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L’accordo Cina-Iran oscura il progetto Belt and Road in Pakistan

Il piano di Pechino di investire nel porto di Hormuz minaccia la posizione di Islamabad
Adnan Aamir, Nikkei 21 luglio 2020L’accordo economico e strategico da 400 miliardi di dollari proposto tra Iran e Cina, tra cui un importante programma di sviluppo portuale sullo Stretto di Hormuz, rischia di eclissare il corridoio economico Cina-Pakistan, progetto che simboleggia i legami geopolitici tra i due Paesi ed è un perno degli sforzi del Pakistan per sviluppare la propria infrastruttura. Trapelava un documento non verificato di 18 pagine coi dettagli del proposto accordo Iran-Cina di 25 anni, visto dalla Nikkei Asian Review. L’accordo fu originariamente proposto nel gennaio 2016 dal Presidente Xi Jinping durante il viaggio in Iran. Si ritiene che i colloqui sull’accordo siano nella fase finale. Una dichiarazione inviata dall’ambasciata iraniana alla Nikkei di Seyed Mohammad Ali Hosseini, ambasciatore dell’Iran in Pakistan, afferma che i dettagli dell’accordo furono rivisti da funzionari cinesi e iraniani e non furono conclusi. In risposta a una domanda sull’accordo, la portavoce del Ministero degli Esteri cinese Hua Chunying rifiutava di approfondire, ribadendo che la Cina attribuisce importanza allo sviluppo di relazioni amichevoli e di cooperazione con altri Paesi, aggiungendo che “l’Iran è una nazione amica che gode di normali scambi e cooperazione con la Cina”. Secondo il documento trapelato, la Cina investirà 280 miliardi nell’industria iraniana del petrolio e del gas e 120 miliardi nelle infrastrutture di produzione e trasporto. La Cina svilupperà anche infrastrutture 5G in Iran e investirà in banche, telecomunicazioni, porti, ferrovie e dozzine di altri settori. I termini dell’accordo permettono alla Cina l’accesso a forniture di petrolio greggio e gas dall’Iran a prezzi scontati per i prossimi 25 anni.
Sebbene il documento non menzioni specificamente l’Iniziativa Belt and Road, l’accordo proposto si adatta al quadro dell’ambizioso progetto di Xi, prevedendo che la Cina aiuterà l’Iran a sviluppare le coste presso lo Stretto di Hormuz, attraverso cui passa gran parte delle esportazioni mondiali di petrolio. Una volta che il porto di Jask sarà operativo, il porto pakistano di Gwadar sul Mar Arabico perderà di valore strategico per la Cina, secondo gli esperti. Il Pakistan passò la responsabilità su sviluppo e gestione del porto di Gwadar ai cinesi fino al 2057. Pubblicamente, i funzionari pakistani sostengono il possibile accordo della Cina coll’Iran. Mushahid Hussain Sayed, presidente del Comitato permanente per gli affari esteri del Senato, lo definiva “sviluppo molto gradevole per il Pakistan”, in una dichiarazione rilasciata la settimana prima. Ma gli esperti sottolineano quando verrà firmato l’accordo tra Pechino e Teheran, probabilmente diminuirà l’importanza del corridoio economico Cina-Pakistan della Cintura e Via perché l’Iran è un partner più prezioso per la Cina del Pakistan. “Nonostante le grandi lotte economiche, [l’Iran] è un Paese più ricco del Pakistan e non sarà ansioso quanto il Pakistan sulle condizioni di prestito sfavorevoli e rischi di debito”, affermava Michael Kugelman, vicedirettore del programma asiatico del Wilson Center, think tank di Washington. Kugelman aveva detto a Nikkei che se la Cina riuscirà a sfruttare le preoccupazioni sul debito meno gravi dell’Iran, elaborare condizioni favorevoli per nuovi investimenti e fare progressi sui nuovi progetti, costituirà un grande impulso all’accordo Cina-Iran.
Altri osservatori, tuttavia, non credono che il patto di cooperazione economica tra Pechino e Teheran rappresenti una seria minaccia a corridoio economico nel prossimo futuro. Lukasz Przybyszewski, analista dell’Asia occidentale dell’Asia Research Center dell’Accademia di studi di guerra di Varsavia, afferma che sarebbe abbastanza sorprendente che Pechino elimini o ridimensioni i piani per lo sviluppo del porto di Gwadar o del corridoio economico. “Non possiamo quindi affermare che l’importanza di Gwadar diminuirà”, aveva detto a Nikkei. Stella Hong Zhang, esperta dell’impegno economico della Cina col Pakistan e dottoranda della George Mason University negli Stati Uniti, aveva detto a Nikkei che il corridoio è considerato il progetto di punta della Belt and Road perché la Cina ha solide relazioni politiche col Pakistan, aggiungendo che anche la geografia è importante, poiché il Pakistan confina con la parte meridionale della regione autonoma cinese dello Xinjiang.
Un effetto immediato del proposto accordo Iran-Cina è l’esclusione dell’India dalla linea ferroviaria Chabahar-Zahedan di 628 km, che sarà estesa a Zaranj in Afghanistan. Secondo The Hindu, l’Iran investirà 400 milioni nel progetto ferroviario. Anurag Srivastava, portavoce del Ministero degli Esteri indiano, dichiarava di recente che le decisioni sul destino del progetto ferroviario di Chabahar sono “ancora attese”. Ma non smentiva categoricamente il rapporto. Gli esperti ritengono che la Cina sia un partner più adatto all’Iran dell’India. Kugelman affermava che l’Iran e molti altri Paesi preferirebbero di gran lunga collaborare con Pechino piuttosto che con Nuova Delhi sulle infrastrutture, dato che la Cina può fornire molto di più e molto più velocemente dell’India, aggiungendo che l’accordo Cina-Iran è un duro colpo per Nuova Delhi, dato che assicura quasi completamente che l’India sia esclusa da Chabahar. “L’India, che ha rifiutato di aderire [alla Belt and Road Initiative], non ha alcun piano per accedere ai mercati in Afghanistan e Asia centrale”, aveva detto Kugelman a Nikkei.

Traduzione di Alessandro Lattanzio