciò si aggiunge al crollo economico e valutario del Libano in una fase acuta dell’epidemia di Coronovirus. Nel 2013 le autorità libanesi fermarono una nave abbandonata dal proprietario: “Il 23/9/2013, la Rhosus, battente bandiera moldava, salpò dal porto di Batumi, in Georgia, per Biera in Mozambico, trasportando alla rinfusa 2750 tonnellate di nitrato di ammonio. Durante il viaggio, la nave ebbe problemi tecnici che costrinsero il comandante a entrare nel porto di Beirut. Dopo l’ispezione da parte dell’autorità portuale statale, alla nave fu vietato salpare. La maggior parte dell’equipaggio tranne il comandante e quattro membri dell’equipaggio furono rimpatriati e poco dopo la nave fu abbandonata dai proprietari dopo che i noleggiatori e l’azienda del cargo persero interesse per il carico. La nave esaurì rapidamente le scorte e le provviste… A causa dei rischi associati al nitrato di ammonio a bordo della nave, le autorità portuali scaricarono il carico nei magazzini del porto. La nave e il carico rimangono finora in attesa di essere messi all’asta e/o essere smaltiti correttamente”. Il nitrato di ammonio fu immagazzinato in un deposito sulla banchina. L’immagine mostra l’esplosione dei 1000 chilogrammi etichettati “Nitroprill HD”, in cattive condizioni di conservazione nel magazzino “Hangar 12” di Beirut.

“Nitroprill HD” è un sottoprodotto della Nitropril, nitrato di ammonio prillato poroso di prima qualità prodotto e venduto dagli australiani Orica Mining Services. È usato come esplosivo commerciale nelle miniere e cave. La scheda di sicurezza del prodotto originale dice che “Può esplodere in isolamento e ad alta temperatura, ma non prontamente. Può esplodere a causa di detonazioni vicine”. Una valutazione della sicurezza degli Orica (pdf, Appendice III) stabilisce l’equivalenza del TNT (esplosivo militare) dell’esplosione per incendio del Nitropril alla rinfusa al 15%. 2750 tonnellate di Nitropril sono quindi l’equivalente di 412,5 tonnellate di TNT. Un video () dal tetto dei silos di grano vicino al magazzino mostra esplosioni incontrollate di piccoli fuochi d’artificio in un magazzino portuale, vicino dove era depositato il nitrato di ammonio. Le piccole esplosioni dei fuochi d’artificio furono da una enorme. Il video è coerente con altri video ripresi da lontano. Ciò che scatenò i fuochi d’artificio innescando il nitrato di ammonio è ancora sconosciuto ma si presume che sia stato accidentale. Il danno come mostrato nell’immagine prima-dopo, qui sotto, è enorme.Uno sguardo alla banchina da est col cratere dell’esplosione davanti ai silos di grano. I silos hanno protetto la parte occidentale della città da ulteriori danni. Il grano è fuoriuscito, e le sue riserve per il Libano sono scese a meno di un mese.Il nitrato di ammonio non avrebbe dovuto essere conservato in un magazzino nella città. Ma si potrebbe dire lo stesso per le munizioni iraniane immagazzinate nella base navale Evangelos Florakis, a Cipro. Furono sequestrato su sollecito degli Stati Uniti in rotta per la Siria nel gennaio 2009. L’11 luglio 2011 un incendio nella base fece esplodere e munizioni, uccidendo decine di persone e distruggendo la principale centrale elettrica dell’isola. Un video mostrava la totale devastazione delle strutture portuali di Beirut. Il Libano dipende dalle importazioni, di cui l’80% passa dal porto di Beirut. Foto e video di vari corrispondenti a Beirut mostrano i loro appartamenti danneggiati. Tutte le finestre sono rotte e schegge di vetro sparse ovunque. Le finestre in frantumi avranno causato la maggior parte dei feriti. Secondo il sindaco di Beirut circa 300000 persone hanno perso la casa.
Il corrispondente in Medio Oriente dell’Independent twittò:
Bel Trew @Beltrew – 16:57 UTC · 4 agosto 2020
Il mio appartamento è completamente distrutto. Non solo finestre bruciate come porte e telai di finestre divelte. I gatti sono vivi grazie a dio…. Il caos totale all’ospedale di San Giorgio, che non ha elettricità, i medici curano i pazienti nel parcheggio in cui erano in corso i test sul COVID-19. Ora è il pronto soccorso, poiché è stato distrutto. Pazienti che urlavano in agonia in sottofondo. #Beirut, Libano” Il rapporto completo di Bel Trew sull’esplosione e le sue conseguenze è qui.
Siria e Iran subito promettevano aiuti al Libano. Un ospedale di emergenza iraniano arrivava a Beirut per essere aperto il 5 agosto. La Siria inviava squadre mediche e riceveva pazienti dagli ospedali sopraffatti di Beirut. L’esplosione colpiva Beirut in un momento in cui il Paese è soggetto a sanzioni statunitensi e mentre la valuta è in rovina coll’inflazione al 90% un mese dopo lo scoppio dello schema Ponzi della Banca centrale. Le persone che non possiedono valuta estera non potranno sostituire le finestre rotte. L’intero paese si disintegra. Si spera che ora gli aiuti provenienti da Stati arabi e altri contribuiscano ad alleviare le sofferenze.

Aggiornamento:
RFERL parlava col capitano della nave che aveva portato il nitrato di ammonio in Libano. Conferma il sequestro della nave. Riporta anche la causa dell’incidente: “La LBCI-TV libanese riferiva il 5 agosto che, secondo le informazioni preliminari, l’incendio che ha provocato l’esplosione fu avviato accidentalmente dai saldatori che chiudevano un buco che consentiva l’ingresso non autorizzato nel magazzino. LBCI ha detto che si ritiene che le scintille di un saldatore abbiano acceso i fuochi d’artificio immagazzinati, che a sua volta fecero esplodere il vicino carico di nitrato di ammonio scaricato dalla MV Rhosus anni prima. Esperti indipendenti affermano che le nuvole arancioni seguite al forte scoppio del 4 agosto, erano probabilmente dovute al gas tossico di biossido di azoto rilasciato dopo l’esplosione di nitrati. C’è un breve video dei vigili del fuoco alle prese coll’incendio iniziale. Secondo quanto riferito, nessuno sopravvisse quando i fuochi d’artificio innescarono il nitrato di ammonio. Un altro video mostra l’incendio iniziale causato dalle saldature. Brucia un po’ e poi accende i fuochi d’artificio nella prima esplosione. Questa spazza il tetto del magazzino. Pochi minuti dopo i fuochi d’artificio provocano la grande esplosione del nitrato di ammonio.


Reuters forniva un altro dettaglio: “La fonte ha detto che un incendio è iniziato al magazzino portuale n°9 e si è diffuso al magazzino n°12, dove era immagazzinato il nitrato di ammonio.
Il fatto che il nitrato di ammonio fosse stato immagazzinato per sette anni non era responsabilità della direzione del porto, ma causato da una lite giudiziaria: Il capo del porto di Beirut e il capo della dogana riferivano che diverse lettere furono inviate alla magistratura per chiedere la rimozione del materiale pericoloso, ma non fu intrapresa alcuna azione. Il direttore generale del porto, Hasan Quraytam, dichiarò a OTV che il materiale fu messo in un magazzino su ordine del tribunale, aggiungendo che sapevano che era pericoloso ma “non fino a questo grado”. “Abbiamo chiesto che fosse riesportato, ma non accadde. Lasciamo agli esperti ed interessati determinare perché”, aveva detto all’emittente televisiva LBCI Badri Dahar, direttore generale delle dogane libanesi”. Due documenti visti da Reuters mostravabo che la dogana libanese aveva chiesto alla magistratura nel 2016 e nel 2017 di richiedere che l'”agenzia marittima interessata” riesportasse o approvasse la vendita del nitrato di ammonio, rimosso dalla nave mercantile Rhosus e depositato nel magazzino n°12, per garantire la sicurezza del porto.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

Una risposta a “L’esplosione di Beirut (niente missili)”

  1. Ci sono diverse questioni non chiare. Primo, quanto nitrato era presente. Immagini del deposito poche chiare mostrano decine, forse 100 o 200 sacchi da 1 tonnellata di materiale https://t.co/KFMtCHtsiu e https://t.me/nauala/4023 mal custoditi.
    Secondo, non si sa cos’altro era presente in quei depositi oltre al nitrato, se c’erano dei fuochi d’artificio o altri oggetti esplosivi o ancora del carburante, che potrebbero spiegare la prima esplosione. Perchè il nitrato d’ammonio per poter detonare ha bisogno di essere compresso e la prima esplosione potrebbe in teoria aver causato un aumento di pressione tale da innescare la detonazione. Anche se il contenimento di grandi quantità di nitrato in contenitori rigidi è di per sè sufficiente. Ma la prima esplosione fa saltare il tetto, quindi a quel punto l’aumento di pressione dovuta all’esplosione con l’aumento di temperatura dovuto all’incendio potrebbe aver innescato la detonazione. https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0304389415301680
    La presenza di materiale bellico, bombe o altro, non è da escludere a priopri, anche se è improbabile che in un paese che è costantemente minacciato di attacchi da parte israeliana, risorse così preziose come quelle belliche, vengano lasciate incustodite alla mercè di chiunque, in un luogo facilmente raggiungibile e attaccabile da chiunque. Invece di essere conservate in un bunker.
    Terzo, chi ha appiccato l’incendio? Ancora non è chiaro se ci sia stata imperizia o si sia trattato di sabotaggio. E sarà difficile stabilirlo anche con le tecniche forensi.
    Per ora possiamo solo esprimere le nostre condoglianze alle famiglie colpite. La pronta guarigione per i feriti e sperare che il conteggio delle vittime non aumenti.

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