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La Gran Bretagna s’illude sulla diplomazia delle cannoniere degli USA contro la Cina

Finian Cunningham, SCF 15 luglio 2020

Il fidato luogotenente britannico degli USA è intervenuto per alimentare le tensioni nel Mar Cinese Meridionale, riferendo che la Gran Bretagna schiererebbe le sue due nuove portaerei nella regione del Pacifico. I gruppi d’attacco che includono fregate, cacciatorpediniere e sottomarini a propulsione nucleare, si uniranno alle navi da guerra statunitensi e giapponesi nelle esercitazioni navali. Pechino già avvertiva Londra che qualsiasi dispiegamento di forze nel mare contestato sarà visto come “atto ostile”. La Gran Bretagna sembra avanzare a prescindere, secondo un rapporto del London Times, che cita piani dei capi militari per inviare le portaerei nella regione all’inizio del prossimo anno. HMS Queen Elizabeth e HMS Prince of Wales sono le più grandi portaerei mai costruite dalla Gran Bretagna. Entrambe sono progettate per integrarsi con le forze statunitensi, in particolare trasportando aviogetti da combattimento F-35 ed elicotteri Apache. Data la recente presenza di navi da guerra e aerei da guerra nordamericani nel Pacifico che conducono provocatorie “operazioni di libertà di navigazione” nel Mar Cinese Meridionale, Pechino non può che considerare le mosse britanniche come ulteriore aumento deliberato delle tensioni di guerra. All’inizio del mese, due gruppi di portaerei statunitensi condussero manovre congiunte nel Mar Cinese Meridionale, secondo quanto riferito, era la prima volta che tali esercitazioni venivano effettuate dal 2014 e solo la seconda volta dal 2001. I tempi della convergenza tra Washington e Londra non potrebbero essere più incendiari. Washington e Londra accusavano la Cina della pandemia globale di coronavirus a seguito della disputa commerciale dell’amministrazione Trump. Il duo anglo-americano liquidava le tensioni con Pechino su Taiwan e Hong Kong minando le rivendicazioni di sovranità della Cina. Gli statunitensi accumulavano pressioni sulla Gran Bretagna affinché scartasse i piani del colosso cinese delle telecomunicazioni Huawei di partecipare alla modernizzazione della telefonia cellulare.
Questa settimana il dipartimento di Stato degli Stati Uniti alzava la posta sulle controversie territoriali nel Mar Cinese Meridionale dichiarando che le rivendicazioni di Pechino su acque e isole sono “completamente illegali”. Il segretario di Stato Mike Pompeo dichiarava che gli Stati Uniti non “consentiranno alla Cina di trattare il Mar Cinese Meridionale come suo impero marittimo”. Tale designazione da parte del dipartimento di Stato su presunta “illegalità” cinese segna una grave escalation. Finora Washington si asteneva dall’utilizzare tale termine incriminante, preferendo definire le rivendicazioni territoriali della Cina come “destabilizzanti”. Gli esperti a Washington sono citati dire con approvazione che la nuova formulazione dà gli Stati Uniti base “legale” su cui confrontarsi con Pechino nelle controversie nel Mar Cinese Meridionale. John Bolton, l’ex-falco consigliere per la sicurezza nazionale di Trump, commentava : “È tempo di andare oltre gli esercizi di libertà di navigazione per contrastare il comportamento coercitivo della Cina nella regione”. Ciò implica che Washington cercherà di polarizzare ulteriormente le tensioni tra Cina e vicini asiatici di cui gli Stati Uniti dichiarano essere alleati. Alla fine, gli Stati Uniti perfezionano un casus belli.
La Cina condannava l’intervento del dipartimento di Stato come “distorsione” delle relazioni tra Pechino e i Paesi vicini dell’Associazione delle nazioni del Sud-Est asiatico (ASEAN). La Cina affermava che è Washington a alimentare le tensioni nella regione. Global Times osservava che: “Pace e stabilità nel Mar Cinese Meridionale riguardano gli interessi fondamentali dell’ASEAN. Ma gli Stati Uniti, guidati dai propri interessi, modellano questa situazione regionale in modo opposto”.
I rapporti secondo cui Londra pianifica l’invio delle sue nuove portaerei nella regione per unirsi alle forze navali nordamericane, giapponesi e forse australiane possono essere percepiti come tentativo di una “coalizione di volonterosi” guidata da Washington di intimidire Pechino. Con una versione da 21° secolo della diplomazia delle cannoniere, Washington crede che Pechino si piegherà alle richieste su commercio e altri interessi strategici. Il potere capitalista calante degli USA non può competere economicamente, quindi torna alla forza militare brutale insieme ai vassalli istigati, come la Gran Bretagna. Vi è, tuttavia, una discernibile mancanza di credibilità in tale “coalizione dei volenterosi” dello zio Sam. La notizia che la Gran Bretagna invia l’HMS Queen Elizabeth, portaerei da 4 miliardi di dollari, seguita dalla HMS Prince of Wales in un secondo momento, per “dominare le onde” a più di 10.000 chilometri da Londra non sembra solo banale, ma osceno dato il disastro sanitario che affronta la Gran Bretagna per la pessima cattiva gestione del coronavirus. I principali esperti medici avvertono che la Gran Bretagna potrebbe vedere 120000 morti in più entro la fine dell’anno, oltre ai 43000 già avuti, a causa dei servizi sanitari sfasciati. Le élite britanniche hanno davvero perso la bussola. La Britannia non può più permettersi la finzione di governare i mari, non importa se da carne da cannone dello zio Sam in una avventata resa dei conti imperialista.
Si ritiene che la Cina abbia un formidabile arsenale di missili anti-nave noti come “killer carrier”. Quindi, lasciate che la malvagia Gran Bretagna remi dietro i pirati di zio Sam, e gli inglesi scopriranno presto che potrebbero anche navigare su bagnatole giganti da miliardi di dollari, da spedire in fondo al mare in un istante, mentre milioni di inglesi combattono per la vita in corridoi ospedalieri inefficienti.

Traduzione di Alessandro Lattanzio