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I 20 anni di governo del Presidente Bashar al-Assad

Military Watch, 10 luglio 2020Il Presidente Bashar Al Assad ha segnato 20 anni dall’ascesa alla presidenza, il 17 luglio 2020, mentre il suo Paese inizia a tornare alla normalità dopo una guerra lunga nove anni. Bashar succedette al padre Hafiz a presidente della Repubblica araba siriana, col primo leader che fu capitano nelle forze armate prima di prendere il potere nel 1970. L’ascesa al governo guidato da Assad segnò la fine di 25 anni di instabilità politica, che vide diversi governi siriani rovesciati per otto volte dal 1945 con una serie colpi di Stato, e di istituzioni poste nel 1970 per un apparato statale e di sicurezza efficace sopravvissute a una considerevole pressione estera negli ultimi cinquant’anni. Hafiz al-Assad guidò in particolare la Siria attraverso varie guerre col vicino Israele, con le forze armate siriane che si dimostrarono molto più efficienti la guida del partito Baath di quanto non furono nei precedenti conflitti, e videro anche aperte ostilità dell’esercito degli Stati Uniti all’inizio degli anni ’80, durante la guerra del Libano.
Il Presidente Hafiz al-Assad e il partito Baath vollero in particolare che il figlio maggiore del presidente, Basil al-Assad, che aveva conseguito il dottorato in scienze militari ed era comandante di una brigata della Guardia repubblicana, prendesse il potere dopo la morte del padre. Mentre Basil veniva curato per diversi anni alla presidenza, la sua morte in un incidente d’auto nel 1994 portò alla nomina a successore del fratello minore, il più mite Bashar. Bashar era oculista a Londra, ma tornò a Damasco poco dopo la morte del fratello, venendo arruolato per l’addestramento militare, assegnandogli il grado di maresciallo e prestando servizio in un’unità di guardia repubblicana. Bashar fu visto privo del carisma del padre, e le sue privatizzazioni massicce di proprietà statale e sistema educativo e i tentativi di espandere i legami col mondo occidentale minarono in particolare la sua popolarità rispetto al predecessore. Bashar al-Assad attualmente non è solo presidente, ma anche come comandante in capo delle forze armate siriane e segretario regionale del ramo siriano del Partito socialista arabo Baath, uno dei più vecchi partiti politici al potere in Medio Oriente o mondo islamico. Le elezioni in Siria si svolgono ogni sette anni, con Bashar eletto nel 2000, 2007 e 2014 e si prevede nel 2021. Tuttavia, data la trascurabile opposizione politica, le elezioni non sono il fattore determinante del governo del presidente, piuttosto lo sono approvazione e sostegno dell’esercito e del partito Baath, le due organizzazioni più potenti del paese. La Siria affrontò una grave insurrezione dal 2011, con le milizie islamiste che occuparono molto terreno e ottennero enormi quantità di finanziamenti e supporto materiale da Stati occidentali, Turchia e Golfo arabo. Mentre la Siria baathista è uno Stato secolare, il che significa che le questioni religiose sono separate da quelle statali e le minoranze religiose hanno uguali diritti, i gruppi islamisti che cercavano d’imporre la legge della Sharia sul Paese furonoi favoriti dalle potenze occidentali e regionali filo-occidentali nel prendere il controllo della Siria.
La notevole forza dei gruppi islamisti, che ottenuto enormi rinforzi dalle milizie jihadiste di tutto il mondo musulmano, portarono gli analisti a prevedere varie volte che il governo siriano venisse rovesciato e il Presidente Assad e il partito Baath tolti dal potere. Alla fine lo Stato siriano prevalse nonostante la forte pressione, e dall’inizio del 2016 l’Esercito Arabo Airiano riconquista la maggior parte del Paese. Nonostante la notevole ostilità occidentale, molteplici attacchi aerei occidentali illegali contro il territorio siriano. e la continua presenza illegale di forze statunitensi e francesi sul suolo siriano, tutto senza il permesso di Damasco o la sanzione delle Nazioni Unite, la stragrande maggioranza dei Paesi non modificò le relazioni diplomatiche con la Siria e condannò l’azione militare occidentale contro di essa. La Siria in particolare ricevette sostegno nella lotta controinsurrezionale da Russia, Corea democratica e Iran, coll’Aeronautica e la Marina russe che in particolare mutarono l’indirizzo della guerra con un importante dispiegamento di teatro dal settembre 2015, dissuadendo gli occidentali dall’escalation delle minacce alla Sovranità siriana. Attualmente l’unica grande roccaforte rimasta agli insorti è la provincia di Idlib, rimasta nelle mani dei gruppi jihadisti collegati ad al-Qaida a causa della protezione fornita dalla Turchia da oltreconfine. Si prevede che la Siria avrà sostegno alla ricostruzione postbellica da una serie di Persi non occidentali, dalla Corea democratica, che ha già costruito e gestito diversi ospedali nel Paese agli Emirati Arabi Uniti, che mostravano notevole interesse negli investimenti. In definitiva, il destino della provincia di Idlib e l’eredità del governo del giovane Presidente Assad vanno determinati.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

Una risposta a “I 20 anni di governo del Presidente Bashar al-Assad”

  1. LA IMPORTANCIA DEL PARTIDO BAATH,SOCIALISTA Y LAICO,RESIDE EN EL HECHO DE SU POLITICA PANARABISTA,SIN INTERFERENCIAS RELIGIOSAS,Y CON EL FIRME PROPOSITO DE CONSTRUIR LA
    UNIDAD ARABE.ES UN PAIS OCUPADO POR LOS ESTADOS UNIDOS,LA ENTIDAD SIONISTA,FRANCIA Y
    TURQUIA,QUE ROBAN LITERALMENTE,EL PETROLEO Y LOS CULTIVOS DE LA ZONA DE IDLIB,CAUSANDO ASESINATOS Y VIOLACIONES SOBRE LA POBLACIòN CIVIL INERME.NO MENOS SUCEDE EN EL GOLAN OCUPADO POR EL SIONISMO Y LOS ATAQUES AEREOS CONTINUOS EN TERRITORIO SIRIO,AL PARECER CON LAINDIFERENCIA DEL ALIADO RUSO.

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