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Il Regno Unito si sveglia sulla Cina

Finian Cunningham, SCF 22 luglio 2020

Le misure ampiamente promesse dal governo britannico contro la Cina in merito a presunte violazioni dei diritti umani si rivelavano un brutto problema. Senza dubbio l’improvvisa scoperta della dipendenza dell’economia inglese dalla Cina ebbe l’effetto di riflettere l’antagonismo avventato di Downing Street verso Pechino. Il segretario agli Esteri inglese Dominic Raab fece un atteso annuncio alla Camera dei Comuni secondo cui Londra sospende il trattato di estradizione con l’ex- colonia Hong Kong per protestare contro Pechino che attua le nuove leggi sulla sicurezza sul territorio. Il Regno Unito segue Stati Uniti, Canada ed Australia, che chiudevano i trattati di estradizione con Hong Kong accusando Pechino di indebolire le libertà politiche lasciate in eredità nel territorio coll’accordo di cessione della Gran Bretagna nel 1997. La Cina sostiene che sono necessarie nuove leggi di sicurezza per reprimere i disordini sostenuti dall’occidente nella regione amministrativa speciale che alla fine è di sovranità cinese. Tuttavia, alla fine, le tanto decantate misure punitive di Raab non sono andate oltre i parlamentari rory più rigidi e altri legislatori dell’opposizione scontenti del fatto che il governo non avesse avviato sanzioni contro i funzionari cinesi. In breve, è stato un fallimento totale. In effetti, il governo di Londra sembrava reprimere una tempesta politica che aveva scatenato nei giorni precedenti con la Cina. La decisione di escludere la società tecnologica cinese Huawei dalla rete di telecomunicazioni britannica, così come le notizie sulla portaerei inglese da spedire nel Mar Cinese Meridionale, accolta dalla furiosa risposta di Pechino che accusava Londra di ostilità e di avviare una nuova Guerra fredda. L’ambasciatore cinese in Gran Bretagna disse beffardamente alla BBC che la Gran Bretagna “ballava sulla melodia” di Washington. Pechino promise di reagire con reciproche misure economiche e diplomatiche.
Il giorno in cui il segretario agli Esteri Raab svelava la risposta della Gran Bretagna alla questione di Hong Kong, fu notevole il modo in cui attenuava la retorica da gung-ho. In una dichiarazione alla Camera dei Comuni, Raab sorprese alcuni osservatori affermando che la Gran Bretagna voleva un “rapporto positivo” con la Cina. Disse: “C’è un enorme guadagno per entrambi i Paesi, ci sono molte aree in cui possiamo lavorare in modo produttivo, costruttivo per un mutuo vantaggio”. Lo stesso giorno, anche il primo ministro Boris Johnson segnalò il crollo dell’atteggiamento aggressivo o nei confronti di Pechino. Johnson affermò che era necessario raggiungere un “equilibrio” nelle relazioni del Regno Unito con Pechino. “Non sarò costretto a diventare un sinofobo istintuale su ogni questione, uno automaticamente anticinese”, disse. Johnson affermò che non “abbandonerà completamente la nostra politica d’impegno” con Pechino, aggiungendo: “La Cina è un fattore gigantesco in geopolitica… Si deve avere una risposta calibrata e saremo duri su alcune cose, ma continueremo anche impegnarsi”. Ciò suggerisce che le autorità britanniche abbiano tardivamente avuto un brusco risveglio con le delusioni di grandezza postcoloniale sulle relazioni con la Cina.
Nel 21° secolo, la Gran Bretagna non può competere con la Cina, né economicamente né militarmente. L’economia cinese, la seconda del mondo dopo gli Stati Uniti, è sei volte quella della Gran Bretagna, mentre la Cina spende cinque volte nel budget militare annuale. L’economia inglese dipende fortemente dagli investimenti diretti esteri cinesi. Vi sono investimenti di capitale cinesi di gran lunga maggiore in Gran Bretagna che altrove in Europa o Nord America. Dopo la battuta d’arresto di Huawei, la Cina potrà danneggiare gravemente l’economia britannica se le sue aziende dirottassero capitale verso altre destinazioni occidentali. Il trasferimento fu provocato dalla perdita di fiducia delle aziende cinesi nella Gran Bretagna. Ad esempio, secondo quanto riferito, TikTok, la società dei social media cinese, ritira i piani per rendere la Gran Bretagna sede globale all’estero dopo l’inversione a U di Londra su Huawei. Circa 3000 posti di lavoro britannici sono in gioco se TikTok annulla i suoi piani. Un’altra illustrazione della dipendenza inglese dalla Cina è la dipendenza finanziaria delle università dagli studenti cinesi. Un recente rapporto mostra che molte università prestigiose della Gran Bretagna si affidano ai fondi cinesi per un terzo delle tasse universitarie incassate.
Tali fredde realtà economiche sembrano aver bloccato l’idea di Johnson riflettendo sull’inclinazione alla posizione da guerra fredda nei confronti della Cina. È come se i ministri inglesi avessero momentaneamente dimenticato che la loro nazione è l’ombra della precedente potenza imperialista. Aderivano con entusiasmo alla politica di Washington di aumentare l’ostilità nei confronti di Pechino, solo per rendersi conto che la Gran Bretagna non ha profondità. Da qui il discernibile tentativo di ammorbidire le “misure punitive” che Londra minacciava contro Pechino. Annullare un trattato di estradizione è più simbolico che avere un qualche impatto pratico mentre si oppone all’imposizione di sanzioni alla Cina, indicando che i ministri britannici hanno ricevuto un briefing dai mandarini di Whitehall che gli dicevano di spegnere la retorica ostile o di essere pronti ad affrontare ripercussioni economiche allarmanti. Sembra significativo che il segretario di Stato nordamericano Mike Pompeo volasse a Londra poche ore dopo che Johnson e Raab espressero reticenza nel percorrere la rotta della guerra fredda contro la Cina. Secondo quanto riferito Pompeo ebbe colloqui col premier e il suo ministro degli Esteri inglesi per esortarli a prendere una linea dura con la Cina. Questo è il dilemma della Gran Bretagna vassallo di Washington. Viene spinto a seguire gli ordini di Washington di andare contro Pechino, ma gli inglesi sanno benissimo che non possono permettersi di incitare la rabbia della Cina. L’equilibrismo di Johnson tra USA e Cina mostra un’imbarazzante debolezza.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

Una risposta a “Il Regno Unito si sveglia sulla Cina”

  1. La Gran Bretagna sta imbarcando acqua , e come comuni ipocriti vorrebbe salvare altri che già affondano !

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