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Trasformazione strategica e ramificazioni globali dell’Alleanza sino-iraniana

Saikat Bhattacharya, Ricercatore di Economia della Jadavpur University di Kolkata, India, One World 18 luglio 2020Ad un livello molto ampio di astrazione, l’alleanza indica almeno due “metatrend”. Il primo è l’emergere di un ordine mondiale multipolare, con molti diversi centri di potere rivali in diverse regioni che negoziano tra essi senza un coordinamento imperiale centrale. È ciò che Bhattacharya descrive come la “terza ondata rivoluzionaria”. La trasformazione strategica centrale raggiunta dai sino-iraniani è semplice: l’apertura di un secondo potenziale fronte contro l’esercito nordamericano. Ora stretto di Hormuz e Mar Cinese Meridionale sono aperti come potenziali teatri. Le ramificazioni globali sono complesse e variabili.
Il più grande perdente dell’accordo è l’Unione indiana. Per anni, la leadership della Repubblica islamica dell’Iran aveva apparentemente identificato e trattato l’India come altro partecipante al movimento anticoloniale. Data la coltivazione di violenti pregiudizi anti-musulmani da parte dell’amministrazione Modi al potere, questa linea è cambiata: l’Unione indiana è identificata come regime fantoccio dell’impero nordamericano. Modi si ritrova circondato: basi navali cinesi a Gwadar, Gjbuti, Iran, Mynamar e Sri Lanka. Circondato da tutti i lati e debole all’interno. La crisi del COVID-19 indica le debolezze del populismo di destra in tutto il mondo: gli USA di Trump, l’India di Modi e il Brasile di Bolsonaro guidano il mondo nelle infezioni da COVID-19 e nell’incapacità dello Stato. I discorsi sulla liberazione dei popoli Sikh, Tamil, Telegu, bengalesi sono sempre più forti. Il grande vincitore qui è la prospettiva dell’integrazione eurasiatica. Il collegamento ferroviario ad alta velocità da Shanghai a Copenaghen tramite Teheran è più vicino alla realtà ora che in passato. L’alleanza potrebbe forse anche rafforzare i legami tra Qatar, Turchia e Iran, formando un blocco rivale agli Stati del Golfo identificati dall’imperialismo USA. Da questo punto in poi, le possibilità diventano sempre più complesse. L’alleanza riduce notevolmente la posizione degli Stati Uniti a tutto vantaggio della Federazione Russa, ma avvicina anche la Cina ai confini della Russia, aprendo la possibilità a future complessità.
Per quanto riguarda l’Europa, l’alleanza probabilmente continuerà il riallineamento dell’UE dall’alleanza atlantica a politiche di neutralità. La capacità di Hong Kong di provocare indignazione moralistica europea appare ridotta, specialmente quando il mondo si sveglia alla realtà delle riparazioni non pagate dai principali partner dell’UE e (in particolare) dall’appena divorziato sindacato sull’oppio del “Regno Unito”. Gli effetti sugli Stati Uniti saranno molteplici. Gli Stati Uniti affrontano, al momento, due crisi intrecciate: una razziale della salute pubblica e, l’altra, il risveglio nazionale sulla realtà del razzismo, anzi, genocidio degli Stati Uniti. Invariabilmente, questo risveglio assume un carattere antimperialista. Il pubblico nordamericano si sveglierà e vedrà Joe Biden come criminale di guerra? Il mondo musulmano ha già una vivida consapevolezza del costo umano dell’imperialismo USA. Dei tre principali candidati alle elezioni presidenziali, Trump e Biden s’impegnavano a fondo nelle relazioni internazionali imperialiste. Le relazioni internazionali di Kanye West sono, al momento della stesura, indeterminate. Se l’occidente avesse ascoltato la Bibbia trasformando le spade in aratri; se avesse ascoltato la storia politica nordamericana e dato i quaranta acri garantiti e un mulo;se avesse negoziato un nuovo ordine mondiale stabile portando l’NBA nella RPC: in questa linea temporale, l’Alleanza sino-iraniana sarà vista come prima indicazione della grande trasformazione delle questioni umane.
Finora, abbiamo esaminato il progetto principalmente al livello dei singoli interessi nazionali. La vera novità dell’alleanza, tuttavia, arriva nella nuova grande alleanza suggerita tra Cina, Pakistan, Iran e Turchia. Questa alleanza attirerà gran parte dell’Asia centrale nella sua orbita. Nel campo della geopolitica, l’Eurasia è talvolta chiamata “Isola del mondo” e la parte centrale di questa isola del mondo è il “grande perno” su cui ruota la storia. In molte possibili tempistiche, l’alleanza sino-iraniana segna una svolta di questo “perno”. Ad un livello molto ampio di astrazione, l’alleanza indica almeno due “metatrend”. Il primo è l’emergere di un ordine mondiale multipolare, con molti diversi centri di potere rivali in diverse regioni che negoziano tra essi senza un coordinamento imperiale centrale. è ciò che Bhattacharya ha descritto come “terza ondata rivoluzionaria”. Molte nazionalità oppresse prenderanno probabilmente la posizione indebolita del regime di Modi come opportunità di rivolta: il processo che ne deriverà porterà alla nascita di altre nuove repubbliche popolari, catalizzando una delle più grandi narrazioni della specie umana: l’evoluzione nel socialismo.

Co-autore con Ben Shephard e cofondatore di Red Dawn Strategies, agenzia di consulenza politica e comunitaria. Vive a Shenzen.

Traduzione di Alessandro Lattanzio