Crea sito

Trump e i suoi tirapiedi preferiscono l’aggressività alla cooperazione col mondo

Brian Cloughley, SCF 21 luglio 2020

In questo momento, quando il mondo è sconcertato dagli effetti sconvolgenti della pandemia di Coronavirus, sarebbe sensato che le nazioni si unissero per ideare politiche e pratiche per contrastare e sconfiggere la devastazione che avviene e che sembra probabile aumenti. Ora è il momento della cooperazione, del compromesso e dell’assistenza reciproca in tutti gli ambiti della ricerca medica e nell’elaborazione di misure di protezione che possano essere applicate col minimo del disturbo. L’internazionalismo dovrebbe essere la norma e i migliori cervelli del mondo dovrebbero essere a stretto contatto, da Pechino a Boston e oltre. Ma non lo sono, perché ci sono certi Paesi risolutamente contrari alla cooperazione nella lotta al disastro mondiale e scelgono di concentrarsi sullo scontro. E naturalmente sono quelli che ne soffrono di più. Come registrato, col maggior numero di morti nelle Americhe sono gli Stati Uniti con 135605 e il Brasile con 72833, mentre in Europa il Regno Unito è a un deprimente 44830. Questi sono i Paesi i cui “capi” (in mancanza di una parola migliore per descrivere dei pasticcioni allo sbando a capo del governo) non sapevano far fronte agli aspetti nazionali della crisi pandemica. Non solo, ma in concomitanza con le loro manifestazioni di inettitudine interna, i presidenti Trump e Bolsonaro e il primo ministro Johnson ignoravano o addirittura insultavano affrontando in modo aggressivo le nazioni con cui dovrebbero lavorare energicamente aiutando i propri cittadini a tornare a una vita normale.
Esistono due Paesi importanti con cui Stati Uniti, Brasile e Gran Bretagna dovrebbero cooperare energicamente nella campagna per alleviare e infine sconfiggere il virus: Cina e Russia. Ma dimenticatelo perché, ad esempio, una delle principali priorità degli USA, come riportato da Stars and Stripes, è la ricostruzione e l’estensione della base aerea di Campia Turzii in Romania per l’impiego da parte degli aerei d’attacco statunitensi. Questo costerà 130 milioni di dollari per “il più grande progetto di costruzione militare d’oltremare nell’ambito dell’Iniziativa europea di deterrenza del Pentagono, avviata nel giugno 2014”. i rinforzi USA-NATO continuano senza sosta nel Mar Nero e ai confini della Russia. L’ammiraglio James Foggo, appena dimesso da capo delle forze navali statunitensi in Europa, dichiarato che la “linea di fondo” degli Stati Uniti è “interesse reciproco” coll’Ucraina, motivo per cui “operiamo regolarmente nel Mar Nero. Forze statunitensi e NATO operano abitualmente inviando il messaggio che confermiamo diritto e norme internazionali. I nostri sforzi collettivi porteranno a un’Ucraina migliore e più sicura, il che significa un Mar Nero migliore e più sicuro per gli Stati Uniti”. Nel manuale del Pentagono, la sicurezza degli Stati Uniti è rafforzata quando minaccia altri Paesi indulgendo in enormi spese militari e conflittuali manovre ai loro confini. Il sostituto di Foggo, ammiraglio Robert Burke, assunse il comando delle Forze Navali in Europa e il comando congiunto delle forze armate della NATO il 17 luglio, prontamente dichiarando che Cina e Russia pongono “palesi sfide all’ordine internazionale libero e aperto”.
La campagna del coronavirus retrocede rispetto la proiezione di potenza degli Stati Uniti. Il Pentagono ha oltre 50000 truppe di stanza in Giappone, di cui la metà nelle basi sull’isola di Okinawa che, come osservato da CBS News il 16 luglio, “è più vicino alla capitale di Taiwan, Taipei, che a Tokyo. È un punto d’appoggio fondamentale per Washington, sia per proteggere gli alleati asiatici tra cui Giappone, Corea del Sud e Taiwan, sia per proiettare potenza degli Stati Uniti per poter reagire alle mosse militari sempre più aggressive della Cina nella regione e alla sempre presente minaccia dalla Corea democratica”. Ma questo punto d’appoggio fondamentale per la proiezione di potenza degli Stati Uniti vive “il peggior caso di coronavirus nell’esercito nordamericano in qualsiasi parte del mondo… [il 16 luglio] Le forze statunitensi in Giappone confermarono altre 36 infezioni tra le truppe ad Okinawa, portando il totale ad almeno 136 poiché l’esercito nordamericano riportava i primi casi la settimana prima”. Il popolo di Okinawa è comprensibilmente estremamente preoccupato per la minaccia del virus portatogli a casa dai militari nordamericano, ma il Pentagono e la dirigenza di Washington danno la priorità alle loro attività nella regione indulgendo in buffonate conflittuali nel Mar Cinese Meridionale, dove effettuavano massicce manovre militari coinvolgendo portaerei e bombardieri nucleari per continuare a minacciare la Cina. (Il 17 luglio furono dispiegati altri due bombardieri nucleari B-1 nella colonia nordamericana di Guam nel Pacifico occidentale, per svolgere “missioni di deterrenza strategica per rafforzare l’ordine internazionale basato sulle regole nella regione”.
Agli occhi dell’amministrazione nordamericana, il confronto con la Cina è preferibile alla cooperazione per combattere la pandemia, e questo fu chiarito abbondantemente durante una bizzarra tirata di Trump nel Giardino delle Rose della Casa Bianca il 14 luglio, quando annunciò che “riteniamo la Cina pienamente responsabile di aver nascosto il virus e diffuso nel mondo. Avrebbero potuto fermarlo. Avrebbero dovuto fermarlo. Sarebbe stato molto facile farlo quando successe”. Tale netta assurdità è la politica ufficiale degli Stati Uniti e indicazione preoccupante di belluismo. L’inglese Boris Johnson una volta si definiva “sinofilo”, ma si univa a Trump nel tentativo di affrontare la Cina su Hong Kong obbedendo ai suoi ordini di vietare la compagnia cinese Huawei dagli affari nel Regno Unito. Inoltre, abbraccia con entusiasmo l’attuale propaganda contro la Russia. Invece di cooperare con Pechino e Mosca nel tentativo di sviluppare un vaccino anti-virus, Londra si univa a Washington proclamando, nonostante non ci siano prove, la falsa accusa secondo cui la Russia pagava i taliban per uccidere soldati nordamericani in Afghanistan. Mentre tale assurdità veniva confutata , arrivò un’altra accusa da Londra che all’inizio sembrò estremamente seria. Fu affermato dalle solite fonti anonime che, come riportato da Reuters, “Gran Bretagna, Canada e Stati Uniti pretesero…. che hacker sostenuti dallo Stato russo cercavano di rubare il vaccino COVID-19 e la ricerca terapeutica dalle istituzioni accademiche e farmaceutiche”. Il ministro degli Esteri inglese prontamente dichiarò che “i servizi di intelligence russi prendono di mira chi lavora per combattere la pandemia di coronavirus”, ma quando questo si capì essere un’assurdità, anche il New York Times dovetto dichiarare il 17 luglio che “L’azienda farmacologia russa R-Pharm ha firmato un accordo con AstraZeneca per la produzione di un vaccino COVID-19 sviluppato dal colosso farmaceutico inglese e dall’Università di Oxford”. La sede internazionale di AstraZeneca è a Cambridge, Inghilterra, e ha laboratori di ricerca nel Maryland e in Svezia.
Questa fu un’operazione di propaganda piuttosto scadente, ma nonostante le accuse fossero manifestamente ridicole, non c’è dubbio che la storia ebbe il risultato desiderato e l’isteria russofova alimentata efficacemente. La spaccatura tra occidente, Russia e Cina si sta deliberatamente allargando e una nuova guerra fredda esplode, con Stati Uniti e Gran Bretagna che ignorano le loro calamità interne e scelgono di affrontare piuttosto che cooperare. Trump e Johnson non servono gli interessi dei propri cittadini e danneggiano il mondo intero con la loro postura belluina.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

Una risposta a “Trump e i suoi tirapiedi preferiscono l’aggressività alla cooperazione col mondo”

  1. Secondo voi , questi Don Chisciotte del terzo millennio , possono spaventare Russia e Cina ?

I commenti sono chiusi.