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La dittatura in Brasile e la Gran Bretagna

John McEvoy e Daniel Hunt, Internationalist 360°, 9 luglio 2020Esclusivo. Documenti declassificati di recente rivelano l’entusiasmo della Gran Bretagna per la dittatura brasiliana nel 1964-85. Di tono razzista e coloniale, i fascicoli descrivono la propaganda segreta infiltrata nei media dell’opposizione e ulteriori provano dell’addestramento segreto alle torture.

La “coltivazione assidua” di Samuel Wainer
In un dossier del 1969 intitolato “Dipartimento di ricerca di informazioni: operazioni in Brasile”, declassificato solo nel dicembre 2019, il funzionario del Ministero degli Esteri ER Allott discuteva del ruolo della Gran Bretagna nell’informare le forze armate brasiliane su politica e metodi dei comunisti, al fine di opporsi al comunismo in modo razionale e ben informato”. Sebbene l’immaginaria minaccia comunista si fosse placata col colpo di Stato militare del 1964, i pianificatori inglesi rimasero comunque preoccupati, in termini tipicamente razzisti, “dalle masse brasiliane… che potevano essere sfruttate abbastanza facilmente da un abile demagogo che, essendo discendenti di schiavi, avevano una comprensibile simpatia per l’autorità paterna”. Dall’ambasciata a Rio de Janeiro, i funzionari britannici idearono un’offensiva propagandistica per mantenere alla larga il comunismo e coltivare i movimenti di sinistra in Brasile. Questa campagna fu gestita dall’Information Research Department (IRD), l’unità di propaganda segreta da Guerra Fredda del Foreign Office del Regno Unito. “È necessario considerare la rivoluzione [nel 1964 come] fine di un capitolo. L’obiettivo dell’IRD immediato è raggiunto”, scrisse un funzionario britannico dell’ambasciata a Rio de Janeiro. “Se il lavoro deve continuare, è necessario un nuovo approccio basato su obiettivi a lungo termine; e la rete dei contatti dovrà essere ricostruita sulla base di ciò che resta praticabile, efficace e cooperativo”. Uno dei primi e principali obiettivi di tale operazione fu Ultima Hora, quotidiano tradizionale di sinistra brasiliano fondato nel 1951 dal giornalista e autore Samuel Wainer. Negli anni ’60, la diffusione di Ultima Hora fu di circa 350000 copie, con 12 edizioni regionali e, nel 1954, ben 800000 per l’edizione che annunciò la morte del presidente Getúlio Vargas. Wainer rimane un eroe in Brasile. Dagli anni ’50 alla morte, avvenuta nel 1980, fu una figura estremamente influente nei media brasiliani di sinistra, ed eminente nella cultura popolare grazie alla moglie Danuza Leão, giornalista, modella e sorella dell’artista Nossa Leão della Bossa Nova, membro del partito comunista brasiliano, PCB. Nel 1964, Ultima Hora fu ufficialmente la voce del governo di João Goulart e contraria al colpo di Stato militare. Le coraggiose decisioni editoriali di Wainer durante questo periodo sono ancora ricordate con affetto, così come la sua opposizione alla dittatura e agli interventi personali per salvare dei giornalisti da arresti, tortura o omicidi per mano della polizia segreta.
L’ostilità di Ultima Hora nei confronti della dittatura fu riconosciuta dai pianificatori inglesi che notarono che il giornale fu temporaneamente ‘chiuso dal governo al momento del colpo di Stato e che il suo editore’ Samuel Wainer era fuggito… quando la repressione fu… intrapresa contro i giornali brasiliani”. [FCO 95/491] Wainer rimase in esilio fino al 1967. Ultima Hora rappresentava quindi una minaccia e un’opportunità per i pianificatori inglesi. Se Weiner poteva essere foraggiato da funzionari britannici, l’opposizione decisa del giornale potrebbe essere blandita mentre la sua reputazione poteva essere sfruttata dagli interessi britannici. I tentativi di influenzare Ultima Hora iniziarono sei mesi dal colpo di Stato. In una lettera inviata dall’ambasciatore britannico in Brasile RJD Evans al funzionario IRD JE Jackson del 30 settembre 1964, Evans discusse “accordi non ufficiali” per incontri tra IRD e “il direttore del Jornal do Brasil e vicepresidente ed caporedattore di Ultima Hora”. Nel 1968, i funzionari inglesi in Brasile i vantaggi foraggiando Ultima Hora erano un fatto compiuto: l’ufficiale dell’IRD RA Wellington aveva, secondo lui, incoraggiato Wainer ad togliere i denti al radicalismo di Ultima Hora.
Come si legge nel dossier declassificato, “Il nostro materiale [IRD] va ai capi delle forze armate, Servizio d’intelligence nazionale, stampa tra cui Ultima Hora di sinistra, il cui capordattore Samuel Wainer fu assiduamente coltivato da Wellington; chiesa, studenti e dirigenti sindacali”. I funzionari dell’IRD apprezzavano la figura influente di Wainer attraverso incontri, pranzi e gite non ufficiali, durante cui venivano trasmessi suggerimenti e aggiornamenti sottili. Un’altra strada per aver influenza era inviare materiale sensibile e degno di nota, spesso ottenuto dai servizi segreti inglesi. Wellington fu nominata dall’ambasciata inglese in Brasile nel maggio 1963 con la “priorità centrale” di “investigare le lacune” nel “flusso di materiale di propaganda anticomunista che raggiunge stampa e stazioni radio”. Wellington fu anche incaricato di “concentrarsi… sui contatti personali che aveva già stabilito” nel Paese. [FO 1110/1623]. Nel 1969, i funzionari britannici erano soddisfatti del fatto che Wainer lavorasse con successo. “La trasformazione di Ultima Hora da quotidiano quasi comunista, di estrema sinistra, in un quotidiano rispettabile e rispettato d’opposizione”, si legge in un altro documento declassificato, “fu aiutata dalla relazione speciale tra IRD e il fondatore e presidente del giornale Dr Samuel Wainer”.

Una visita reale
Sebbene sia impossibile quantificare l’impatto che i funzionari inglesi ebbero sulla produzione di Ultima Hora, si vantavano privatamente che fu significativo. Un dossier osserva che “il supplemento prodotto al momento dell’intervista di sua maestà la regina ad Ultima Hora è considerato il migliore di qualsiasi quotidiano brasiliano, e i nordamericani ci hanno persino chiesto quanto l’avessimo pagato. Non un centesimo, è ovviamente la risposta”. [FO 95/491] Nel novembre 1968, la regina Elisabetta II e suo marito il principe Filippo svolsero la prima visita ufficiale di Stato della monarchia britannica nel paese. La visita fu definita “l’ultima arma” della diplomazia inglese. Il capo di Stato britannico non tornò che dopo che la democrazia fu ripristinata negli anni ’80. Salutata dal generale Arturo da Costa e Silva, il secondo dei cinque dittatori che seguirono il colpo di Stato militare appoggiato dagli Stati Uniti quattro anni prima, la coppia reale ammirò Brasilia, Rio de Janeiro e San Paolo, mostrando con cura le prove del presunto ‘miracolo economico’ brasiliano. La narrazione era che il Brasile fu “salvato dal disastro del comunismo” nel 1964, qualcosa a cui credono oggi il presidente Jair Bolsonaro e i suoi sostenitori. Col suo regime ancora inondato dal bagliore della visita reale, poche settimane dopo Costa e Silva adottò il noto Atto istituzionale numero 5. Gli effetti sociali del “colpo di Stato nel colpo di Stato” neofascista di AI-5 perseguitano ancora oggi il Paese. L’AI-5 abolì l’habeas corpus e trasformò una dittatura già repressiva in un inferno di persecuzioni politiche, corruzione, censura, tortura e genocidio. La barbarie fu ancora intensificata col successore di Costa e Silva, il generale Emílio Médici. Il dominio di Medici fu famoso per lo slogan “Brasile: amalo o lascialo”, che spinse gli oppositori del regime, artisti e intellettuali, guidati dalla paura, ad andare in esilio, come Gilberto Gil e Caetano Veloso, fuggiti, ironicamente, a Londra. Tuttavia, la degenerativa situazione dei diritti umani in Brasile evidentemente non riguardò gli inglesi. Nella revisione annuale del dicembre 1972, l’ambasciatore del Regno Unito in Brasile David Hunt ignorava le preoccupazioni sui diritti umani in Brasile. Assolvendo la leadership, accusò cattiva polizia e cattiva stampa straniera, segnalazioni malvagie da Amnesty International, e dava entusiasta sostegno al sanguinario governo di Medici, definendolo “presidente veramente popolare palesemente sincero nel desiderio di controllare il benessere di ogni sezione del popolo brasiliano”. Scrivendo nel 1970, l’addetto militare inglese PB Winstanley concluse: “Nonostante l’ottusa apatia del popolo, il Paese avanzando tanto velocemente quanto, forse, la natura dei suoi milioni di mulatti lo consentirà”. Alla fine Weiner vendette Ultima Hora al gruppo Folha nel 1971 e morì nel 1980. Non fu possibile contattare Ultima Hora al momento della pubblicazione di questo articolo. La penetrazione inglese dei media brasiliani durante la dittatura fu elusa da dall’attenzione accademica, con la notevole eccezione dei libri del giornalista brasiliano Geraldo Cantarino “Segreti della propaganda anticomunista” e “A ditadura que o inglês viu”.

“Guerra psicologica”
Il dossier descrive come la Gran Bretagna offrì “una quindicina di corsi di formazione nel giugno 1969 a due membri di uno speciale gruppo dell’intelligence del ministero degli esteri [brasiliano]”. In particolare, il dossier osservava che tale corso di addestramento si svolse nella “Sezione di guerra psicologica” del vecchio aeroporto Sarum nel Wiltshire. “Dopo la visita alla sezione di guerra psicologica all’Old Sarum”, si legge nel file, “i tirocinanti [brasiliani] suggerirono al loro Ministero della Difesa di indagare sull’invio di militari in altri corsi dell’esercito inglese”. Questo argomento dell’addestramento alla tortura nel Regno Unito dei brasiliani fu approfondito in dettaglio nel ‘Segredos de Estado. O Governo Britânico e a Tortura no Brasil 1969-1976 ‘ di João Roberto Martins Filho. Si pensava che l’addestramento militare inglese per la dittatura brasiliana fosse iniziata alla fine degli anni ’60, quando l’esercito brasiliano sviluppò “sofisticati metodi di interrogatorio [noto anche come tortura]… influenzati da suggerimenti e consigli” dell’esercito inglese. La posizione esatta, tuttavia, fu svelata nel dossier recentemente declassificato.
Secondo i documenti trapelati dal Joint Warfare Establishment dell’Old Sarum, “lo scopo principale delle operazioni di guerra psicologica è supportare gli sforzi di tutte le altre misure, militari e politiche, contro un nemico per indebolirne la volontà di mantenere ostilità e capacità bellica… Può essere diretto contro il partito politico dominante nel Paese nemico, il governo e/o contro la popolazione nell’nsieme, o elementi particolari di essa”. In effetti, la guerra psicologica fu usata contro vaste fasce della popolazione brasiliana. Nel 2014, la Commissione per la verità scoprì che “Sotto la dittatura militare [brasiliana], repressione ed eliminazione dell’opposizione politica era dovuta alla politica dello Stato, concepita e attuata sulla base delle decisioni del presidente della repubblica e dei ministri militari”. Durante questo periodo, 191 persone furono uccise, 243 “scomparvero” e molte altre furono torturate. Le cifre non ufficiali sono significativamente più alte. E tale politica, come dimostrano i documenti declassificati, fu parzialmente formata dal consiglio del governo inglese.

Supporto inglese a Bolsonaro
Tale evidente desiderio inglese a che la dittatura neofascista brasiliana continuasse e prosperasse ha parallelismi nel presente. Nel 1972, l’ex-primo ministro e segretario di Stato per gli affari esteri e del Commonwealth Sir Alec Douglas-Home, scrisse con gioia che l’opposizione di sinistra in Brasile fu quasi eliminata, ed espresse ottimismo per ciò che chiamava una “dittatura benevola “che è solo agli inizi”. “Sembra più che probabile che entro il 2030”, continuò, “prima che gli studenti di oggi raggiungano gli ottant’anni, il Brasile sarà davvero quel “Paese del futuro che così tante volte i brasiliani hanno cercato invano”. Il predecessore di Hunt, l’ambasciatore Sir John Russell concluse che: “I brasiliani sono ancora un popolo tremendamente di secondo livello: ma è altrettanto ovvio che raggiungono un futuro di prim’ordine”. Oggi il Brasile è di nuovo sotto un governo autoritario di estrema destra, guidato dal neofascista Jair Bolsonaro che considera la dittatura un periodo d’oro, e una volta descrisse il quinto e l’ultimo dei dittatori, João Figueiredo, come “l “ultimo vero presidente” del suo Paese. Bolsonaro affronta richieste di indagine presso il tribunale penale internazionale dell’Aia per “istigazione al genocidio e diffusi attacchi sistematici alle vittime indigene”. Questa prima risposta alla pandemia del Covid-19 causasse 65000 morti, e più.
Numerose richieste di libertà di informazione dimostrano il continuo sostegno inglese al presidente brasiliano di estrema destra. Incontri segreti, ad esempio, si svolsero da funzionari inglesi e Bolsonaro prima, durante e dopo la campagna elettorale brasiliana 2018, con un governo Bolsonaro che offre chiari vantaggi agli interessi inglesi. L’elenco dei nomi presenti a tali incontri include i figli, il ministro dell’economia Paolo Guedes e il nucleo militare del suo governo. Le prove della manipolazione inglese dei media, e in particolare della sua persecuzioni dei giornalisti di sinistra e dei redattori progressisti, probabilmente causeranno costernazione in Brasile e nella stessa Gran Bretagna. In effetti, la “neutralizzazione” del Guardian da parte dei servizi di sicurezza inglesi negli ultimi anni suggerisce che tali pratiche sono tutt’altro che morte.Traduzione di Alessandro Lattanzio

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