Su-30 per l’Iran? I caccia russi per gli iraniani saranno la svolta nel Medio Oriente

Military Watch 26 giugno 2018

A seguito dell’ingresso dell’Iran nell’accordo nucleare JCPOA con potenze occidentali, Russia e Cina e il conseguente ritiro delle sanzioni economiche delle Nazioni Unite al Paese nel 2015, una serie di fonti hanno riferito che Teheran ha mostrato interesse ad acquisire avanzati caccia per superiorità aerea russi. per modernizzare le sue capacità di guerra aerea. Mentre l’accordo JCPOA, che continua a sussistere nonostante il ritiro degli Stati Uniti, vieta ai Paesi d’esportare armi offensive in Iran senza l’esplicito permesso delle Nazioni Unite, il permesso dei membri occidentali dell’ONU quasi certamente sarà negato, ma questa restrizione scadrà nel 2020. Consentire all’Iran di acquisire liberamente armi dall’estero è fortemente criticato da Israele e figure del blocco occidentale, e potrebbe avere implicazioni significative per l’equilibrio del potere in Medio Oriente.
L’Aeronautica iraniana oggi è tutt’altro che avanzata. Il servizio schiera un certo numero di caccia F-4 e F-5 statunitensi della Guerra del Vietnam, nonché i più formidabili cacciai di superiorità aerea F-14, di cui 30 sono pronti al combattimento. Questi caccia furono ampiamente utilizzati nella guerra di otto anni con l’Iraq, dal 1980 al 1988, dopo di che l’Iran poté acquisire un considerevole contingente di prime versione del MiG-29 sovietico e due dozzine di caccia cinesi J-7. Il Paese aveva anche ricevuto numerosi aerei sovietici dall’Iraq nel 1991 durante la Guerra del Golfo, con piloti in fuga verso gli aeroporti iraniani per sfuggire al bombardamento da parte occidentale. Tra questi vi erano alcuni caccia MiG-29 aggiuntivi e decine di aerei d’attacco Su-22 e Su-24. Da allora l’Iran ha introdotto alcune piattaforme leggere nazionale come il caccia leggero Saeqeh, analogo all’F-18A e basata sul progetto originale dell’F-5, e come risultato dell’approvvigionamento dei caccia, l’Aeronautica oggi dispone una forza piuttosto varigata di oltre dieci diversi tipi di aerei da combattimento.
Con l’eccezione dell’F-14 e de vecchi aerei d’attacco Su-22 e Su-24, gli aerei iraniani non furono progettati per la proiezione di potenza e sono piattaforme multiruolo difensive a corto raggio. Mentre l’Iran espande l’influenza in Medio Oriente, recentemente inviava consiglieri militari in Siria per sorvegliare gli schieramenti in continua espansione di numerosi milizie filo-Teheran, il Paese manca delle risorse per la proiezione di potenza con cui affermarsi direttamente dal territorio iraniano. Mentre i rivali regionali Israele e Arabia Saudita, principali partner occidentali nella regione, hanno vaste flotte di caccia da superiorità aerea F-15 e varie versioni d’attacco degli F-15E, ideali per proiettare potenza lontano dai confini, l’Iran manca di tali risorse e la sua Aeronautica è relegata a un ruolo quasi esclusivamente difensivo; una grave lacuna. Riguardo alle capacità estremamente limitate dell’Aeronautica iraniana oggi, il generale di brigata dell’Aeronautica israeliana Israel Baharav dichiarava: “L’aeronautica iraniana è fondamentalmente composta da vecchi aerei statunitensi ed aerei che gli iraniani sono riusciti ad ottenere in seguito. Credo che l’Aeronautica iraniana possa essere presa in considerazione solo se (l’esercito israeliano) operasse nello spazio aereo iraniano (cioè l’Aeronautica iraniana non è in grado di proiettare efficacemente potenza)”. Il generale inoltre affermava riguardo le non travolgenti capacità d’attacco dell’aeronautica iraniana e l’incapacità di montare le operazioni vicino o nel territorio israeliano che, “La grande distanza e altri fattori giocano un ruolo. Ovviamente potrebbero provare, ma le capacità dei loro velivoli sono estremamente limitate nel caso di tale compito. I loro missili rappresentano per noi una minaccia maggiore della loro aviazione”. Date le attuali capacità dell’Aeronautica iraniana, questa rimane una valutazione molto realistica.
L’Iran, nonostante la mancanza di capacità di superiorità aerea, ha continuato ad imporsi come una delle maggiori potenze regionali, e le forze aeree di Israele, Arabia Saudita e altri partner occidentali furono le risorse chiave per tenere sotto controllo l’espansione dell’influenza iraniana. Se l’Iran dovesse comunque dotarsi di una flotta da superiorità aerea, acquisendo caccia pesanti ad alte prestazioni da Russia o Cina, diverrebbe la chiave per mutare saldamente gli equilibri di potere in Medio Oriente a favore di Teheran. Numerosi fonti hanno riferito sin dalla firma del JCPOA che l’Iran cerca avanzati caccia da superiorità aerea russi per dare alla propria flotta aerea la modernizzazione necessaria. Alcune fonti hanno indicato che piloti iraniani, e persino miliziani di Hezbollah filo-Iran, hanno già iniziato ad addestrarsi in Russia su velivoli da combattimento avanzati. Data la stretta cooperazione nella difesa tra Russia e Iran ed Hezbollah, ampliatasi significativamente dallo stretto coordinamento nella guerra in Siria contro i gruppi ribelli sostenuti dall’occidente, rimane altamente plausibile. L’Iran acquisìo una serie di sistemi d’arma avanzati da Russia ed Unione Sovietica per difendere lo spazio aereo, in passato. Ultimamente questo includeva il sistema di difesa aerea S-300 , arma difensiva non coperta dalle restrizioni ONU. La piattaforma da combattimento che l’Iran avrebbe particolare interesse è il caccia da superiorità aerea Su-30, versione avanzata del Su-27 con capacità di combattimento aria-aria di gran lunga superiori a quelle dei vecchi caccia F-15C israeliani e sauditi. Secondo quanto riferito, il Ministro della Difesa iraniano, Generale Hossein Dehghan, nel febbraio 2016 visitò Mosca per discutere della potenziale acquisizione di caccia russi e probabilmente fu raggiunto un accordo per l’acquisizione. Rimane nell’interesse della Russia e dell’Iran non confermare le segnalazioni di eventuali consegne programmate di tali caccia, almeno fino al 2020, quando il primo velivolo potrà essere inviato, sia per negare agli avversari degli iraniani il tempo di prepararsi alla vendita ed evitare inutili pressioni dal blocco occidentale. Una fonte del Ministero della Difesa iraniana dichiarò in merito all’acquisizione iraniana del Su-30, in occasione della visita del Generale Dehghan in Russia: “Il Ministro Dehgan discuterà anche della consegna degli aerei Su-30 perché il Ministero della Difesa ritiene utile all’Aeronautica iraniana questo tipo di aereo. Siamo andati molto oltre le discussioni sugli acquisti e penso che durante la prossima visita sarà firmato un contratto“. Lo riferirono anche i media russi. Il Ministro Dehghan dichiarò poco prima del viaggio in Russia, citando specificamente il Su-30: “Oggi dobbiamo prestare attenzione all’Aeronautica e agli aerei e cerchiamo di siglare un accordo con i russi su cui avremo una partnership nella costruzione e produzione dell’aviogetto da combattimento“. Con l’Iran che già dispone di una vasta flotta di caccia leggeri, il pesante Su-30 vi avrebbe un ruolo altamente complementare.
Mentre la Russia dagli anni ’90 sviluppato il Su-30 in piattaforme aeree di superiorità più efficaci, tra cui il super-maneggevole caccia Su-35 ‘4++’ e il caccia di quinta generazione Su-57, la decisione dell’Iran di acquisire la piattaforma più vecchia è quasi certamente risultato dei vincoli finanziari del Paese. Ai militari iraniani viene assegnato uno dei budget più bassi relativi al PIL nazionale di qualsiasi Paese del Medio Oriente, e la spesa per la difesa iraniana è sminuita da quelle di Israele, Arabia Saudita e persino Emirati Arabi Uniti, e circa 7 miliardi di dollari all’anno sono più vicini alle spese per la difesa del Qatar (5 miliardi) che a qualsiasi di tali grandi acquirenti militari filo-occidentali. Il Su-30, nonostante l’età, è più che capace di superare i caccia più potenti esportati dalle potenze occidentali, con l’F-15 che risale a più di 40 anni fa, al 1976, e considerevolmente inferiore in combattimento. La versione del Su-30 che l’Iran è destinata ad acquisire resta una questione. Le versioni avanzate del Su-30, come l’MKII impiegato da Venezuela, Cina e Vietnam o MKI e MKK impiegate rispettivamente da India e Cina, sono significativamente più costose di quelle di base come il Su-30K. Le piattaforme basilari potrebbero essere acquisite in numero maggiore e costerebbero meno alla difesa iraniana, fornendo al contempo un velivolo superiore all’F-15C. I caccia non dispongono dei sistemi di vettorizzazione della spinta, dell’avionica all’avanguardia e di numerose altre funzioni avanzate implementate dalle ultime versioni. Considerando la qualità dei piloti dell’Aeronautica israeliana, tra i più capaci al mondo che persino col vecchio F-15C potrebbero seriamente sfidare gli omologhi iraniani che volano su una piattaforma russa, l’Iran potrebbe cercare una versione più capace del Su-30 massimizzandone il vantaggio tecnologico e garantendo al meglio un risultato favorevole in un potenziale conflitto cogli avversari. Se l’Iran troverà più facile contrattare la produzione su licenze di una versione del Su-30 di base senza tecnologie all’avanguardia, sarà un fattore significativo che influenzerà il tipo di caccia eventualmente acquisito. Il fatto che l’Iran dichiari di cercare la produzione congiunta dell’aereo, tuttavia, indica che il Paese ha bisogno di qualcosa di più di un piccolo contingente di caccia e che è destinato ad acquisire il Su-30 in numero significativo. Con questi caccia in grado di compiere missioni di supporto aereo a lungo raggio su tutto il Medio Oriente, dalla Siria, Libano e alture del Golan ad Arabia Saudita e Golfo Persico, significa che qualunque cosa l’Iran decida sulle future acquisizioni, avrà molte implicazioni significative nell’equilibrio di potere mediorientale.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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