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Il dollaro ha un problema: i miliardari hanno trovato un sostituto

Ivan Danilov, Stalker Zone, 27 luglio 2020

All’aumentare del prezzo dell’oro, il mondo finanziario globale e la comunità dei media iniziando a capire che gli investitori, molti dei quali rappresentanti delle super ricche famiglie del mondo occidentale, che hanno acquistato il metallo giallo ad aprile e maggio, sono di nuovo un passo avanti a tutti gli altri partecipanti ai mercati finanziari. Il prezzo dell’oro alla consegna immediata a New York è salito a 1901,3 dollari per oncia, un record da anni e molti esperti ritengono che l’assalto a quota 1920, ovvero il prezzo più alto dell’oro mai registrato, sia solo questione di tempo. Le spiegazioni per una così alta popolarità del principale concorrente del dollaro (e l’oro è un metallo monetario, cioè un metallo il cui valore è dovuto alle proprietà monetarie, piuttosto che all’uso industriale) sono avanzate in vari modi: dalla fuga generale degli investitori dal rischio nel contesto della pandemia di coronavirus alle preoccupazioni legate ai rischi politici globali (oltre che puramente nordamericane), che tradizionalmente rendono i metalli preziosi investimento molto interessante. Va ricordato che il 25 maggio scrivemmo che “per qualche ragione, nonostante la lotta apparentemente riuscita contro la crisi economica condotta dalla Federal Reserve e dalla sua stampatrice di dollari, autorevoli banche mordamericane come JP Morgan e Goldman Sachs vogliono raccomandare ai clienti d’investire in oro anziché in dollari”. In tale contesto, alcuni economisti ed esperti russi che costantemente promossero la tesi, nello spazio informativo russo, che oro e altri metalli monetari non sono più beni protettivi e che la Russia si trova ora in una situazione terribile per il fatto che c’è molto oro e relativamente pochi strumenti in dollari nelle riserve auree e valutarie del nostro Paese, associate a evidenti rischi sanzionatori, sembravano piuttosto strambi.
La prassi ha mostrato un quadro completamente diverso, nel senso che al momento i sostenitori di investimenti e risparmi usando oro si sono rivelati avere ragione, e va notato che tra chi preferisce l’oro al verdone, ci sono vari investitori, che vanno dalle banche JP Morgan e Goldman Sachs, alle banche centrali di Russia e Ungheria, finendo coi finanzieri miliardari Jim Rogers e Paul Tudor Jones. L’agenzia Bloomberg osserva che i cosiddetti soldi intelligenti (come fondi ed investitori dai grandi portafogli e dalle informazioni più accurate sono tradizionalmente chiamati nei mercati finanziari) continuano a preferire l’oro, nonostante i risultati apparentemente eccellenti del mercato azionario nordamericano, che in teoria avrebbe dovuto distrarli dal comprare lingotti d’oro. Analizzando i risultati di un’indagine sui fondi sovrani e le banche centrali condotta dal gigante finanziario Invesco (la società gestisce circa 1 trilione di dollari in attività), i giornalisti di Bloomberg riscontravano un interessante contrasto tra l’atteggiamento di questo denaro intelligente verso le attività finanziarie e il metallo prezioso: “Contrasta la sfiducia delle azioni con un crescente entusiasmo per l’oro. Le sue prestazioni quest’anno sono state spettacolari. I bachi dell’oro applaudono al metallo prezioso come polizza assicurativa contro il furto finanziario da parte delle autorità monetarie che alimenteranno l’inflazione in scesa uno di questi giorni; gli odierni lo deridono come niente di meglio di un pet rock. Ma le banche centrali hanno sicuramente messo più oro nelle loro riserve negli ultimi anni, secondo l’indagine di Invesco. Le banche centrali hanno aumentato le allocazioni in oro negli ultimi anni. L’interesse continuerà. Circa il 18% delle banche centrali prevede di aumentare le disponibilità in oro nel prossimo anno, secondo il rapporto Invesco, mentre il 23% dei fondi sovrani intende aumentare la propria esposizione”.
Nonostante i mercati finanziari siano altamente volatili in condizioni di elevata incertezza e i prezzi di qualsiasi attività, compresi i metalli preziosi, possono fluttuare bruscamente e in una direzione imprevedibile, alcuni rappresentanti delle principali strutture finanziarie sottolineano che i fattori che contribuiscono al prezzo alla crescita a lungo termine non è scomparsa. “George Gero, amministratore delegato di RBC Wealth Management, ha dichiarato a MarketWatch che il balzo in ‘alto dell’oro è ‘causato da una tempesta perfetta di titoli pandemici, dollari benigni e tassi d’interesse, mentre cresce lo stimolo economico globale. Questo potrebbe durare più a lungo dei normali cicli ‘poiché la pandemia getta un’ombra su Europa, Sud America, Estremo Oriente e Stati Uniti”, aveva detto”. È interessante notare che la narrativa è cambiata: se in passato una crisi globale e l’instabilità che l’accompagnava nei mercati finanziari, nonché la crescita di vari rischi economici provocavano una massiccia “fuga verso il dollaro”, ora la situazione appare completamente diversa. E se osserviamo il tasso di cambio del dollaro con altre valute mondiali, tra cui euro e franco svizzero, si nota che la valuta degli Stati Uniti è pari o vicina ai “minimi”. Vale a dire, risulta che gli investitori per lo più “fuggono dal dollaro” e scelgono altri paradisi sicuri per il loro capitale. Ora nei media nordamericani, questo insolito fenomeno è di solito attribuito al fatto che gli Stati Uniti non possono affrontare efficacemente l’epidemia di coronavirus, e questa è una spiegazione valida, ma assolutamente insufficiente della situazione. Per un quadro completo, si dovrebbe tener conto del fatto che fino a poco tempo fa, la stabilità politica di ferro degli Stati Uniti (nel senso di fiducia nel fatto che siano governati dallo stesso “Stato profondo”, indipendentemente dal presidente) forniva stabilità al dollaro stesso e ne contribuiva all’attrattiva. Ora gli Stati Uniti sono in una guerra civile lenta o “a bassa intensità” e il centro federale deve usare le forze dell’ordine per ristabilire l’ordine in città ribelli come Portland o Atlanta, per non parlare del fatto che dopo le presidenziali, questa guerra civile potrebbe diventare sanguinosa e grande. E in questo contesto, le azioni dei miliardari che prendono lingotti d’oro per qualsiasi somma di denaro, scambiando i dollari con esso, sembrano una decisione lungimirante, suggerendo molti rischi politici che giornalisti, analisti e fan di tutto ciò che è nordamericano, devono ancora capire.

Traduzione di Alessandro Lattanzio