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Scudo dell’Unione: come la Marina russa protesse gli USA nella guerra civile

Martin Sieff, SCF 6 luglio 2020Accadono cose strane nelle guerre civili: durante la guerra civile russa nel 1919, il presidente Woodrow Wilson inviò 13000 truppe statunitensi ad occupare le città di Archangelsk nell’Artico e Vladivostok nel Pacifico. Mezzo secolo prima, migliaia di marinai della Marina Imperiale russa e i loro ufficiali inondarono San Francisco e New York. Ma le circostanze erano molto diverse. Erano a difendere gli Stati Uniti da un’invasione straniera, non per minacciarli e brillantemente svolsero i loro compiti. L’incredibile storia è ben raccontata in “Friends in Peace and War: The Russian Navy’s Landmark Visit to Civil War San Francisco” di C. Douglas Kroll, pubblicato nel 2007. Come documenta Kroll, il piccolo squadrone del Pacifico della Marina degli Stati Uniti era debole all’epoca e i corsari confederati incoraggiati indulgentemente dalla Gran Bretagna incrociavano sull’Atlantico: il messaggio inviato dalle forze russe fu inconfondibile: qualsiasi attacco navale britannico o francese a New York e San Francisco, i due grandi centri del commercio e del potere finanziario degli Stati Uniti sulle coste est e ovest, sarebbero state un attacco anche alla Russia. Le strade di San Francisco e New York pullulavano di ufficiali e marinai russi con le loro sgargianti uniformi nel 1863 ed ebbero anche successo sociale. Numerose sfilate, balli e cene furono organizzati, molti dagli stessi russi in visita. I due squadroni furono inviati dallo Zar Alessandro II, da sempre grande e vero amico degli Stati Uniti, a proteggere le coste dell’Atlantico e del Pacifico del Nord America se le altre due potenze mondiali, gli imperi inglese e francese, decidevano d’intervenire nella Guerra Civile dalla parte della Confederazione, mentre agivano apertamente al culmine della loro guerra nel 1862.
Gli sforzi dell’Impero britannico per distruggere gli Stati Uniti durante la guerra civile furono documentati qui dagli articoli di Matthew Ehret. Il governo britannico era dominato negli anni ’60 dal grande campione della democrazia, dei confini aperti e del libero commercio William Ewart Gladstone, il cui padre fece fortuna quale maggiore commerciante di schiavi del mondo. Gladstone al culmine del potere e dell’influenza mentre era il cancelliere dello Scacchiere o ministro delle finanze, premeva apertamente per il riconoscimento della Confederazione schiavista. La stessa politica fu dettata dal sinistro e geniale Robert Gascoigne-Cecil, in seguito governante come segretario agli esteri e primo ministro Lord Salisbury, dopo Gladstone, dal 1886 al 1902. Dominò la politica estera inglese per 40 anni e morì dopo aver manifestato apertamente rammarico per il fatto che l’Impero non avesse colto l’occasione, durante la guerra civile, di distruggere gli Stati Uniti. Fu l’intervento dello Zar Alessandro ad impedirlo. Poteva vedere col rogo e saccheggio di Pechino nel 1860 che San Pietroburgo poteva essere la prossima. In Eurasia, fece causa comune con Otto von Bismarck, nuovo cancelliere della Prussia, nel riunire la Germania e respingere l’influenza anglo-francese dal cuore dell’Europa. Quindi Alessandro sviluppò un’amicizia straordinaria col presidente Abraham Lincoln ignorata per quasi un secolo e mezzo. “Lo zar e il presidente: Alessandro II e Abraham Lincoln, liberatore ed emancipatore” di Marilyn Pfeifer Swezey (University of Wisconsin Press, 2009)documentò questa sorprendente amicizia, condotta per lettera tra i due grandi liberatori di Oriente e Occidente, entrambi caduti come martiri di assassini disgustosi.
Proteggere l’Unione nel tentativo di abolire la schiavitù contro l’Impero britannico fu fondamentale sia per la passione morale del grande zar sia per la sua visione strategica a difesa del Paese. La grande strategia di Alessandro II non venne mai insegnata nelle scuole e nelle università del mondo occidentale fino ad oggi, ma fu di un brillante successo. Nel 1870, protezione e sostegno russi permisero sopravvivenza e riunificazione degli Stati Uniti in Nord America e unificazione della Germania in Europa. L’alleanza degli imperi britannico e francese che causò il caos nel mondo dalla Russia ed Austria-Ungheria a India, Cina, Messico e Stati Uniti per 20 anni, fu distrutta quando Napoleone III venne rovesciato in Francia dopo che le forze prussiane lo catturarono nella Guerra del 1870. Alessandro mise la Gran Bretagna sulla difensiva strategica globale per la prima volta dalla sconfitta nella Guerra di Indipendenza americana di 90 anni prima. Nel 1870, Stati Uniti e Germania avevano già superato la Gran Bretagna in costruzione di ferrovie e produzione di acciaio. Entrambi attuarono politiche protezionistiche per proteggere posti di lavoro e benessere, profitto e capacità industriali dei propri popoli, modello adottato anche dal Giappone. Tra gli Stati Uniti ad ovest e la Germania ad est, la Gran Bretagna fu chiusa e non poté più costituire una minaccia diretta per la Russia. Fino alla Rivoluzione Russa e all’arrogante follia di Woodrow Wilson (diagnosticato come cronicamente pazzo da nientemeno che dallo stesso Sigmund Freud, che ne scrisse un libro), Stati Uniti e Russia imperiale rimasero buoni amici.
Lo zar Alessandro vendette l’Alaska agli Stati Uniti. William Seward, segretario di Stato sopravvissuto a Lincoln, negoziò l’accordo. Alessandro persino invitò Lincoln e la First Lady Mary Todd Lincoln come onorati ospiti a San Pietroburgo, dopo essersi dimesso dalla presidenza e accettato l’offerta. Nell’evento, il vero erede di Lincoln, il generale Ulisses S. Grant accettò l’offerta e fu calorosamente intrattenuto come ospite dell’imperatore nell’agosto 1878, appena tre anni prima del suo assassinio nel 1881. (Grant, il più astuto degli osservatori notò silenziosamente che il grande zar sembrava nervoso e sfinito dopo tanti attentati da parte dei rivoluzionari). Questa storia cruciale del vero contesto strategico della guerra civile americana non viene mai insegnata in alcuna scuola e università degli Stati Uniti. Tutti i politici e gli esperti statunitensi ne sono totalmente all’oscuro. Ancora una volta, l’ignoranza totale e patetica delle lezioni più profonde della propria storia acceca fatalmente i nordamericani moderni.

Traduzione di Alessandro Lattanzio