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Confusione e contraddizioni nell’America apocalittica di Trump

Andre Vltchek, New Eastern Outlook 17.07.2020I nordamericani sono arrabbiati. Sospettavo che lo fossero, ma ne ebbi conferme a Miami, Washington DC, Baltimora, Minneapolis, New York e Boston. Fondamentalmente, ovunque andassi mentre “prendevo il polso e la temperatura” di questo Paese i cui vissi, in totale, per molto più di un decennio. “Qual è il tuo lavoro?” gridò una signora afroamericana, proprio nella Union Station della capitale. Ovviamente, si trattava di una domanda retorica, poiché quasi immediatamente rispondeva alla sua domanda: “Non c’è lavoro!” Il signor Floyd fu assassinato da poliziotti sadici pervertiti. L’economia crolla, almeno per i poveri e la classe media. La pandemia COVID-19 è come una montagna russa, su e giù, su e giù, senza fine. La gente è confusa, mentre il governo è sempre più aggressivo. Gran parte dei cosiddetti “media progressisti” improvvisamente non si comporta affatto progressivamente. Il razzismo è talvolta combattuto con nuovi razzismi. I movimenti antirazzisti vengono periodicamente infiltrati da gruppi di estrema destra, come vidi a Minneapolis. Il governo degli Stati Uniti sostanzialmente attacca Paesi come Cina, Venezuela e Iran. Non solo verbalmente, ma militarmente. E il motivo per cui il nostro mondo non è ancora nella terza guerra mondiale, è per l’enorme moderazione e saggezza degli avversari degli statunitensi.
A casa, niente lavoro, niente politica coerente su come combattere il COVID-19 e niente unità nazionale nel momento del disastro. Ciò a cui assistivo finora erano degli scatti incoerenti dai governi (federale e statali), così come conseguenti confusioni, timore e soluzioni irregolari. Al contrario di ciò che ho visto in Asia, nella Cina socialista e in Vietnam, ma anche in Paesi lontani dal socialismo come Thailandia, Corea del Sud, Filippine. Solo un rapido controllo della realtà, e appare chiaro che il sistema nordamericano è già fallito, in modo chiaro e netto: 30 milioni di persone senza lavoro dall’inizio della pandemia. Tre milioni di infetti, e probabilmente, ormai, molto di più. Oltre 130000 cittadini statunitensi hanno perso la vita. Naturalmente, tutto dipende da come viene calcolato il totale delle vittime. Tuttavia, non importa come, anche se i numeri più bassi sono corretti, gli Stati Uniti sono il Paese più colpito sulla Terra, il che è un vero peccato, considerando che è ancora uno dei più ricchi. L’amministrazione Trump ovviamente sa tutto ciò, e solo pochi mesi prima delle elezioni presidenziali cerca disperatamente qualcun altro da accusare di tale enorme disastro nazionale. Il presidente e i suoi uomini accusano freneticamente tutti: dalla Cina (RPC) all’Organizzazione mondiale della sanità (OMS). Dal Partito Comunista Cinese e dal Presidente Maduro ai governatori degli Stati Uniti e ai pochissimi membri “disobbedienti” dei mass media che osano ancora, almeno occasionalmente, sfidare la narrazione ufficiale. Le teorie della cospirazione abbondano. Manifestazioni e proteste si svolgono in tutta la nazione. A New York City, il tasso di omicidi è aumentato. Le sirene ululano. La gente detta il cliché: “Segui i soldi”, sento ovunque. Di chi è la colpa? Regime inetto? Mostruoso capitalismo obsoleto? Corporativismo? Sistema d’istruzione di merda? La gente non lo dice per ora. Mentre i “falsi profeti” prosperano. Governo e mass media, così come la maggioranza dei cosiddetti media “progressisti” (non confondeteli coi media di sinistra, che difficilmente esistono negli Stati Uniti), accusano Cina socialista, Russia, Iran ed altri Paesi indipendenti.
Questa è chiaramente una lotta politica. La pandemia c’è, ovviamente, ma per la Casa Bianca non è altro che rumore di fondo. Il regime degli Stati Uniti lotta per la sopravvivenza. Trump si scontra con vari Paesi stranieri, quelli che hanno una vera ideologia di sinistra. Molto è in gioco. L’intera sopravvivenza del sistema è ora in discussione. Se questo terribile schema crollasse, il mondo intero si rallegrerebbe; ne trarrebbe beneficio. Ma la maggioranza dei nordamericani perderebbe. Anche chi piace dipingersi “progressista” o “diverso” o “anche vittima”. E così ci sono migliaia di cospirazioni volte a screditare la rabbia che segue l’uccisione di Floyd. Esistono innumerevoli teorie sulle origini della pandemia, sulla sua gestione o, più precisamente, cattiva gestione. Per gli avversari di Trump e del Partito Democratico, è assolutamente essenziale screditare moralmente e socialmente Paesi di successo come Cina, Russia e persino Cuba. Un mostruoso tsunami propagandistico veniva scatenato negli Stati Uniti, ma anche nel Regno Unito. È senza precedenti e travolgente. Le voci alternative vengono messe a tacere. La censura, anche tra le cosiddette pubblicazioni occidentali “alternative”, diventa a prova di proiettile. E tutto è accaduto letteralmente dall’oggi al domani. Mentre i miei saggi venivano ristampati solo 2-3 mesi fa da almeno 20 importanti media negli Stati Uniti e in Canada, ora sono al massimo cinque a osare. La mia visione internazionalista di sinistra non è cambiato affatto. Ma i loro vero volto si è mostrato. Ma il mio lavoro ha ottenuto grande sostegno nei Paesi non occidentali. Questo dice molto sulla situazione! Ma torniamo a Trump. Attacca Paesi stranieri, inorridito dal fatto che la gente possa notare quanto siano ottimiste e compassionevoli altre nazioni. Ma anche aggredisce chi ora abbatte statue e simboli di bigotti occidentali, autori di genocidi, proprietari di schiavi e occupanti. Per non parlare dei funzionari sanitari che osano dipingere un quadro desolato (leggi: realistico) e l’esortano a mettere gli interessi delle persone al di sopra dell’economia, in particolare privata. L’8 luglio 2020, la CNN riferiva: “Cinque mesi di pandemia ancora in atto ha ucciso più di 130000 nordamericani, le tensioni a lungo ribollenti tra il presidente Donald Trump e gli esperti in salute nello staff del suo governo sono passate dall’azione in privato per ridurre il disaccordo ad aprire una disputa. Il risultato, dicono in quelle agenzie, è una nuova demoralizzazione mentre continuano i tentativi di combattere una crisi sanitaria una tantum, generando allo stesso tempo i capricci di un presidente che mostrava scarso interesse o comprensione del proprio lavoro. Che Trump non si fidi né segua il consiglio di esperti come il Dr. Anthony Fauci, principale specialista in malattie infettive della nazione, non è certo una novità. Il presidente non partecipa a una riunione della sua task force sul coronavirus da mesi, e recentemente le sue sessioni si tenevano fuori dalla Casa Bianca, anche presso la sede del dipartimento della Pubblica Istruzione. A Fauci fu detto di partecipare all’incontro tramite videoconferenza, impedendogli di partecipare a un briefing stampa della task force … ” Proprio niente di nuovo. Solo che anche la CNN, portavoce del regime, finalmente lo nota! Si tratta di diffondere nichilismo, sia sul fronte interno che su quello estero.
La Cina viene attaccata nella maniera più estrema, irragionevole e persino bizzarra sia dal presidente Trump che dalla sua squadra, ma anche dai loro avversari. Dopo aver vinto la lotta al COVID-19, la RPC fu incolpata praticamente di tutto, dalla trattenere i dati all’influenza negativa sull’OMS e persino produzione del virus in uno dei suoi laboratori a Wuhan, per poi diffonderlo ovunque, in seguito. “Virus cinese”, così la Casa Bianca lo chiamava, mentre nessuno sa ancora dove sia realmente nato. Naturalmente, Pechino e la Cina ne erano indignate. Alcuna accusa del governo nordamericano è stata dimostrata. Accuse dopo accuse veniva ridicolizzate dalla comunità medica, scientifica degli Stati Uniti e spesso dal mondo accademico. Ma l’amministrazione è già andata troppo oltre e chiaramente non è può fermare i propri attacchi. Ignora il ridicolo, sperando che la sua retorica macho, volgare e provinciale si appello a un determinato gruppo analfabeta ed estremista della popolazione, conquistandosi il secondo mandato. Analizzando la rivolta seguita all’omicidio del signor George Floyd (risultato positivo al COVID-19), parlai con dozzine di nordamericani di tutte le razze e posizioni sociali. La maggior parte di loro fu oltraggiata dalla gestione del governo dell’epidemia e dei disordini. Nessuno accusava la Cina o qualsiasi altro Paese direttamente della terribile situazione negli Stati Uniti. La retorica anti-cinese è chiaramente un gioco politico tra repubblicani e democratici. Lo stesso vale per i sentimenti anti-russi, incluso il declino degli aiuti russi inviati negli Stati Uniti, proprio all’inizio della pandemia. La strategia del governo degli Stati Uniti è semplice; alcuni direbbero primitiva: “Qualunque cosa terribile accada nel Paese, contrattacca e dai la colpa di tutto agli avversari politici e, se non puoi, attacca Paesi stranieri; Cina, Russia, persino Iran o Venezuela. O le agenzie delle Nazioni Unite, come l’OMS. Inviate insultati ad ogni angolo del mondo, ma anche le corazzate”. C’è molto di sbagliato negli Stati Uniti, molto, molto di sbagliato. Le tende dei senzatetto ora possono essere individuate in tutto il centro di Washington DC. La Casa Bianca è diventata un forte. E mentre milioni di nordamericani marciano protestando contro razzismo endemico e discriminazione, KKK e i suoi affiliati come i Proud Boys bruciano le città e infiltrano le manifestazioni antirazziste legittime (che affronterò presto nei miei saggi).
Il quadro è apocalittico. La situazione è esplosiva. Questo è uno dei momenti più pericolosi della storia del mondo. Ma, sorprendentemente, non viene scritto molto su urgenza e minaccia che il nostro pianeta affronta!

Andre Vltchek è un filosofo, romanziere, regista e giornalista investigativo. È il creatore del Mondo di parole e immagini di Vltchek, ed autore di numerosi libri, tra cui Belt and Road Initiative della Cina: Paesi connessi che salvano milioni di vite. Scrive in particolare per la rivista online “New Eastern Outlook“.

Traduzione di Alessandro Lattanzio