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Attenzione alle deviazioni di destra emerse dalla crisi dell’imperialismo USA

Danny Haiphong, Internationalist 360°, 8 luglio 2020Black Agenda Report pone gran parte dell’attenzione sul Partito Democratico, e per dei buoni motivi. Il Partito Democratico ha tenuto la sinistra degli Stati Uniti in cattività ideologica per decenni. Durante questo periodo, l’influenza del Partito Democratico condannava a morte movimento dopo movimento. L’America nera fu l’obiettivo principale dell’assalto ideologico e politico del Partito Democratico, allo scopo di mantenere la forza più progressista e rivoluzionaria nella storia degli Stati Uniti lontana dalla lotta per la pace e la giustizia sociale. Gli eventi degli ultimi tre mesi evidenziano un’altra tendenza politica di cui diffidare. Il devastante impatto del COVID-19 sugli Stati Uniti, unito a collasso economico e rivolta di massa contro la polizia razzista, attivava una vecchia tendenza politica nel mondo imperialista: il libertarismo. Il libertarismo è spesso visto come ideologia antigovernativa e capitalista che adora la dottrina del libero mercato di Adam Smith. Tuttavia, tale definizione non considera il contesto razzista degli Stati Uniti. Il libertarismo, come tutte le ideologie capitaliste, è legato alla supremazia bianca. I libertari si oppongono a parole alle predazioni del capitale monopolistico, ma sono più attivi nell’odio per i neri. Mentre i democratici neoliberisti e le forze corporative di “resistenza” denigravano l’ascesa della cosiddetta alt-destra durante l’era Trump, in parte per evitare la loro responsabilità nell’incubo nordamericano, le forze libertarie ebbero un ruolo problematico nel promuovere confusione politica e demagogia razzista nel corso della pandemia di COVID-19, e con poca fanfara.
L’identità percepita di Trump come “estraneo” che mescola politica anti-guerra e anti-globalizzazione con una gretta ideologia razzista sicuramente accresceva il sentimento libertario negli Stati Uniti. Quando la pandemia di COVID-19 iniziò a uccidere migliaia di persone negli Stati Uniti, i libertari aprirono la via accusando i miliardari Bill Gates e George Soros, Cina e governo federale nell’insieme di aver inventato il virus dal nulla e averne l’esagerato impatto. Il COVID-19, secondo tali forze, è un piano per socializzare il “blocco” e privare Stati Uniti e occidente dai loro grandi diritti della “libertà di parola” una volta per tutte. Una volta che centinaia di migliaia di persone scesero in strada per protestare contro l’omicidio per mano della polizia di George Floyd e Breonna Taylor, le tendenze libertarie nel movimento avvertirono che George Soros tirava le fila del movimento per iniziare una “rivoluzione colorata”.
L’ideologia libertaria è più evidente nello spettro politico degli Stati Uniti perché intenzionalmente diffusa dalla classe dominante. Per oltre quarant’anni l’esaurimento da parte del duopolio delle ultime vestigia della rete di sicurezza sociale, fu imposto assieme al razzismo contro i poveri. La contraddizione della viziosa austerità unita al consolidamento della repressione militare e poliziesca inevitabilmente confuse larga parte della popolazione nordamericana desiderosa di trovare un capro espiatorio facile per i propri problemi. Il risentimento comprensibile nei confronti del governo e delle banche fu registrato durante questo periodo, ma in sostanza senza la guida di un movimento filo-proletariato guidato da afroamericani o grandi oppressi. Le idee di destra e libertarie furono così in grado di prosperare nel vuoto politico lasciato dal consenso bipartito su guerra e austerità infinita.
Piuttosto che un movimento organizzato, il libertarismo è una forza dormiente nella disposizione ideologica dei nordamericani bianchi di sinistra e destra, trovatisi in mezzo alle crisi provocate dal COVID-19. La confusione fu la risultante. La caratterizzazione di massa dei “blocchi” parziali nelle città degli Stati Uniti come “legge marziale medica”, distolta dai pericoli reali della risposta degli Stati Uniti al COVID-19, portando al massacro letterale delle comunità nere e native. Le speculazioni su come i “blocchi” uccidessero più persone del virus distrasse dalla reale necessità dell’intervento statale, come visto in Cina e Cuba, due nazioni in cui furono soddisfatte le esigenze del popolo mentre si svolsero ulteriori ricerche e lavori per mitigare gli effetti del virus. Soros e gli agenti esterni alla protesta di massa contro la polizia razzista, negava l’agenda politica nera e delegittimava l’analisi tanto necessaria sull’impatto delle politiche di ONLUS e ONG sul controllo sociale. Il libertarismo è un’attraente deviazione di destra nell’impero in decomposizione privo di una sinistra organizzata. Il libertarismo afferma di essere capitalista anti-governativo e anti-finanziario, almeno in superficie. Tuttavia, il libertarismo è ancora un’ideologia suprematista bianca che non riconosce l’umanità degli oppressi e dei “miserabili della terra”. Ignora i neri nordamericani che marciadno per le strade di Minneapolis furono il catalizzatore della ribellione nazionale, a seguiti della brutalità della polizia. Ignora che la Repubblica popolare cinese dimostrava al mondo come si presenta la risposta alla pandemia. E ignora che la crisi economica del capitalismo non può e non va risolta “riaprendo” il capitalismo; può essere risolta solo rovesciando la classe capitalista parassitaria e la riorganizzazione della società attorno al diritto umano a un lavoro salariato, un ambiente vivibile e alle necessità che assicurano il diritto alla vita.
Noi veri antimperialisti e della sinistra nera conosciamo i libertari nell’ambito degli spazi contro la guerra. Ci sono momenti in cui i libertari si oppongono apertamente al sistema di incarcerazione di massa e alla guerra senza fine. Ma ciò non cambia il modo in cui l’ideologia opera in questo momento di crisi, come ulteriore ostacolo alla navigazione nella sfaccettata crisi dell’imperialismo. Democratici e repubblicani corporativi sicuramente hanno la colpa istituzionale della crisi. Tuttavia, a livello di base, le tendenze libertarie inventavano false cospirazioni per coprire quelle reali e quindi facendo più male che bene. Si pensi ad esempio a Bill Gates. Bill Gates è un magnate capitalista la cui società Microsoft è in prima linea nel genocidio sostenuto dagli Stati Uniti nella Repubblica Democratica del Congo, che ha ucciso oltre sei milioni di persone dal 1996. Inoltre, la sua filantropia si limitava alla privatizzazione dell’assistenza sanitaria nell’Africa occidentale e alla povertà dell’agricoltura africana sovvenzionando i semi prodotti dalla Monsanto. La Fondazione Gates du scelta nella privatizzazione dell’istruzione di Andrew Cuomo, usando la pandemia come pretesto per accelerare la fine dell’istruzione pubblica che conosciamo. Alcuna di queste domande legittime può essere affrontata, tuttavia, quando Gates viene usato come foglia di fico per ignorare l’impatto devastante del COVID-19 sull’America nera. E poi affermano che Black Lives Matter è una “rivoluzione colorata” volta a rovesciare il governo degli Stati Uniti su richiesta di… George Soros? Tale cosiddetta teoria anti-istituzione libertaria, bastardizza completamente l’indignazione negli Stati Uniti verso i dipartimenti di polizia che sfoggiano un totale di mille omicidi ogni anno. Inoltre mina completamente qualsiasi analisi reale delle “rivoluzioni colorate” sostenute dagli USA in Ucraina, Siria e altrove. Le “rivoluzioni colorate” sono operazioni d’intelligence coll’intento diretto di rovesciare un governo sovrano a favore di un’alleanza di potenze imperialiste. La “rivoluzione colorata” del 2014 in Ucraina mise i neonazisti al potere e scatenò una brutale guerra civile che uccideva decine di migliaia di persone. Paragonare Black Live Matter a una “rivoluzione colorata” giustifica la repressione del movimento, poiché le “rivoluzioni colorate” nel mondo sono a vantaggio degli imperialisti.
Proprio come la sinistra deve rispondere al tentativo del Partito Democratico di stabilire una facciata della “normalità” in un periodo di crisi, senza offrire nulla per migliorare la vita delle persone, così anche deve proteggersi da eventuali deviazioni di destra che minacciano solo l’integrità del movimento. Ci sono molte sfide che né il libertarismo né l’ideologia della classe dirigente possono risolvere. Pandemie mortali, crisi economiche e istituzioni razziste non possono essere cancellate. Lo stato imperiale degli Stati Uniti è stato completamente smascherato in quattro mesi, in quanto completamente incapace di provvedere ai bisogni dli sfruttati ed oppressi. Un altro Stato, uno socialista, deve prenderne il posto, e ciò significa che la sinistra deve lottare per il potere e opporsi a qualsiasi ideologia o attività che disorganizzi il popolo nell’assunzione di questo immenso compito. Molto lavoro va fatto per costruire il potere popolare non solo per immaginare ma anche per creare l’infrastruttura politica per il momento rivoluzionario qui, nel ventre dell’impero. Ci sono richieste avanzate da Black Alliance for Peace e Black is Back Coalition che vale la pena sostenere, tra cui:
Controllo comunitario della polizia
Abolire il comando africano nordamericano (AFRICOM) da tutti i Paesi africani tranne due
Piena occupazione, alloggi universali e assistenza sanitaria
Fine il programma 1033, che concede armi militari ai dipartimenti di polizia locali
Chiudere tutti le basi militari degli Stati Uniti
Questo non fa che graffiare la superficie delle richieste avanzate dalle forze rivoluzionarie nel movimento. Queste richieste sono modellate dal dibattito nel movimento, non da libertarismo o qualsiasi ideologia della classe dirigente.

Danny Haiphong è ttivista e giornalista di New York City. Lui e Roberto Sirvent sono coautori del libro American Exceptionalism and American Innocence: A People’s History of Fake News – From the Revolutionary War to the War on Terror (Skyhorse Publishing).

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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