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La crisi economica colpisce le forze armate inglesi

Military Watch, 11 luglio 2020Le forze armate inglese potrebbero affrontare ulteriori profondi tagli nell’ambito di una nuova revisione strategica della difesa, attualmente condotta dal governo conservatore, a seguito di considerevoli riduzioni del bilancio e del personale negli ultimi dieci anni, nell’ambito di un rigoroso programma di austerità. Mentre i tagli avviati nel 2010 ebbero impatto significativo sulla Royal Navy, con le flotte anfibie e le fregate particolarmente colpite, eliminavano anche gli aviogetti Harrier dell’Aeronautica, ridotto gli effettivi di 30000 persone, del 33% l’artiglieria semovente e 28% i carri armati. Una nuova serie di tagli potrebbe ridurre ulteriormente gli effettivi dell’esercito a ben al di sotto del 50% del livello della Guerra Fredda e, sebbene possa influire sull’Aeronautica, non è chiaro fino a che punto la Royal Navy, nel pieno delle ambiziosi programmi su portaerei e sottomarini lanciamissili strategici, saranno interessati.
Anche per i livelli di spesa attuali, un numero significativo di analisti espresse seri dubbi sul fatto che la Marina possa permettersi due gruppi d’attacco su portaerei, in particolare visti sia i costi enormi della scorta e degli aviogetti F-35B per le portaerei. L’F-35B è l’unico velivolo ad ala fissa che può essere lanciato dalle portaerei inglesi data l’assenza di equipaggiamento di arresto, e i caccia sono i più costosi in produzione al mondo oggi, con costi operativi e consumi di carburante straordinariamente alti. Ciò, combinato col calo della sterlina dal 2016, sollevava seri dubbi sul fatto che la Marina possa permettersi abbastanza caccia per le sue portaerei, anche se gli attuali livelli di spesa non venissero ulteriormente ridotti. Anche la capacità della Royal Navy di continuare a schierare cacciatorpediniere, le sue più pesanti unità da combattimento di superficie, è seriamente messa in discussione, con solo sei in servizio oggi che, a quanto si dice, verranno eventualmente sostituiti da più leggere fregate per ridurre i costi.
Con Londra che prevede una grave crisi economica, una contrazione del PIL del 20% e livelli inediti d’indebitamento del governo che doppierebbero la crisi finanziaria del 2008, le forze armate sono ben lontano dalle priorità di spesa. Alcuni rapporti non confermati indicano che i nuovi tagli potrebbero colpire in modo sproporzionato i Royal Marines e far ritirare gli aerei da trasporto C-130 dell’Aeronautica militare e i cacciamine della Marina, evitando in modo evidente tagli alle risorse dei gruppi di portaerei del Paese o al programma da 39 miliardi per le armi strategiche. Altri rapporti indicano che l’esercito potrebbe affrontare tagli maggiori e perdere oltre il 25% del personale, lasciando una forza di prima linea di soli 55000 uomini. Con la Gran Bretagna impegnata ad espandere la presenza militare nella regione dell’Asia-Pacifico per sostenere gli sforzi occidentali per fare pressioni militari sulla Cina, e col Paese che allo stesso tempo gestisce una nuova base navale nel Golfo Persico dal 2018, per tentare di usare le navi da guerra per imporre sanzioni economiche alla Corea democratica, tra gli altri impegni assunti dai militari fino al Sud America, resta da vedere se le ambizioni da proiezione di potenza di Londra in più teatri lontani possano essere sostenute con un secondo grave disastro economico.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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