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L’Iran attiverà un nuovo corridoio commerciale tra Russia e India

Sputnik, 17.07.2020L’idea di creare un grande corridoio dei trasporto attraverso l’Iran risale ai primi anni 2000, quando Mosca, Teheran e Nuova Delhi firmarono un accordo su una via di 7500 km per trasportare merci da India e Iran a Russia ed Europa usando una combinazione di infrastrutture marittime, terrestre e ferroviarie.
All’inizio del mese, il Direttore generale dell’Organizzazione della zona di libero scambio Chabahar, Abdul Rahim Kordi illustrava i vantaggi della formazione della rotta commerciale tra Mumbai, San Pietroburgo e Amburgo attraverso il porto nell’Iran sud-orientale, col corridoio che corre da nord-ovest attraverso l’Iran fino a Bandar-e Anzali sul Mar Caspio, ed attraverso il Mar Caspio fino alla regione russa di Astrakhan e quindi verso l’Europa del nord. Parlando ai media iraniani, Kordi delineava una serie di benefici dalla rotta, dai tempi di percorrenza più rapidi al ruolo di potenziale rafforzamento delle relazioni dell’Iran coi vicini, aggiungendo che in alcuni casi, il corridoio potrà sostituire il canale di Suez per efficienza complessiva. In particolare, il funzionario spiegava che il corridoio dimezzerà il tempo di transito delle merci da e verso la Russia, da 38 giorni di oggi a 14-16 giorni, quando attivato. L’Iran ha impegnato risorse significative nel progetto, affermava Kordi, stanziando centinaia di milioni di euro per lo sviluppo dell’infrastruttura ferroviaria, col Porto di Chabahar in procinto di aumentare la sua capacità di carico da 2,5 milioni a 8,5 milioni di tonnellate all’anno. New Delhi aveva impegnato l’equivalente di circa 14 milioni di dollari nello sviluppo del porto per gli anni 2020-2021. Chiamando l’Iran “terminale del mondo”, Kordi osservava che Chabahar, l’unico porto oceanico dell’Iran, può collegare il mondo da est a ovest e da nord a sud.

Minaccia alla linea di fondo di Suez?
Parlando con al-Monitor degli ambiziosi piani dell’Iran per diventare importante corridoio dei trasporti globale, il portavoce dell’autorità del canale di Suez George Safwat assicurava che la rotta commerciale India-Iran-Russia di 7500 km non potrà competere col canale egiziano nelle consegne dall’India ad Amburgo, poiché richiede che le merci vengano spedite via mare, strada e rotaia. Inoltre ci vogliono 19 giorni per spedire un container dall’India ad Amburgo, invece degli oltre 20 previsti sul corridoio dell’Iran. Tuttavia, l’esperto di affari iraniani Muhamad Said al-Idris del Centro di studi politici e strategici al-Ahram di Cairo, notava che la nuova rotta commerciale non mira a danneggiare gli interessi dell’Egitto, ma piuttosto a servire gli interessi economici dell’Iran, tenendo conto delle severe sanzioni statunitensi. All’inizio di quest’anno, l’esperto di difesa e affari strategici indiano Shishir Upadhyaya scrisse un’analisi in cui spiegava che la creazione del tanto atteso corridoio commerciale India-Iran-Russia non solo aumenterà gli scambi tra le nazioni, ma potenzialmente aiuterà a ridurre l’impatto delle sanzioni statunitensi sulla Repubblica islamica. In particolare, osservava, la nuova rotta dovrebbe ridurre i tempi di transito tra Russia e India del 62 percento, aiutando così l’ambiziosa offerta di Mosca e Nuova Delhi di incrementare il commercio da 11 miliardi nel 2019 a 30 miliardi entro il 2025. “L’attivazione dell’INSTC offrirebbe anche enormi opportunità ai Paesi senza sbocco sul mare dell’Asia centrale, potendo commerciare in entrambe le direzioni”, notava Upadhyaya, sottolineando i recenti sforzi di Mosca per facilitare un accordo di libero scambio tra India e Unione economica eurasiatica (che insieme alla Russia attualmente comprende Armenia, Bielorussia, Kazakistan e Kirghizistan). La Container Corporation di proprietà statale indiana (Concor) e la Russian Railways Logistics firmarono un memorandum di intesa sul trasporto di merci tra i due Paesi attraverso l’Iran basato su un’unica fattura a marzo, con la prevista entrata in servizio in pochi mesi.
Russia, Iran e India proposero il corridoio die trasporto nord-sud internazionale (INSTC) nei primi anni 2000, sebbene per molti anni il progetto venisse bloccato dalla ostacoli burocratici e limitazioni infrastrutturali. Una volta pienamente operativa, la capacità annuale prevista dell’INSTC potrebbe raggiungere 20-30 milioni di tonnellate di merci all’anno. Le iterazioni più ambiziose del progetto propongono persino la creazione di un massiccio canale di 765 km dal Mar Caspio alle coste sull’Oceano Indiano dell’Iran, sebbene le ingenti spese (stimate in 6-10 miliardi) sembrano aver bloccato questo progetto.

Traduzione di Alessandro Lattanzio